Un branco di sei "smidollati" in Namibia

Prima del racconto, ecco alcuni consigli utili: • Adattatori namibiani: da comprare in loco (noi li abbiamo avuti con un welcome pack dalla nostra agenzia) • Euro: da cambiare subito in aeroporto in dollari namibiani • Acqua: è sicura e ...

  • di campesina
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  • Viaggiatori: fino a 6
 

Prima del racconto, ecco alcuni consigli utili: • Adattatori namibiani: da comprare in loco (noi li abbiamo avuti con un welcome pack dalla nostra agenzia) • Euro: da cambiare subito in aeroporto in dollari namibiani • Acqua: è sicura e potabile in tutto il Paese • Profilassi antimalarica: non l’abbiamo fatta (anche perché è inverno) • Vestiti: consigliato l’abbigliamento a “cipolla”, il mattino e la sera sono freschi (la giacca vento è servita più volte), di giorno si può anche stare in t-shirt • Mance: sono ben accette da facchini, camerieri e guide • La guida: è a sinistra e serve molta prudenza; anche se la strada (per lo più sterrata) sembra agevole, è facile perdere il controllo sia perché è a schiena d’asino (per cui conviene sempre viaggiare al centro e spostarsi a sinistra solo quando arriva un’auto dalla corsia opposta per evitare i sassi che si sollevino da terra), sia perché gli animali possono attraversare la strada. Fondamentali due ruote di scorta. • Cellulare: non prende ovunque ma nelle cittadine e nei lodge quasi sempre Questo branco di sei smidollati, ci piaceva chiamarci così, tenuti a bada da una fantastica guida, ha macinato in 12 giorni di tour ben 3.600 Km di viaggio su strade per lo più sterrate e sconnesse. Abbiamo attraversato paesaggi che ci hanno lasciato senza fiato; respirato l’aria con i suoi particolari odori e profumi; ascoltato i grandi silenzi e ammirato i molteplici colori. Questa la nostra grande avventura in una terra straordinaria... la Namibia. Si parte! 2 Agosto - Il viaggio aereo per arrivare a destinazione prevede più scali: Milano-Zurigo, Zurigo-Johannesburg, Johannesburg-Windhoek. Nonostante abbiamo iniziato a cercare i voli con grande margine, già a marzo quelli della compagnia di bandiera, l’Air Namibia, erano tutti prenotati per le date da noi scelte. Abbiamo quindi dovuto fare uno scalo aggiuntivo in Sudafrica. Una cosa positiva è che da Milano i bagagli vengono spediti direttamente a destinazione in modo che a Johannesburg non occorre fare nessun riconoscimento o un nuovo check-in. Comunque il viaggio con la Swiss per le prime due tratte è andato bene, ogni posto aveva i televisori singoli e le 10 ore di volo sono passate tra film e giochi.

