Myanmar tra pagode e sorrisi

Viaggio effettuato in parte in auto con autista e guida parlante italiano e in parte con mezzi pubblici

  • di Anna Codino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

27 Febbraio - 13 Marzo 2016

Itinerario: Yangon- Hpa-An- Mawlamyine- Bago- Yangon- Mandalay- Monywa- Bagan - Kalaw - Lago Ingle - Kakku - Yangon

Costo totale del viaggio: 1943 € a persona

Dopo averne sentito molto parlare come un luogo meraviglioso ma in veloce cambiamento, data la recente maggiore facilità per i turisti di visitarla, quest'anno scegliamo come meta delle nostre vacanze invernali il Myanmar. Volo acquistato qualche mese prima della partenza con Qatar al costo di 487 € a testa con partenza alle 9.45 da Milano Malpensa ( e utilizzo del nostro abituale parcheggio presso Hotel Mariuccia di Robecchetto con Induno 41 € per due settimane), scalo veloce a Doha e arrivo a Yangon alle 5 del mattino della domenica ( Myanmar + 5,30 ore). Visto fatto online dall'Italia (45 € a testa; http://evisa.moip.gov.mm).

In seguito ai molti racconti letti e ai diversi contatti con vari tour operator locali abbiamo organizzato il nostro viaggio per la prima metá con un driver e guida parlante italiana. Il nostro inglese, infatti, non è eccellente e quest'anno optiamo per lasciare a casa anche la faticaccia abituale, desiderosi di imparare storia e abitudini di questo paese. Abbiamo cambiato idea tantissime volte nei giorni precedenti alla partenza, intimoriti dal perdere la libertà che tanto ci piace nel muoverci da soli, abbiamo scritto a molte persone, fatto bilanci, ipotesi di spesa, sentito consigli di altri viaggiatori ed infine la decisione finale. Viaggio organizzato da Cho Cho Mar sino a Bagan costo 1800 $ comprendenti tutti i trasferimenti, volo interno Yangon - Mandalay incluso ed ingressi ai vari siti visitabili.

Nella seconda parte del viaggio ci muoveremo in autonomia. Gli alberghi li abbiamo prenotati noi dall'Italia con Booking.com, Hotel. com , Agoda.com e qualche mail scritta direttamente alle strutture.

Domenica 28 Febbraio: Yangon

Cho e la nostra guida Kyaw Minn ci aspettano puntuali all'aeroporto e ci accompagnano dall'albergo da noi scelto al centro di Yangon: il Chan Maye Guesthouse, a pochi passi dalla pagoda Sule (in fondo al racconto recensioni e prezzi hotel). Quando arriviamo è davvero presto e la nostra stanza è ancora occupata. Nonostante crolliamo dalla stanchezza decidiamo di lasciare i bagagli per dirigerci verso la Pagoda Shwedagon, che da sola merita la visita a questa città, giudicata da molti poco interessante. Questa pagoda è un simbolo importante di tutti i buddisti di questo stato, invitati a recarvisi, proprio come succede per la Mecca, almeno una volta nella vita. Non sono neanche le sette del mattino ma complice la domenica, il luogo si popola di famiglie che vi trascorreranno la giornata tra preghiere e pic nic, ragazze volontarie munite di scope e spugne e determinate a dare una bella pulita ai pavimenti e alle grate incrostate dalla cera delle candele, bambini con vesti da monaci che ripetono litanie insegnate dal loro maestro. Ovunque è sfarzo, statue adornate di luci psichedeliche e fiori, angoli dove si compiono riti propiziatori e persone che pregano in silenzio. Un'atmosfera unica che ci immerge in un mondo per noi tutto nuovo. Rimaniamo parecchio tempo nella pagoda ad osservare il tutto, assistendo all'innalzarsi nel cielo di un sole che in breve tempo comincerà a far sentire il suo calore. È l'ora della colazione e manco a dirlo seguiamo i consigli della nostra guida e dimenticate brioches e cappuccino ci tuffiamo in un piatto locale a base di salse dall'ottimo sapore e pane fritto. Il tutto condito con una bevanda che ci aveva fatto inorridire e che si rivelerà invece ottima! Chi lo avrebbe mai detto che spremere un lime dentro a del caffè nero produce un gusto nuovo ma niente male! Con la pancia piena ci rechiamo al lago Kandawgyi ma il tentativo di fare una passeggiata sulla passerella nel verde viene stroncato dal caldo e dalle forze che cominciano a mancare e dopo una breve visita al maestoso Buddha sdraiato della Chaukhtatgyi Paya andiamo a prendere possesso della nostra stanza. Doccia rigenerante e poi di nuovo via a piedi per il centro della città, osservando i fascinosi palazzi coloniali che costeggiano le vie, curiosando tra le persone sdraiate sull'erba di un parco, mettendoci scrupolosamente in fila per osservare i capelli del Buddha (ma quanti capelli aveva questo signore? Ce ne sono sparsi un pò qua è la e con vari poteri magici attribuiti!) e saltando sul traghetto che attraversa il fiume Yangon per raggiungere Dalah. Ci limitiamo in questo caso ad una breve traversata andata e ritorno, ascoltando i consigli della nostra guida che ci racconta di diversi brutti episodi accaduti recentemente ai danni dei turisti in questa zona. Un cartello affisso nel nostro albergo conferma la necessità di fare attenzione. Peccato, pensiamo....ahimè dove arrivano i turisti compaiono spesso anche pericoli e contrattempi dai quali essere messi in guardia

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