Abbiamo organizzato tutto dall’Italia, contattando via internet un tour operator birmano che da subito è stato preciso, puntuale e affidabile; non ha lasciato margini alla contrattazione sul prezzo, per altro molto vicino a quanto da noi calcolato sulla base dei ...
Abbiamo organizzato tutto dall’Italia, contattando via internet un tour operator birmano che da subito è stato preciso, puntuale e affidabile; non ha lasciato margini alla contrattazione sul prezzo, per altro molto vicino a quanto da noi calcolato sulla base dei prezzi di voli-hotel-auto citati dall’indispensabile Lonely Planet.
... in realtà, leggendo gli ultimi racconti su questo sito, abbiamo visto che abbiamo incontrato tutti la guida... chissà se era sempre lui o se tutte le guide si fanno chiamare così?... forse non è importante.
Abbiamo speso in due circa 3000 euro, di cui 1000 per i voli fino a Yangoon (ricerca fortunata di un’occasione con Qatar, 3 ore di volo in più, ma una differenza di 800 euro sul totale), 1800 per il tour con un'agenzia locale (hotel per 15 notti, auto, autista, 2 voli interni e 1 traghetto; no guida turistica, pasti esclusi... Cambio col dollaro favorevolissimo!), 200 per tutti i pasti, tenendo conto che negli alberghi la cena costa circa 10$ a persona, nei ristorantini birmani 2 o 3$.
Arriviamo a Yangoon il 26.11.04, quando già è buio; Kyaw ci aspetta all’uscita dall’aeroporto, ci porta all’hotel concordato (Panorama – dignitoso, un po’ rumoroso) e immediatamente ci dà le “istruzioni per l’uso” del Myanmar: cambiare il denaro (accettano volentieri Euro) al mercato nero, non prendere gli autobus (vi sfido ad usarli tenendo conto che riportano esclusivamente il numero in caratteri locali e non in numeri arabi!!!!), ma tranquilli a passeggiare ovunque anche di notte, chè nessuno ci aggredirà per rubarci denaro o documenti.
27 novembre visitiamo Yangoon e le sue pagode. A piedi, senza guida. Non si può mancare la Swedagon paya, merita arrivare verso le 16.00 e rimanerci fino al tramonto, alle 18.00; il bello di queste due ore è vedere la luce che cambia e vedere le persone che vivono la pagoda come un giardino, un cortile, un piazza.
28 novembre andiamo a Kyaiktyho. Chilometri di landa desolata e povera, piantagioni di caucciù, pescatori, capanne... sembra un po’ Africa subsahariana..
Ci avviciniamo alla montagna e torna la vegetazione; dobbiamo scendere dalla nostra auto alla base della montagna. Di lì in avanti ci porterà un camion che fa servizio lungo l’unica strada. Salite e discese nella giungla, su asfalto, tutto in prima ridotta, motore che grida di dolore e paura (anche noi un po’)... ma è normale così, va bene così.
Il camion scarica tutti 1 ora a piedi sotto la pagoda (conviene viaggiare leggeri, magari lasciando il resto del bagaglio in hotel a Yangoon); a Kyaiktyho è indispensabile avere l’albergo prenotato, ci sono poche sistemazioni per gli occidentali (il Golden Rock Hotel è in buona posizione e offre un buon trattamento). Golden Rock bellissima al tramonto e all’alba. Anche qui il bello è restare e vivere un po’ il posto; tra l’altro, esplorando con un po’ di calma scoprirete il 2° ingresso alla pagoda (solo a piedi, non per turisti stranieri)... ci vendono cappelli di lana orrendi, pop corn dolci buonissimi e troverete tanti ristorantini economici, puliti, ottimi (tocca fidarsi di quel che si vede e si annusa nelle pentole... capirsi è impossibile, le salse sono dense... e profumatissime).
28 novembre: Scendiamo da Kyaiktyho con un altro camion... Il meccanismo è incomprensibile, ma non importa, perché c’è sempre qualcuno gentile e/o volenteroso che ti trova un posto... Addirittura ti rincorrono per ricordarti i bagaglio che hai dimenticato sul cassone del camion... Ritorniamo a Yangoon via Bago, andate a vedere tutto, soprattutto una pagoda con 4 buddha enormi seduti