A piedi scalzi in Myanmar

Magia, tradizione e semplici piaceri

  • di coppiafelice
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

A piedi scalzi in Myanmar

Kipling la descrisse… diversa da ogni altro Paese da voi conosciuto… niente di più vero!

Siamo la solita coppia affascinata dal mondo e abbiamo 21 giorni a disposizione per visitare il Myanmar che come al solito, sin dalla stesura del programma di viaggio, ci rendiamo conto essere troppo pochi. Il Myanmar è grande e bisogna sicuramente considerare almeno uno spostamento interno in aereo!

A marzo abbiamo prenotato il volo internazionale con Oman Air, Milano –Bangkok A/R per due persone 840 euro, e con la Air Asia il volo per il Myanmar, andata Bangkok – Mandalay e ritorno Yangon – Bangkok , 240 dollari.

Il 4 giugno partenza di buon mattino, lasciamo l’auto al solito parcheggio nei pressi dell’aeroporto e con la navetta raggiungiamo la Malpensa. L’imbarco è regolare e puntuale, ci sono pochissimi occidentali sul volo per l’Oman! La Oman Air è una compagnia nata da pochi anni, gli aerei sembrano nuovi, il servizio a bordo è buono e il personale molto gentile. Scalo a Muscat dove abbiamo un paio d’ore di attesa per la coincidenza delle 23.30 per Bangkok dove ci fermeremo un giorno e una notte per poi ripartire nuovamente per Mandalay.

Per raggiungere il centro di Bangkok prendiamo la metropolitana express ( 180 baht ) che parte direttamente dall’ interno dell’aeroporto, una stazione nuovissima e semideserta. Scendiamo alla fermata più vicina all’hotel Miami, prenotato dall’Italia, ma disorientati dal traffico caotico, dal caldo e dai binari della ferrovia che ci sbarrano la strada nella direzione dell’hotel (vedi GPS) decidiamo di prendere un taxi per percorrere poche centinaia di metri. Ovviamente il taxista percorrerà la strada più lunga per giustificare la spesa di 100 baht!

L’hotel Miami è una struttura un po’ datata ma funzionale, la camera è grande con tv , frigor, a/c rumorosa e Wi Fi a pagamento. Dopo un po’ di riposo e un pranzo in un ristorante Thai accanto all’hotel partiamo per una breve visita della città ma ci rendiamo subito conto che il traffico molto caotico non ci permetterà di seguire il programma prestabilito. Impiegheremo più di un’ora in taxi ( 3 $ ) solo per raggiungere la zona dei templi. Prima tappa il Wat Pho ( ticket 200 baht ), abbiamo poco più di un’ora per visitarlo ma è sufficiente. Tutto il complesso è molto bello e suggestivo, in particolare l’enorme statua del Buddha reclinato lungo 46 metri che incanta per il suo sorriso, tanto che nel nostro giro all’interno del complesso ci torneremo tre volte. Ormai si è fatto tardi e non c’è più tempo per visitare altri templi, riprendiamo un taxi per ritornare in hotel, sempre bloccati da un traffico surreale che ci fa’ decidere di percorrere a piedi gli ultimi 500 metri! Andiamo direttamente alla ricerca di un ristorante per la cena poiché da qualche mese, per cause politiche, in questa città vige il coprifuoco dalle ore 22 . Il ristorante sarà il Suk 11 dove mangiamo bene, piatti particolari, spesa 35 $ in due, ma ne vale la pena anche perché il servizio è ottimo, non accettano dollari ma solo Baht o carte di credito. Rientriamo in hotel prima del coprifuoco ma abbiamo l’impressione che venga rispettato solo dalla gente del posto… oppure i turisti sono esentati!

Sveglia e pronti a raggiungere finalmente la nostra vera meta. Sono le 6.30 e siamo già in giro per cercare un posto per una buona colazione e contemporaneamente contattiamo un taxista di passaggio per farci portare all’aeroporto Don Muang ( 14 $ ). Percorrendo l’autostrada il viaggio è di circa 25 km a scorrimento veloce e il traffico è accettabile, infatti arriviamo in anticipo. L’aeroporto è il secondo della città per importanza, volo tranquillo con un vecchio airbus dell’Air Asia, arriviamo in Myanmar sorvolando Mandalay e subito ci rendiamo conto che ha poco in comune con le grandi città asiatiche: tanta zona rurale, grandi fiumi, poca gente e veicoli in giro e tantissimi templi disseminati nelle campagne.

Appena sbarcati passiamo i controlli, decisamente poco invadenti e cambiamo un po’ di dollari in moneta locale nell’apposito ufficio ubicato all’uscita dell’aeroporto perché offre un cambio favorevole. Ad attenderci all’uscita c’è il nostro drive incaricato dall’hotel prenotato dall’Italia, il Peacock hotel (35 $ doppia a notte con colazione)

  • 20368 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social