Magic Myanmar e isole malesi

Terra dove il tempo si è fermato e si respira speranza

  • di ScillaAlberto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

01/08-02/08

Partenza prevista da Milano Malpensa verso le 22:30, ma ci sono delle lungaggini nelle operazioni d'imbarco che ci faranno arrivare tardi ad Abu Dabi, dove prendiamo il volo per Bangkok e da qui a Yangon. Il ritardo del primo volo sarà la causa del mancato arrivo dei bagagli a destinazione; così a Yangon non ci resta altro da fare che compilare il modulo e lasciare l'aeroporto senza il bagaglio stivato. La Bangkok Airways non prevede nè la spedizione del bagaglio smarrito, nè un eventuale kit di prima necessità; fortunatamente il nostro hotel è un best western ed ha tutto l'occorrente per lavarsi. Andiamo a dormire esausti, speranzosi di riavere il nostro bagaglio per il giorno dopo.

03/08

Dopo un'abbondante colazione in hotel, usciamo a fare quattro passi per strada e veniamo inglobati da un mercato alimentare ai margini della strada. Siamo in zona Chinatown e la strada è un miscuglio di odori, rumori e colori. È quell'Asia sporca e brulicante di persone, motorini, macchine sgangherate, gorgheggianti gas di scarico, che ci ricordavamo. In questo mercato metropolitano c'è di tutto; dalla bancarella del macellaio, a quella della frutta e della verdura, al venditore di spezie, al furgoncino che trasporta blocchi di ghiaccio. Le persone sono tutte molto indaffarate e nessuno si occupa di noi, che a dire il vero siamo gli unici occidentali. Dopo un pò ci facciamo portare alla Shwedagon Paya dal taxi. Passiamo all'interno del luogo sacro tutta la mattinata: osservando, scattando foto, facendoci guidare da un vecchietto birmano che scaltramente si offre come guida non ufficiale e, non meno importante, riposandoci all'interno di un piccolo tempio. È il primo giorno e siamo stanchi per il viaggio ed il fuso, io in particolare ho un forte mal di testa, ma i farmaci sono tutti nel bagaglio, smarrito chissà dove. Verso l'ora di pranzo ci spostiamo in taxi (le strade pullulano di taxi) verso il centro storico dove vediamo la Sule Paya, il monumento all'indipendenza ed alcuni edifici dei dintorni. Fame e stanchezza si fanno pressanti, l'aria è intrisa di smog ed i rumori dei clacson aggravano il mio mal di testa , che sta diventando insopportabile. Ad un tratto adocchio un piccolo cartello 'Rangon Teahouse', ci ispira, saliamo le scale ed entriamo in un accogliente ristorante: pulito, spazioso e fresco. Qui mangiamo il nostro primo piatto birmano, fatto con riso basmati aromatizzato al cocco e pollo al curry, servito con diverse spezie e salse da aggiungere a piacere. Inoltre ci servono una zuppa di lenticchie. Il tutto è molto buono, fatta eccezione per una spezia che aveva un sapore che non saprei definire diversamente da 'sapore di letame'! Davvero! Senza offesa, ma non ho mai assaggiato nulla di più disgustoso! Comunque è bastato non aggiungerla e tutto è stato piacevole. Dopo pranzo torniamo in albergo e alla reception ci dicono che hanno chiamato dall'aeroporto: hanno ritrovato i bagagli! Dopo un riposo forzato (continuo ad avere un insopportabile mal di testa), ci rechiamo all'aeroporto dove, dopo non rapide procedure, ci restituiscono il dovuto. Finalmente tornati in albergo scopro di avere la febbre; mi prendo subito una tachipirina e crollo. Mi risveglio per cena, la tachipirina deve aver fatto effetto perché sto un pò meglio, tanto da uscire a mangiare; ci rechiamo al Gekko, ristorante giapponese quotato in tripadvisor ed in effetti ci troviamo abbastanza bene. Fine della giornata: speriamo domani di stare meglio!

04/08

Sveglia all'alba per prendere il volo che ci porta a Mandalay. Questo volo inizialmente doveva essere alle 11:00, poi nel corso delle settimane ci è stato cambiato due volte, fino a diventare il volo delle 6:00. Arrivati a Mandalay ci facciamo portare dal taxi all'hotel M3 che grazie al cielo, nonostante siano solo le 9:00 del mattino, ci dà già la stanza: io sono esausta, ho la febbre e crollo in un sonno profondo che durerà circa 8 ore. Alberto resta con me tutto il giorno; anche lui ha un pò di sonno arretrato. Verso le 17 decidiamo di uscire per andare a vedere il tramonto sulla Mandalay Hill, ci facciamo portare fino in cima dal taxi per 8000 Khiat. Restiamo su per un bel pò a riposarci al fresco ed a scattare foto; è nuvoloso per cui i colori non sono un granché. Per tornare condividiamo un taxi con tre ragazze inglesi. Per cena restiamo in albergo; i noodls speciali M3 non sono male! Due tachipirine e si dorme, speriamo che domani vada meglio: ci sarà una giornata piena!

05/08

Nonostante non sia del tutto a posto, sento di farcela e di portare a termine il programma di oggi: gita in taxi, predisposta con l'albergo il giorno prima, ad Amarapura, Saigang e Inwa. La prima tappa è la visita al monastero dove assistiamo al rituale della colazione dei monaci. Avevamo visto lo stesso rituale a Luang Prabang in Laos e lo abbiamo trovato, qui, meno mistico, ma pur sempre interessante. Successivamente il nostro tassista cinese, che non parlava una parola di inglese e spesso chiedeva indicazioni sulla strada ai passanti, ci ha portato a visitare una serie di bellissime pagode a Saiging. Infine la visita a Inwa che consiste in un breve tratto in barca e poi un lungo tragitto su un carretto trainato dal cavallo; la cosa assurda è che il nostro autista era un bambino di circa 6-7 anni! Il tour è un pò turistico, ma molto interessante tra rovine di vecchie pagode e monasteri. Acquistiamo un bellissimo Gong che produce quattro suoni diversi da un ragazzino che parla anche un pò di italiano e che per buona parte del tragitto ci segue in bicicletta talora contrattando sul prezzo e altre volte improvvisandosi guida; ci è molto simpatico, ma è un vero osso duro a trattare sul prezzo! Alla fine risichiamo solo 10000 khiat dal prezzo iniziale. Al termine del percorso mi faccio applicare la Thanaka a forma di foglia sulle guance da una ragazza birmana. Infine ci rechiamo all U Bein Bridge per il tramonto, dove facciamo una piccola gita in barca; il ponte è bellissimo, purtroppo molto turistico. La giornata ci è costata: 45000 K per il tassista, 15000 per il pranzo (pollo con anacardi in un posticino dove ci ha condotti il tassista stesso), 2000k il tratto in barca a Inwa, 8000k il giro con il carretto, 15000 il gong, 1000 la Thanaka e ben 10 dollari il giro in barca al ponte. Abbiamo rinunciato alla visita dei siti a pagamento per cui era richiesto il ticket di 10$. Dopo esserci riposati in hotel, ci rechiamo per cena al Bistrot sulla 82esima (quotatissimo in tripadvisor), rischiando la vita ad ogni incrocio, visto che non esistono semafori, non c'è illuminazione e noi siamo a piedi, ma ce la caviamo e mangiamo del pesce accompagnato con vino cileno: non male, anche se il salmone era trota salmonata

  • 9737 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social