3 Agosto - Il volo della South African Airways per Windhoek invece ha avuto un discreto ritardo (quasi un’ora su due effettive di volo) ma per fortuna tutto bene, visto che quando il pullmino ci ha lasciato davanti alla scaletta dell’aereo... c’era un omino con un bel manuale di istruzioni che lavorava su uno dei motori! L’aeroporto di Windhoek è contornato da una distesa piatta dal colore dorato; è molto piccolo ma funzionale. Ad aspettarci al controllo passaporti troviamo dei rigorosi funzionari con la mascherina per paura del contagio da influenza suina. Ritirati i bagagli avevamo, come tutti gli anni, il terrore di uscire e non trovare nessuno ad attenderci. Infatti abbiamo organizzato un viaggio con un tour operator locale (Goldwing Tourism, ottima organizzazione e tempi di viaggio perfetti) in quanto siamo convinti che oltre a risparmiare un po’ di soldini rispetto ai tour operator italiani, c’è anche una maggiore attenzione e flessibilità e soprattutto siamo riusciti ad avere un tour con guida e driver italiano (per goderci la vacanza al meglio) solo per 6 persone: io, mio marito con una coppia di amici ed un'altra coppia italiana tutta da scoprire. Per fortuna i nostri timori sono stati fugati dal cartello riportante il mio nome e una faccia sorridente pronta a darci il benvenuto. Una volta conosciuti anche gli altri due componenti del gruppo, siamo partiti alla volta della capitale namibiana per un veloce tour della città. Sosta in albergo (il Windhoek Country Club Resort) e poi pronti per la cena. Il primo contatto con il cibo namibiano è stato a dir poco entusiasmante (soprattutto per i miei compagni di viaggio che amano la carne). Il locale è assolutamente da provare, Joe’s Beer House (la prenotazione è fondamentale): spiedini di carne mista (kudu, springbok, zebra), filetto di orice, t-bone di manzo e da bere birra, il primo assaggio di vino Sudafricano, il mitico cocktail rock shandy e per finire... Amarula, che faranno da accompagnamento ai nostri pasti quotidiani. 4 agosto – Con la nostra Land Rover 4x4, con carrellino a seguire per i nostri bagagli, iniziamo il nostro viaggio. La giornata prevede il trasferimento verso Sersriem e il Namib Desert, uno dei più antichi deserti al mondo, attraversando l’Altopiano Centrale. La strada, prima asfaltata, diventa sterrata e incrociamo enormi macchinari che passano per spianarla e renderla più agevole. Essendoci stata una stagione delle piogge molto intensa come non succedeva da anni, il paesaggio non è completamente desertico ma si presenta con un rigoglioso manto erboso dorato dal sole in cui abbiamo potuto vedere i primi animali liberi: mucche, pecore, struzzi, springbok e orici. Per strada abbiamo avvistato anche alcuni babbuini ma molto spaventati dalla nostra presenza. La prima cosa che abbiamo notato poi è stata la varietà di paesaggio. Su un tragitto di parecchi chilometri (350!), il mondo circostante era in continuo cambiamento rendendo il viaggio per niente noioso ma ricco di sorprese per arrivare a quella più bella; arrivati in cima a una salita, abbiamo chiuso gli occhi come ci ha suggerito la nostra guida e... ci siamo trovati davanti all’immensa distesa del deserto del Namib. Abbiamo proseguito per Solitaire: rifornimento benzina e sosta per il pranzo al Solitaire Country Lodge dove abbiamo potuto gustare la famosa e deliziosa torta di mele del grande (in tutti i sensi) Moose McGregor! Da provare. Ben rifocillati, siamo ripartiti per Sossusvlei e durante il percorso ci siamo fermati per una sosta all’Hammerstein Lodge & Camp. Qui, abbiamo avuto la fortuna di conoscere degli ospiti molto ma molto speciali. L’interesse da parte nostra era tanto... ma tanta anche la paura: siamo entrati in recinti in cui c’erano rispettivamente: due linci del deserto (che si sono lasciate un po’ a desiderare visto che dormivano beate all’ombra di un grande albero); un leopardo, Lisa, che davanti alla nostra guida come un’innamorata ha iniziato a fare fusa molto sonore!; infine tre fratelli ghepardi. Abbiamo anche avuto l’onore di accarezzarne uno: è un’animale dall’aspetto esile ma che comunque mette timore e soggezione. Dopo questa incredibile esperienza con questi animali che rimangono comunque selvatici (sono stati salvati dalla savana perché rimasti orfani e quindi quasi certamente sarebbero andati incontro alla morte) siamo ripartiti con destinazione il nostro lodge, l’Hoodia. La caratteristica principale di questo, come poi della maggior parte dei lodge, è che si inoltrano a chilometri di distanza dalla strada principale per cui una volta entrati nel cancello di proprietà ci vogliono parecchi minuti prima di giungere a destinazione. Il vantaggio è di essere in zone esclusive e soprattutto appartate, immersi nella natura e senza rumori. In particolare questo lodge è posto vicino alle rive del fiume Tsauchab e si compone di un corpo centrale e diversi bungalow indipendenti (ognuno con anche un bagno all’aperto, molto suggestivo) arredati con ottimo gusto e ricercati in ogni minimo dettaglio. Dopo un rinfrescante cocktail di benvenuto e una presentazione molto singolare del manager, ci prepariamo per la cena che sarà accompagnata da canti e balli tipici molto coinvolgenti. Terminiamo la serata seduti nel lounge davanti ad uno scoppiettante fuoco con un bicchiere di amarula a chiacchierare con un’altra coppia di italiani scambiandoci le prime impressioni di viaggio. Ci avviamo verso i nostri bungalow accompagnati dall’arietta frizzante e pungente della notte sotto un cielo tappezzato di stelle luminose. Alla sera, a letto, fatichiamo ad addormentarci: abituati come siamo ai rumori, siamo quasi concentrati nel percepire ogni singolo movimento o suono che ci possa essere intorno a noi. A farci compagnia con i nostri pensieri notturni, un simpatico geco che ci osserva

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