Mozambico, il grande viaggio da Nord a Sud

Viaggio dalle Quirimbas a Maputo con mezzi pubblici e di fortuna

  • di gmassera
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

“Si posso percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare, camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le cose, camminando si sanano le ferite del giorno prima… cammina guardando una stella, ascoltando una voce, seguendo le orme di altri passi… cammina cercando la vita curando le ferite lasciate dai dolori. Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.. ”. (Rubén Blades)

Così nasce l’idea di questo viaggio, scorrendo foto, coltivando il desiderio di raggiungere una terra incontaminata, un lontano dai classici viaggi e dal turismo di massa. L’organizzazione è snella e veloce come sempre, una letta a qualche racconto di viaggio, volo, visto e prima notte prenotata. Nella testa l’idea di percorrere tutto il Mozambico da Nord a Sud con mezzi pubblici, ambizioso, forse troppo, ma vale la pena provare.

Malpensa, 7 agosto la partenza, l’emozione si mischia ai tanti dubbi e ai tanti interrogativi, l’idea di un itinerario e uno zaino pieno di sogni. “Non seguire i sentiero già segnato; va invece, dove non vi è alcun sentiero, e lascia una traccia” (S.Bambaren).

Maputo, 8 agosto è mattina presto, la città è già viva, nelle strade, nei mercati, centinaia di persone che camminano, lavorano, vendono qualsiasi cosa possa avere un prezzo.. incroci i primi sguardi e riempi i polmoni di aria, di libertà. Poi, la visita della città che si protrae per tutta la giornata, guida alla mano, seguendo “il percorso consigliato”, passando per il lungo mare, fino alla stazione ferroviaria e alla Praca da Independencia. Come non scordare il simpatico muratore portoghese, il finto poliziotto dell’aeroporto o il giovane diventato “guida turistica” per l’occasione.. i primi volti di questa terra. La prima cena mozambicana è anche l’occasione per conoscere di persona Nunzio e Laura, la loro esperienza ed il loro sogno di trasferirsi in Mozambico. La luce nei loro occhi è il miglior augurio per questo viaggio appena iniziato. Un saluto resta sospeso nell'aria “a presto”..

Pemba, 9 agosto, con volo da Maputo in un paio d’ore il paesaggio cambia completamente. Le case fatiscenti a ridosso dei grattaceli super moderni hanno lasciato il posto a villaggi e ad un piccolo paesino appoggiato alla spiaggia. A Pemba non c’è praticamente nulla per cui valga la pena fermarsi ma è tappa obbligata per chi vuole visitare il nord. Ci sono poche strutture, tutte carissime e una lunga striscia di sabbia a Praia de Wimbi dove potersi concedere una bella passeggiata. Un dolce ricordo, una canzone cantata tra i sorrisi immensi di una banda di bambini..

È il 10 agosto, sveglia alle ore 3.30 e rapido trasferimento alla stazione dei bus, il chapa, diretto a Quissanga e Tandanhanque parte intorno alle ore 5.00. È ancora buio, la stazione è affollata, nessuno che parli inglese ma provate a chiedere un’informazione a questa gente.. troverete persone disposti ad aiutarvi, a darvi un’indicazione, un consiglio.. magari non come te lo aspetti, magari completamente fuori rotta perché nel loro disordine quotidiano noi fatichiamo ad entrare, la comunicazione non è certo agevole ma ci sarà sempre un sorriso ad attendervi. Il viaggio dura 5 ore, in uno spazio vitale risicato le soste nei villaggi a caricare gente e ogni tipo di bagaglio son anche l’occasione per sgranchire le gambe e cogliere lo sguardo curioso dei passanti. Qualche kilometro dopo il bivio per Quissanga si arriva a Tandanhanque, su una brutta spiaggetta di fronte ad una piccola insenatura. Il dhow diretto all’isola di Ibo è arenato nella sabbia in attesa che si alzi la marea per partire.

Ibo Island, è primo pomeriggio, il sole è alto e caldo, gli zaini sulle spalle, la stanchezza, la fame e la sistemazione da trovare, il primo impatto è un po’ duro. Ibo è il punto di partenza per le navigazioni verso l’arcipelago delle Quirimbas, a prima vista pare deserta, quasi inanimata. Per le vie del paese solo sabbia, case abbandonate con i muri corrosi dalla salsedine e sciami di bambini che si rincorrono e giocano. Ci sono pochissime strutture su questa isola, tra quelle già piene e quelle chiuse, non è per nulla facile trovare una sistemazione

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