La Namibia più bella in Libertà

DIARIO RIASSUNTIVO DI VIAGGIO IN NAMIBIA (AFRICA AUSTRALE) PARTECIPANTI: MARINA, IVAN, STEVE, FEFY A CURA DI FEFY SABATO 12 AGOSTO: partiamo dall’aeroporto di Torino Caselle nel tardo pomeriggio e arriviamo a Francoforte per prendere il volo che ci porterà a ...

  • di Fefy
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DIARIO RIASSUNTIVO DI VIAGGIO IN NAMIBIA (AFRICA AUSTRALE) PARTECIPANTI: MARINA, IVAN, STEVE, FEFY A CURA DI FEFY SABATO 12 AGOSTO: partiamo dall’aeroporto di Torino Caselle nel tardo pomeriggio e arriviamo a Francoforte per prendere il volo che ci porterà a Johannesburg dopo 10 ore e mezzo di viaggio notturno.

DOMENICA 13 AGOSTO: siamo arrivati all’aeroporto di Johannesburg in prima mattina. Dopo un’attesa di un paio d’ore abbiamo preso il volo per Windhoek la capitale della Namibia e siamo arrivati a destinazione piuttosto sfatti dal viaggio che alla fine in totale è durato quasi 20 ore tra attese e ore di volo. Al piccolo aeroporto della capitale abbiamo cambiato i soldi, studiato il programma di viaggio con il corrispondente della XENIA (agenzia toscana cui ci siamo appoggiati per acquistare il viaggio) e ci siamo diretti verso la città con l’auto noleggiata...Guida a destra...Siamo arrivati alla Steiner Pension. E’ una pensione piccola ma molto graziosa e vicina al centro città. Dopo un paio d’ore di riposo abbiamo fatto un giro per Windhoek. E’ a 1650 m di altitudine, ma nonostante sia inverno il clima è mite. E’ la sede giudiziaria, legislativa e amministrativa del paese. Non mi ha trasmesso alcuna emozione sinceramente. Sarà la stanchezza? Bho, comunque l’ho trovata decisamente anonima.

LUNEDÌ 14 AGOSTO: Abbiamo iniziato a dirigerci verso sud, e ci siamo fermati a KEETMANSHOOP. Abbiamo ammirato un paesaggio mozzafiato dall’auto e siamo arrivati in questa cittadina che pare più un villaggio. E’ sede vescovile, fondata dai missionari tedeschi nel 1860, e fino al 2002 era retta da un vescovo italiano!! Monsignor Chiminello...Quanti struzzi e pecore lungo il percorso. Ci dicono che sono due animali importantissimi per l’economia del paese. In particolare le pecore sono le KARAKUL. La loro lana è molto pregiata (soprattutto quella dei cuccioli) e viene esportata in tutto il mondo, soprattutto in Europa. Si chiama lana SWAKARA. Ho letto che le pecore Karakul si sono guadagnate nel corso degli anni il soprannome di “Diamanti Neri”. A KEETMANSHOOP abbiamo alloggiato alla Bird’s NEST GUESTHOUSE, una piccola pensione gestita da un’anziana signora di chiara origine tedesca, molto bizzarra e molto “coloniale”. Il suo cane, Bambi era piccolo e grasso, molto goloso. La sera abbiamo cenato in un Pub praticamente vuoto. Abbiamo mangiato una bistecca che non si capiva bene di che animale fosse...Fa freddo di sera e dormiamo con il piumone! Ma di giorno si sta benissimo e caldo e secco.

MARTEDÌ 15 AGOSTO. Appena alzati (sempre prestissimo)ci siamo diretti verso il FISH RIVER CANYON che nelle guide è descritto come il corrispondente africano del GRAN CANYON americano. Un vero spettacolo della natura, qui più selvaggia e ostile che mai. Oltre che il punto panoramico più battuto del Fish RIVER CANION abbiamo scoperto un altro punto completamente isolato da tutto. Siamo stati a lungo qui. Eravamo solo noi quattro e intorno l’immenso CANYON. La sera abbiamo alloggiato in una struttura deliziosa, ma davvero bizzarra. Tutte le cose erano fatte con pezzi di ricambio per auto e moto, pezzi di meccanica, dallo sgabello ai tavoli al porta asciugamani... fantastico e simpaticissimo. Aveva una sua magia. Bellissimo senza essere opulento o fuori luogo rispetto l’ambiente circostante. Si chiama Canyon Road House. Possiede circa 8 camere in totale e all’interno c’e’ un ristorante molto bizzarro e caldo.

MERCOLEDÌ 16 E GIOVEDÌ 17 AGOSTO. Ci siamo alzati molto presto e ci siamo diretti verso il deserto del NAMIB. Un caldo intenso ed una strada davvero difficile e interminabile ci ha sfiniti. Così, arrivati al BETESDA REST CAMP abbiamo fatto una breve passeggiata al tramonto prima di cena e siamo poi andati a dormire prestissimo. Il Betesda Rest Camp è una struttura molto estesa orizzontalmente. Abbiamo anche mangiato li’...Anche perché intorno, tutto intorno c’e’ il nulla: deserto deserto deserto. Purtroppo ho scoperto che il deserto del Namib è il luogo naturale degli scarafaggi. Quanti! Uno schifo insopportabile. Peccato, è l’unica cosa che mi fa andare in panico! n questi due giorni in cui siamo stati nel deserto (all’interno del NAMIB NAUKFLUT-PARK) siamo andati nello spettacolare SOSSUSVLEI, dove ci sono le più alte dune del mondo. Un paesaggio davvero da brivido. E’ la terza volta che vede il deserto africano, ma non ho mai visto niente di simile. Dune altissime di sabbia gialla e aranciata domina il deserto dall’alto delle loro vette! Ci siamo lanciati nella scalata della DUNA 45, la duna più fotografata del mondo. Il vento soffiava forte e alzava la sabbia. Più si andava verso la vetta e più la forza del vento si intensificava. Purtroppo la presenza degli scarafaggi mi ha fatto desistere. Marina e Steve hanno continuato io e Ivan siamo discesi. i siamo fermati tutta la giornata a SOSSUSVLEI, tra le dune immense. Un uomo correva sulla vetta di una di esse, urlando e alzando le braccia al cielo. Uno spettacolo meraviglioso vedere dal basso quest’uomo che sulla duna altissima tirava fuori tutta la sua gioia e la sua energia interiore. Di tanto in tanto prendeva manciate di sabbia e le gettava in aria. Sembrava dopato di emozioni forti, fortissime. Verso tardo pomeriggio, quando il sole è calato le dune hanno assunto un colore aranciato, caldissimo, stupendo, da scaldarti davvero il cuore di commozione

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