Myanmar, il paese dei sorrisi

Un viaggio indimenticabile attraverso, stupa, pagode, templi...

  • di gabriel
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Sabato 23 Gennaio

Partenza con volo della Thai da Milano Malpensa ore 13.05. Volo piacevole, anche se l'aeromobile era un po’ datato e soprattutto a bordo c’era poca scelta di film in italiano: comunque hostess gentilissime e cibo nella norma.

Domenica 24 Gennaio: Yangon

Dopo aver fatto scalo a Bangkok, arriviamo alle 8, 45 all’aeroporto di Yangon. Facciamo l'immigrazione, ritiriamo i bagagli, scambiamo degli Euro in Kyats ad uno sportello di Change all'interno dell'aeroporto. Fuori ad attenderci c'è Cho Cho Mar a cui ci siamo rivolti per tutti i servizi in Myanmar. Era la guida di un tuor in italiano, che da qualche anno, con una sua agenzia, organizza viaggi per turisti italiani e di lingua inglese. Dopo i saluti di rito, la guida ci dà appuntamento per la sera in un ristorante di pesce (ci offre una cena come sconto del nostro viaggio) e ci affida a Kyaw Minn, una guida molto giovane, ma che si rileverà bravo e competente. Accompagnati da quest'ultimo saliamo su un taxi e ci dirigiamo subito in albergo, Best Western China Town. Arriviamo alle 10.45 e la stanza non è pronta. La nostra guida ci propone di fare un giro del quartiere perché lì vicino c'è un mercato rionale. Accettiamo e fatti pochi passi a piedi, girate un paio di strade, ci troviamo nel mezzo del mercato. Si vendono verdure, frutta, carne e pesce: è uno spettacolo di colori e di volti sorridenti che si prestano volentieri alla nostra richiesta di scattare delle foto. Rientrati in hotel e sistemati i bagagli, ci diamo una rinfrescata ed alle 12 siamo già sull'auto con la guida per esplorare Yangon. Per prima cosa andiamo a mangiare. La guida ci accompagna in un bel locale frequentato da turisti e da birmani: Ristorante Padonmar: mangiamo molto bene, in uno splendido giardino, prendendo pollo al curry e verdure cotte, il tutto accompagnato da un'ottima Myanmar Beer. Risaliti in auto ci dirigiamo al Bo Gyoke Market che è stracolmo di turisti: dopo una mezz'ora siamo già fuori e con l’auto ci dirigiamo a vedere la statua del Buddha sdraiato (Chaukhtatgyi Paya) che è uno spettacolo mistico. Ultima attrazione della giornata: la famosissima Shwedagon Paya: la pagoda ricoperta di lamine d'oro. È meravigliosa: lo stupa dorato si alza maestoso su una collina visibile da ogni angolo di Yangon, i raggi del sole al tramonto riflettono sulla superficie facendolo risplendere. Molti fedeli si accalcano alla base dell stupa pregando e facendo delle offerte. Finita la visita la nostra guida ci accompagna al ristorante dove la nostra guida ci aspetta con il figlio piccolo, (Minn Lann Seafood), ordiniamo gamberi all'aglio, pesce alla griglia, granchio al curry ed una serie di piatti di verdure e di frutti mare, accompagnati dalla solita birra Myanmar. Si mangia benissimo e la serata scorre via velocemente. Torniamo in albergo e dopo aver pubblicato qualche foto sui social ed aver inviato qualche messaggio ad amici e parenti, ci facciamo una bella doccia ed andiamo a dormire.

Lunedì 25.01.2016: Mandalay

Sveglia prestissimo. Alle 7 abbiamo l'aereo per Mandalay. Voliamo con la compagnia Golden Myanmar Airlines ed alle 8,15 siamo già all'aeroporto di arrivo. Zaw Zaw la nostra seconda guida ci aspetta nel monastero di Maha Ganayon Kyaung ad Amarapura che raggiungeremo in taxi. Arriviamo al monastero alle 10.15, la guida si presenta: ha 40 anni e vive a Yangon pur essendo originario di un villaggio vicino Bagan, parla un buon italiano e sarà il nostro compagno di viaggio per il resto della vacanza ad esclusione di Ngapali Beach. Iniziamo la visita al monastero dalle cucine (in questo complesso vivono più di 1500 monaci) per poi vedere le zone dove si studia e dove si fa meditazione. Alle 11.00 con altri turisti ci mettiamo ad attendere la cerimonia del pranzo dei monaci: che puntualmente iniziano a sbucare da tutti gli angoli del monastero: tutti hanno con sé la ciotola per il cibo. È bellissimo vedere i volti impertuttabili dei monaci che sfilano tra due ali di folla prima di entrare nell'immenso refettorio. La cerimonia sarebbe affascinante se non ci fossero i soliti turisti cinesi che invece di rispettare il silenzio e la sacralità del luogo e del momento si dilettano in selfie urlando e ridendo tra loro. Finita la visita al monastero ci dirigiamo all’U Bein Bridge, il ponte pedonale in legno più lungo al mondo: ne percorriamo circa la metà, poi torniamo indietro sempre affiancati dalla guida e da delle instancabili venditrici di braccialetti e collane che in perfetto italiano dialogano tranquillamente con noi. Per pranzo andiamo nella zona di Sagaing Hill, dove in un bel ristorante all'aperto (Sagaing Hill Restaurant) mangiamo specialità birmane, spendendo Ks 20.000 in due. Dopo pranzo facciamo la visita dei templi della zona per poi andare all'isola dove sorgeva l'antica Ava, attraversiamo il fiume con una specie di battello, poi una volta sull'isola saliamo su un calesse. Visitiamo il Bagaya Kyaung, la Nanmyn, il Maha Aungmye Bonzan e la bellissima Yedanasimi Paya dove si trovano 3 Buddha seduti ombreggiati da giganteschi alberi

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