Namibia 2007: mille e più emozioni

Siamo tornati da qualche giorno dalla Namibia… com’è difficile abituarsi nuovamente al quotidiano ma, soprattutto, come dimenticare il caldo e abbagliante sole africano, gli spazi infiniti, il cielo stellato, il silenzio assoluto, il sorriso e la cordialità della gente…. È ...

  • di Laura&Gianni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Siamo tornati da qualche giorno dalla Namibia... Com’è difficile abituarsi nuovamente al quotidiano ma, soprattutto, come dimenticare il caldo e abbagliante sole africano, gli spazi infiniti, il cielo stellato, il silenzio assoluto, il sorriso e la cordialità della gente... È proprio vero, il Mal d’Africa esiste!!!! Io e mio marito siamo abituati a viaggiare autonomamente e anche per questo viaggio abbiamo scelto la formula self-drive, appoggiandoci però ad un tour operator namibiano che ringraziamo per i consigli.

Arriviamo a Windhoek dove ci attende Giorgio incaricato. Noleggiamo l’auto, una Nissan X-Trail non 4x4 ma più alta di una berlina e quindi comodissima soprattutto per l’osservazione del paesaggio e degli animali come scopriremo in seguito. Le strade percorse durante il nostro viaggio erano tutte sterrate ma buone per cui il 4x4 non è indispensabile... Attenzione alla guida a sinistra, l’impatto è pazzesco ma si supera in pochissimo tempo. Il traffico esiste solo in città, altrove le auto sono poche anzi in alcune zone è difficile incontrarne e si è soliti salutare chi si incontra per strada turisti e non... Un cenno con la mano e un sorriso è gradito!! A Windhoek pernottiamo la prima notte e poi partenza per la zona di Tsumeb scelta perché ricca di cave e miniere ed essendo appassionati di mineralogia, non potevamo davvero rinunciare. Nella tenuta del lodge dove abbiamo pernottato sono presenti ben 5 vecchie miniere che abbiamo visitato accompagnati da Mike con i quad... Ragazzi che esperienza, era la prima volta che guidavamo un quad e il quasi cappottamento non è mancato cmq ci siamo divertiti un sacco! Il giorno dopo, d’accordo con i responsabili del lodge, siamo andati con l’auto alla miniera Karavatu, un vero paradiso dove in poche ore abbiamo raccolto dei pezzi davvero interessanti.

Purtroppo la ricerca mineraria non è facile ma facile è poter comprare a ottimo prezzo soprattutto nel Damaraland... Quante bancarelle e quanti minerali acquistati: tormaline, acqua marina, quarzi; naturalmente ci siamo trattenuti per il problema trasporto ma che fatica dover scegliere tra questo o quel pezzo... Lasciata la zona di Tsumeb ci siamo diretti verso il Parco Etosha. Il primo giorno siamo entrati dal gate di Namutomi e percorso la strada verso Andoni. E’ stato emozionante l’incontro con gli animali: gli springbok con i loro dolcissimi occhioni, le giraffe e la loro regalità nei movimenti e negli sguardi, gli gnu e il loro sguardo truce, i kudu, gli elanda, i facoceri simpatici ma bruttissimi e gli elefanti con la loro immensità non solo fisica!!! Il giorno successivo abbiamo attraversato tutto il parco sino all’Andersson Gate e ancora emozioni su emozioni; quanti animali ci hanno accompagnati e che meraviglia trovarsi di fronte all’Etosha Pan, una depressione salina di 120km x 70 circa di cui non si intravede la fine... Pazzesco!!! E’ vero non abbiamo visto i Big Five al completo (elefanti, rinoceronti, bufali, leoni e leopardi) però siamo felici di tutti gli “incontri” e per gli altri... Sarà per la prossima volta!! Il viaggio è poi proseguito verso il Rock Finger attraverso la zona dei terrazzamenti del fiume Ugab chiamata anche l’Arizona della Namibia, in effetti, sembra di essere protagonisti di un film western alla John Wayne per intenderci.

Naturalmente muniti di scarponi e bottiglia d’acqua abbiamo percorso il sentiero che conduce al Rock Finger e dalla cima... Che spettacolo incredibile; altopiani interminabili punteggiati da solitarie montagne che al tramonto si tinteggiavano di mille colori diversi

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