Massimo e Florence in Birmania (Myanmar)

Birmania o più modernamente Myanmar, uno splendido patrimonio culturale e una forte religiosità

  • di drmassigreco
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Continuiamo la nostra esplorazione del Sud-est asiatico. Quest’anno optiamo per la Birmania o come dal nome ufficiale Myanmar. Come per il Giappone ci affidiamo all’agenzia viaggigiovani.it. Il rapporto servizi prezzo è ottimo a livello del fai da te. Quest’anno i nostri compagni di viaggio sono Ippolito e Vera con la piacevole aggiunta di Alessandro e Alessandra. Come sempre le impressioni di viaggio. Si tratta fondamentalmente di un paese agricolo non ancora contaminato dal progresso, o quanto meno parzialmente, in quanto tutti hanno l’universale telefonino e le antenne paraboliche spuntano dai sgangherati temetti di lamiera.

Il lavoro manuale è ancora l’unico presente, non ci sono fabbriche e industrie di nessun genere. L’agricoltura utilizza solo il lavoro manuale e la forza degli animali. Le case non sono dotate di nessun confort. In Birmania quindi sono visibili delle tradizioni arcaiche ormai scomparse da tempo. Il popolo birmano è gentile ed accogliente. Estremamente ossequioso con gli occidentali e visibilmente laborioso. La delinquenza praticamente non esiste, mai come qui ho notato la completa assenza delle forze dell’ordine. La cucina è molto semplice e poco varia, quindi anche se buona, dopo alcuni giorni ci si stanca di mangiare sempre le stesse pietanze. Ovviamente la vita è del tutto a buon mercato sia per gli acquisti che per il cibo. Per dare un’idea nei buoni ristoranti un pasto completo costa 5/6 €. Una cosa comune a tutto il sud-est asiatico è la mancia, praticamente obbligatoria.

09/09/2017: ROMA-YANGON

Arriviamo alle 7,00 del mattino dopo un viaggio complessivo di 17 ore soste comprese. Viaggiamo con la ottima compagnia Thai. Il volo è Catania-Roma-Bangkok-Yangon. Ad attenderci all’uscita la nostra simpaticissima guida Lin, che parla un perfetto italiano in quanto ha lavorato un anno in Italia. La prima tappa è la Pagoda Kyauhhtatgyi per vedere l’enorme statua del Buddha coricata della lunghezza di 72 metri.

Proseguiamo con la visita del mercato tradizionale, dove compriamo subito il classico abbigliamento locale il longyi per poi andare alla Pagoda Shwedangon. Si tratta del monumento più importante di tutta la Birmania. La parte più impressionante è la stupa ricoperta di foglia d’oro di 98 m di altezza e visibile dalla maggior parte della città. Si tratta di uno dei luoghi più sacri del buddismo. Non c’è certezza sulla data della costruzione, ma la tradizione vuole risalga ai tempi dello stesso Buddha intorno al 460 a.C. La leggenda buddhista vuole che alcuni fratelli che viaggiavano per l’Asia incontrarono il Buddha Gautama, che gli diede otto dei suoi capelli per farli conservare in Birmania, dove si trovano ancora oggi. Andata in rovina fu ricostruita nel XVI secolo grazie al re del popolo Mon Binnya U. Sulla corona superiore, ma non visibile dal basso un diamante di 76 carati e dei rubini e smeraldi di grandissimo valore.

La Pagoda, oltre che ad un luogo di culto e meditazione, è un luogo pubblico per incontrarsi e rilassarsi. Intere famiglie vi si recano per passeggiare, consumare un pasto o meditare. Ovviamente nel più profondo silenzio e rispetto della religione. Da qui si può vedere una delle caratteristiche del popolo birmano, ossia la pacatezza, la tranquillità, il rispetto per la religione. Il tutto diametralmente opposto allo stress e alla frenesia degli occidentali e al fanatismo religioso dell’Islam. Unico punto negativo è che in Birmania in tutti i luoghi religiosi è obbligatorio camminare a piedi scalzi e non sono permessi neppure i calzini. Per noi occidentali, che non abbiamo questa abitudine, la cosa è un poco fastidiosa. All’inizio un grande problema, con pulizia dei piedi con fazzoletti umidificati all’uscita da ogni sito, alla fine non ci facciamo più caso

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