Non abbiamo forato in Namibia

Avendo letto un certo numero di resoconti di viaggio, una delle preoccupazioni maggiori relative al nostro viaggio in Namibia era quella, banale se vogliamo, di forare una gomma dell’automobile. Non che di per sè la cosa potesse essere particolarmente grave, ...

  • di baffo56
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

Avendo letto un certo numero di resoconti di viaggio, una delle preoccupazioni maggiori relative al nostro viaggio in Namibia era quella, banale se vogliamo, di forare una gomma dell’automobile. Non che di per sè la cosa potesse essere particolarmente grave, era solo il fatto di dove e quando sarebbe potuto capitare: nell’Etosha Park, dove non puoi scendere dall’auto? 
A mezzogiorno lungo una pista sterrata lontano dai centri abitati, sotto un sole cocente? 
Davo per scontato, comunque, che sarebbe successo..

Per fortuna invece questo non è accaduto, nonostante gli oltre 2500 km di sterrato e nonostante le gomme della nostra Toyota Condor fossero già piuttosto consumate. Alle mie proteste, l’addetto del noleggio mi aveva dimostrato che il battistrada delle gomme era di ben 8 mm e che quindi andavano bene. Non ho avuto modo di controllare alla perfezione, ma penso che alla fine del viaggio si fosse ridotto di almeno 3 mm! Ma veniamo al viaggio vero e proprio. A partire siamo in tre: io, mia moglie Enrica e nostra figlia Benedetta detta Bibi, di quattro anni. Benedetta vanta già un curriculum di viaggio non indifferente: con noi è stata due volte in Australia, una in Thailandia e in diverse capitali e grandi città europee. Questa è la volta del suo quarto continente, l’Africa e in particolare appunto la Namibia.
Va detto che prima di programmare questo viaggio avevo valutato attentamente se fosse adatto per una bambina così piccola, ma diversi riscontri sia dal sito di Turisti Per Caso che da altre fonti mi avevano dato una certa sicurezza.

Il nostro programma di viaggio è stato il seguente: 8/08: Partenza dall’Italia (Bologna) per Windhoek, via Francoforte/Johannesburg 9/08: Windhoek (pernottamento alla Rivendell Guest House) 10/08: Otjiwarongo (Bush Pillow Guest House) 11-13/08: Etosha Park (Mokuti Lodge) 14-15/08: Kamanjab Area (Rustig Toko Lodge) 16-17/08: Twyfelfontein Area (Mowani Mountain Camp) 18-20/08: Swakopmund (Alte Brucke Resort) 21-23/08: Sesriem Area (The Desert Homestead and Horse Trails) 24-25/08: Aus (Klein Aus Vista) 26-27/08: Kalahari (Marienthal) Area (Anib Lodge) 28/08: Partenza per l’Italia da Windhoek, via Johannesburg/Francoforte 29/08: Arrivo in Italia (Bologna).

In totale, 20 giorni di permanenza in Namibia, con 19 pernottamenti.

Commento Generale Alla prova dei fatti, posso confermare l’assoluta fattibilità del viaggio. Certo, va tenuto presente che se ci sono dei problemi (fisici), ci si può trovare anche a 100/150 km dal più vicino punto di assistenza sanitario, ma questo potrebbe capitare anche in altri paesi, Australia o USA, tanto per dire. E’ bene, quindi, avere con sè tutte le medicine eventualmente necessarie e avere stipulato un’assicurazione cui ricorrere, per consigli di natura medica, appena possibile.

Il viaggio in sè è stato molto bello: forse non abbiamo visto, all’Etosha, tantissimi animali, quanto meno quelli più rari (tipo leopardi o rinoceronti), ma la varietà del paesaggio incontrato ha pochi riscontri con altri paesi africani.

La Namibia si è rivelata...Facile, negli spostamenti e nell’utilizzo delle strutture in cui abbiamo soggiornato, una più bella dell’altra, ma non per questo necessariamente di lusso.

Abbiamo mangiato, spesso, molto bene, anche se un po’ dispiaciuti per l’uso di animali locali che viene fatto dalla cucina namibiana.

Certamente questo viaggio rimarrà a lungo nei nostri cuori.

Di seguito il resoconto di ogni tappa.

8/08: Partenza dall’Italia (Bologna) per Windhoek, via Francoforte/Johannesburg Il giorno della partenza avviene un piccolo giallo: controllando, per caso, la situazione dell’aeroporto di Bologna sul relativo sito Internet, scopro che il volo che dovremmo prendere alle 19:40 per Francoforte non c’è! Dopo una serie piuttosto concitata di telefonate sia con i servizi aeroportuali sia con l’agenzia dove abbiamo comprato i biglietti aerei, veniamo a sapere che da tempo eravamo stati “riprotetti” sul volo precedente, in partenza circa un’ora prima, ma nessuno ci aveva avvertito.
Da notare che Lufthansa, la compagnia che abbiamo utilizzato, ci aveva obbligato ad acquistare i biglietti sin dalla metà di Febbraio

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