Myanmar on the road

Sono arrivato a Bangkok con un volo Lufthansa proveniente da Francoforte e trovato alloggio, pagando 200 Baht, in una guesthouse nella zona di Kao-san road. In un’agenzia viaggi ho acquistato sia il biglietto dell’autobus per Chiang Mai, nel nord della ...

  • di Angelo Angelo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Sono arrivato a Bangkok con un volo Lufthansa proveniente da Francoforte e trovato alloggio, pagando 200 Baht, in una guesthouse nella zona di Kao-san road. In un’agenzia viaggi ho acquistato sia il biglietto dell’autobus per Chiang Mai, nel nord della Thailandia per 250 Baht, sia il visto per entrare in Myanmar 1500 Baht, 24 giorni di validità dalla data d’entrata. Il prezzo del visto varia in base ai giorni entro cui si richiede il rilascio. L’autobus per Chiang-mai parte alle 7 di sera ed arriva a destinazione alle 7 di mattina del giorno dopo. A Chiang-mai mi sono sistemato in una guesthouse nella zona del mercato serale, 250 Baht. Il mattino ho acquistato direttamente alla stazione degli autobus ( Arcada bus station ) il biglietto per Mai- sai, la città di confine con il Myanmar. Ci sono piu’ autobus di linea al giorno, prezzo 70 baht , 5 ore di viaggio. Dalla stazione di Mai-sai, con un taxi collettivo (10 Baht )sono arrivato in centro e pernottato una notte in una guesthouse sulla via principale, 300 baht. Nel pomeriggio ho avuto il tempo di visitare la citta, è molto piccola, praticamente la vita si svolge lungo il viale principale. Si cominciano a vedere i primi Birmani che attraversano il confine per venire a lavorare in Thailandia e tornare a casa la sera. Molti i negozi di pietre preziose. Vale la pena salire a piedi sulla collina su cui si trova il Wat Phra That Doi per godersi il sole che tramonta dietro le colline che sovrastano la citta’ di Tachilek, che si trova immediatamente aldilà del confine in Myanmar. La mattina presto, zaino in spalla e passaporto in mano, sono uscito dalla Thailandia ed entrato in Myanmar, la meta del mio viaggio.

Attraversato il ponte che unisce le due frontiere, mi sono fermato nell’ultimo ufficio. Sotto il controllo di un funzionario Birmano ho compilato dei moduli, pagato 20 baht thailandesi come tassa e ricevuto il benestare per entrare a Thachilek. A Thachilek ho acquistato, al cambio in nero, i primi kyats, per un dollaro 1100 kyats. Un tuc-tuc mi ha portato per 40 baht alla stazione dei taxi/autobus, dove ho preso accordi con un taxista, 400 baht per un passaggio fino a Kengtung ( Kyaingtong ) la città che si trova nello stato Shan, al centro del triangolo d’oro. Sotto una pensilina, ho aspettato 3 ore mentre il taxista cercava almeno un secondo passeggero da caricare oltre a me. Credo che la cosa migliore da fare sia recarsi alla stazione dei taxi il prima possibile, cosi’ si puo’ partire con il primo che si completa.

Con il taxista sono ritornato all’ufficio immigrazione al confine e abbiamo compilato un ulteriore modulo in cui venivano specificati i nomi dei passeggeri e il loro numero di documento. Il modulo poi, durante il viaggio, verra’ presentato ad ogni chekpoint. Il viaggio fino a Kengtung è molto bello, la strada si inerpica sulle colline, e da li si possono vedere panorami fantastici. E’ stato durante il viaggio che ho fatto la conoscenza con il Betel. Tutti i Birmani, o quasi, si infilano a lato della gengiva una mistura composta da radice di betel ( un albero simile alla palma da cocco ) fatta a pezzi, un pizzico di tabacco, calce e lime. Il tutto avvolto in una foglia e chiuso alle due estremità. E’ un leggero eccitante, l’autista mi dice che lo mastica per tenersi attento durante la guida. Oltre a tenere svegli e a rendere i denti neri, provoca lo stimolo alla salivazione. E’ abbastanza disgustoso ma bisogna farci l’abitudine.

Nel tragitto fino a Kengtung si trovano più checkpoints .L’autista scende, presenta il modulo compilato all’ufficio immigrazione, il mio passaporto, paga una tassa, ringrazia e riparte. Ogni volta la stessa trafila, almeno per 5 volte. A Kengtung sono arrivato nel tardo pomeriggio e ho trovato un letto in una guesthouse per 4 Usd. (In Myanmar i voli aerei e i pernottamenti si pagano in dollari americani, mentre il resto lo si paga in kyat) Da Kengtung è impossibile proseguire via terra, a meno che non si ritorni indietro. Per proseguire il viaggio ho dovuto acquistare il biglietto aereo per Mandalay, la seconda città, in ordine di grandezza,del Myanmar.( 72 usd ). Ho preso accordi con un mototaxista che mi ha fatto da cicerone. ( 1500 kyats ). La città è costruita intorno ad un bel lago, interessanti sono i wat intorno al centro della e il mercato mattutino al quale prendono anche parte membri di varie tribu’ delle colline circostanti. Il volo è con la yangon airwais, parte alle 15 e arriva, dopo un veloce scalo a Heho, a Mandaly verso le 16.30 circa. Dall’aereoporto, che dista circa 20 km dalla città, ho diviso il prezzo del viaggio in taxi fino in centro con un altro passeggero ( 9000 kyats ) . Mi sono fatto lasciare davanti ad una guesthouse in cui ho preso alloggio ( 4 usd con colazione ). Nella guesthouse ho conosciuto delle persone con cui ho diviso il costo del taxista che, per qualche giorno, ci ha accompagnato nelle gite fuori città. Ho visitato molte località, villaggi e templi. Da non perdere Amarapura, Inwa, Sagaing e le cave di Monywa

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