Namibia, terra di emozioni

Un viaggio in Namibia non è semplicemente una vacanza, è un sogno, il ritorno alle origini, forse perché vivi l’avventura nel deserto più antico del mondo: il Namib. Distese di rossa sabbia infuocata, un mare di dune che si stendono ...

  • di rosylaleonessa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Un viaggio in Namibia non è semplicemente una vacanza, è un sogno, il ritorno alle origini, forse perché vivi l’avventura nel deserto più antico del mondo: il Namib. Distese di rossa sabbia infuocata, un mare di dune che si stendono a perdita d’occhio, alcune alte sino a 500 mt.

Mercoledì 21 agosto 2002 . ETOSHA PARK - OKAUKEUJO REST CAMP Ricordo con intensa emozione l’arrivo al rest camp nell’Etosha Park, la nostra guida, una ragazza veneziana, simpaticissima, ci parla della pozza d’acqua illuminata nei pressi del campo, dove, dopo il tramonto, gli animali si recano per abbeverarsi. Un pò scettica, per esperienze avute in precedenza, dopo cena, munita di macchina fotografica e telecamera, mi reco alla pozza, convinta di avvistare al limite qualche sciacallo ... Ma una volta giunta nei pressi, la pozza mi regala una visione incredibile... decine di elefanti, un intero branco, composto da femmine con piccoli sosta sulle sponde...Rimango, nel silenzio generale, rotto solo dai clic delle fotocamere, ad osservarli per lungo tempo, emozionandomi per le cure che queste gigantesse della savana dedicano ai loro piccoli e per i giochi che questi fanno tra loro, rincorrendosi come bambini, spruzzandosi, con ancora qualche incertezza, con le loro tenere e buffe proboscidi, vigilati costantemente dalle mamme, che, come tutte le genitrici del mondo, sono in continua apprensione... Ma l’emozione continua... Il branco, in piccoli gruppi, lentamente si allontana dalla pozza, per esser sostituito da alcune famiglie di rinoceronti, i quali, forti della loro potente arma offensiva-difensiva, scacciano, in più riprese, altri erbivori che tentano l’approccio all’acqua. Dopo un po’ è il turno delle giraffe, che poverine, devono compiere uno sforzo enorme per bere...In pratica divaricando al massimo le lunghe zampe per portare la testa al livello del terreno. Le guardo col fiato sospeso... in questo momento sono completamente vulnerabili all’attacco di un predatore! Le sorprese non sono terminate... intuiamo, più che vedere, che stanno arrivando finalmente quelli che tutti aspettano dalle 20,30, praticamente quando il lungo muro che circonda la pozza, alla distanza di sicurezza, per la tutela soprattutto della tranquillità degli animali, ha cominciato a riempirsi di ospiti. Si bisbiglia appena, con emozione, nelle varie lingue...Lowen, leeuwen,.Lions, leones ...Leoni...! Freneticamente, cerco con il mio binocolo e magicamente si materializza un trio, formato da 2 femmine ed un maschio, che sta uscendo dalla radura e lentamente quasi con indolenza si sta avvicinando all’acqua... Uno sssssssssssssss... gira velocemente nei vari gruppi che si agitano a questa apparizione, ma siamo sottovento e non possono udirci, infatti, tranquillamente si avvicinano alla pozza e cominciano a bere. Per l’eccitazione provocata dalla visione del gruppetto non avevo notato l’arrivo di una quarta leonessa, che sta beatamente sdraiata dal lato della pozza più vicina alla nostra postazione. La inquadro perfettamente con la telecamera, posso vedere i suoi occhi che pigramente si chiudono di tanto in tanto. Sono trascorse 5 ore da quando sono arrivata alla pozza e soltanto l’atavica paura che mi prende, poiché sono rimasta quasi da sola, mi fa desistere dal rimanere ancora.

Queste immagini rimarranno per sempre nella mia mente e nei miei occhi ...

sabato 24 agosto 2002 . ETOSHA PARK Ma altre avventure ci attendono...Siamo stati alcuni giorni nell’Etosha Park...Abbiamo percorso in lungo e largo il “pan”, una depressione salata, arida e asciutta, dove sulla sua abbagliante distesa migliaia di animali, soprattutto erbivori, sono alla perenne ricerca dell’acqua... springbok , kudu, impala e gli splendidi oryx (tutte antilopi) struzzi, zebre, giraffe, gnu. Ci fermiamo alla prima grande pozza dove una miriade di animali sono intenti a bere. È un qualcosa di incredibile, non pensavo che così tanti animali potessero raggrupparsi così tranquillamente. Mi diverto ad osservare un gruppo di zebre che gioca schizzandosi l’acqua, per poi scappare, spaventato dal volo di uccelli che girano sopra le loro teste. Purtroppo è già tempo di lasciare questo posto meraviglioso, ci attendono tantissimi chilometri di strada sterrata per raggiungere l’isolatissimo villaggio di Opuwo da cui partiremo per raggiungere il nord della Namibia e le Epupa falls. domenica 25 agosto 2002 . KAOKOLAND-OPUWO Sveglia alle 4,00 ...Un gruppo di zombi esce lentamente dalle camere per avviarsi al tavolo dove servono i pasti, all’aperto, sotto una larga tettoia in legno...Si parte alle 5,30, è ancora buio, alle 5,45 sorge finalmente il sole...Tutto tranquillo..! Levataccia...!!!!?? Ma per fortuna non sono sul treno per Caserta...!...(sede del lavoro)! In viaggio per l’Epupa falls, attraversando il territorio del Kaokoland, ci aspettano 400 km. Di strada sterrata e, nonostante la levataccia, nessuno dorme... un po’ per i continui sobbalzi che hanno i fuoristrada, ma soprattutto per lo splendido paesaggio. Il Kaokoland è un territorio desertico vastissimo, siamo davvero lontanissimi dalla “civiltà”: qui non funzionano radio, telefonini, non ci sono abitazioni, pochissimi veicoli circolano su queste strade che si perdono all’infinito..

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