Namibia in self drive

Viaggio on the road fra dune dorate, scenari mozzafiato, etnie uniche, animali e molto altro

  • di bussolo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 
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Prefazione

Come facciamo spesso, anche stavolta aspettiamo quasi l’ultimo minuto per decidere dove andare in vacanza. Tanto poi una destinazione da qualche parte la si trova sempre comunque, e quanto meno la meta è pianificata tanto più è divertente e piena di fascino. Era già passata la metà di novembre e non avevamo ancora deciso dove andare. Fra le varie mete che avevamo in sospeso c’era la Namibia, che ambivamo da un po’. Sapevamo anche che laggiù ci sono un paio di persone, fra l’altro del nostro stesso paese natio, trasferitesi a Windhoek da molti anni e che hanno messo in piedi una agenzia viaggi. Studiamo il loro sito (namibiamoremio punto com) e i tragitti che propongono, oltre a leggere altri diari di viaggio. Decidiamo che è la destinazione giusta e prenotiamo il volo online, dopo averlo tenuto d’occhio per qualche giorno in attesa del prezzo migliore. Solo in seguito, con il volo in mano, prendiamo contatto con Nadia e Rolando i quali ci propongono il loro Makalani tour in self-drive. La scelta alla fine si è dimostrata più che azzeccata, valutando il supporto organizzativo, l’adeguatezza del tragitto e la qualità delle strutture ricettive.

DAY 24 Sabato

Partenza da Venezia con direzione Londra. Eh sì, se vuoi biglietti economici devi subire anche i controsensi di un viaggio non proprio liscio. Anche il disagio del cambio di aeroporto da Gatwick a Heathrow. E poi, andare due ore in sù a nord per poi tornare in giù. Ad ogni modo, non mi è piaciuta la British Airways. In tutte le occasioni in cui ho usato vettori esteri partendo dall'Italia, tutti parlavano, oltre che nella loro lingua è ovvio, anche in Italiano. Credo sia dovuto, quantomeno per rispetto verso il paese che ti ospita. Questi inglesi no. Solo inglese. Forse perché "LORO" si considerano PIU' degli Italiani? Ma chi si credono? Eppure l'hub di Venezia lo usano eccome. Da Italiano mi sono sentito trattato come “poveraccio”. Sarà una mia “fisima” ma si tratta di rispetto, credo. Il volo verso Johannesburg con South African è stato invece meglio di altri voli fatti in passato, anche perché c'erano diversi posti vuoti e ci si è potuti sdraiare su più sedili per dormire. Per quanto dormire su un sedile di aereo sia comunque una cosa ardua. Il cibo è stato fra i migliori mangiati negli anni in aereo, anche se è chiaro che non siamo al ristorante, ed in ogni caso ci siamo sentiti più coccolati del solito.

DAY 25 Domenica a Windhoek

Passata la notte in aereo, arriviamo nel piccolo aeroporto di Windhoek, così piccolino che pur essendo la capitale si scende dall'aereo e si va a piedi all'uscita camminando sulla pista. Cambiamo dei soldi al botteghino dell'aeroporto dato che l’unico modo è quello ufficiale. Non c’è mercato nero qui. Comunque se poi ti rimane qualcosa te lo riprendono indietro senza problemi. Incontriamo quindi un addetto dell'agenzia di noleggio che è venuto a prenderci e andiamo in ufficio da loro (la città dista circa 40km) a sbrigare i documenti per l'auto. Qui troviamo anche Rolando col quale scambiamo le prime parole parlando dell'Italia e delle cose comuni che abbiamo, da buoni paesani. Ci consegnano un pickup Nissan con cassone coperto da una struttura metallica, con portellone tipo quelli dei container e lucchetto di chiusura e ci raccomandano di non lasciare mai nulla in bellavista nella cabina della jeep perché ti scassano i vetri per portartela via. Ci spostiamo quindi al B&B Christoph per riposare, un posto carino, con piscina, palme e praticello verde. L'impressione che dà la città è molto tranquilla e a misura d’uomo, sarà anche per la netta impronta europea che si percepisce. Anche qui però, come in altre parti del sud del mondo, le case hanno tutte il loro bel muro alto con cancello enorme e fili della corrente sopra, se non addirittura reticolato come a Omaha Beach durante lo sbarco degli alleati. Ci dice però Rolando, e conferma quanto scritto dappertutto, che la Namibia è in ogni caso un paese molto tranquillo e sicuro, e che quelle cose lì sono per la piccola delinquenza comune dei furtarelli. Non ci sono qui aggressioni armate, sequestri, pestaggi o cose simili. Beh, meno male, diciamo noi, peccato che rimangono sempre reticolati e che in qualche modo sei comunque recluso in casa tua. Riposato un po’ ci rincontriamo più tardi con Rolando, Nadia e sua figlia i quali ci spiegano per bene il tragitto, le cose da fare e non fare, cosa e come vedere, e quant'altro possa essere utile, oltre a quanto già dettagliatamente descritto nel programma che ci lasciano. Con tutto così ben documentato se sbagliamo qualcosa siamo dei polli. Ci lasciano anche una sim telefonica locale, per tenersi meglio in contatto in caso di bisogno senza spendere un capitale. Andiamo quindi a cena e passiamo così il Natale insieme a loro

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