Lo sconosciuto Myanmar

Nell'emozionante Myanmar (ex Birmania) per un viaggio che ti strega e che ti segna profondamente

  • di brawler
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

10.12.2011 Yangoon (MYANMAR)

Sdraiati comodamente su degli enormi divani attendiamo il nostro Airbus 320 dell’Air Asia, nell’aeroporto internazionale di Bangkok pronti a raggiungere l’ex capitale birmana!

Da lontano, come Ulisse con le sirene, veniamo attirati dalla grande pagoda d’oro dello Shwedagon, eccoci aggirarci per questo piccolo villaggio religioso formato solo da templi, tanti luoghi di preghiera dove fedeli pellegrini provenienti da tutto il Paese pregavano ed affidavano le proprie speranze e desideri ai mille Buddha presenti un po’ dappertutto.

Proprio dei ragazzi locali ci consigliano di visitare, in un tempio non lontano, la “statua del Buddha disteso”... Mezz’ora dopo, con lo sguardo rivolto verso l’alto e la bocca aperta ammiriamo quest’immensa opera d’arte. Dobbiamo addirittura arrampicarci su un piedistallo per avere una visuale completa della scultura.

Conosciamo un vecchietto che ci invita a visitare l’area abitata dai monaci buddisti… un luogo fuori dal tempo…

12.12.2011 Yangoon (MYANMAR)

Siamo pronti a lasciare la vecchia capitale, andiamo a rilassarci un pochino sulle sponde del lago Inle in compagnia di un simpatico malese-cinese di nome Yee.

Attraversiamo piccoli villaggetti con rare case, qualche pagoda sbuca qui e lì di tanto in tanto, il resto è formato da infiniti campi di riso che incorniciano il paesaggio circostante.

13.12.2011 Nyaung Shwe (MYANMAR)

Fuori è buio pesto quando l’autista mi scuote avvisandoci che siamo arrivati alla junction per il Lago Inle. Sono le 5.10 del mattino e siamo ad una dozzina di km dalla nostra meta. Scendiamo in sette dal bus (noi tre, un sardo che vive a Londra, due tedesche ed un francese); saliamo sull’unico pick up disponibile e proseguiamo per Nyaung Shwe, un piccolo villaggio vicino al lago.

Alloggiamo al “Gipsy Inn” e dal balcone della nostra umile stanza mi incanto ad osservare lo svolgersi della loro vita quotidiana. Sembra un film!

Manco il tempo di lasciare i nostri zaini in camera che sfrecciamo su una delle veloci barche locali lungo i canali che confluiscono nel lago.

È domenica oggi! È giornata di mercato… ogni mondo è paese. Chi vive in montagna scende al lago per vendere la propria merce. Ci incantiamo ad ammirare ogni singola bancarella, ci fermiamo a chiacchierare con chiunque si avvicini a noi, curiosiamo ovunque e capita spesso di scorgere cose “strane” e ci innamoriamo della semplicità della gente!

A bordo della nostra lancia raggiungiamo finalmente il lago Inle e da lì ci infiliamo in una lunga serie di canali notando che anche in un posto così impervio la vita quotidiana scorreva tranquillamente. Tutto vive sulle palafitte, persino il porcile!

Visitiamo “fabbrichette” di seta di loto, di ombrelli, di souvenirs di ogni genere e forma. Impressionante l’incontro con le “donne giraffa”, una minoranza etnica; sarà per tradizione o per usi locali o per qualunque altro motivo ma lascia molto da pensare che nel 2011 esistano ancora dei “costumi” così crudeli.

Proseguiamo visitando una grande pagoda buddista, poi un monastero ed infine ci perdiamo nelle stradine di uno dei tanti villaggi. Abbiamo la faccia tosta di entrare in varie case ed in ognuna di esse l’accoglienza è sempre molto calorosa! Ti colpiva il cuore quando vedevi quelle umili persone che non avevano nulla di materiale offrirti un mandarino, una sigaretta o un the.

14.12.2011 Nyaung Shwe (MYANMAR)

Stamattina ci svegliamo relativamente presto. Esco subito per strada lungo il canale. Mi guardo attorno sbalordito. Mi sembra un documentario… Tre uomini con il classico cappello vietnamita sono accovacciati lungo il canale, un ciclo-rickshaw trasporta un donnone con gli occhi a mandorla, due bimbetti in uniforme bianco e verde vanno contenti a scuola, due vecchiette con il capo avvolto da un asciugamano colorato tornano dal mercato

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