Missione Mozambico

Mozambico, agosto 2007, un concentrato di emozioni irripetibili Questa è il resoconto di un viaggio. Un viaggio fortemente voluto, così come è stato concepito. Un viaggio in Africa, realizzato grazie alla mia fantastica cugina Alessandra che, dal dicembre 2006, è ...

  • di anas
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Mozambico, agosto 2007, un concentrato di emozioni irripetibili Questa è il resoconto di un viaggio. Un viaggio fortemente voluto, così come è stato concepito. Un viaggio in Africa, realizzato grazie alla mia fantastica cugina Alessandra che, dal dicembre 2006, è a Beira, in Mozambico, a prestare la sua opera volontaristica presso l’associazione denominata ESMABAMA. E’ a lei che devo l’aver potuto vedere e vivere ciò che dell’Africa volevo vedere e vivere. E che, per i precedenti 44 anni della mia vita, avevo, per così dire...”sfuggito”. Forse sapendo che, dopo, niente sarebbe stato mai più come prima.

Periodo.

Il viaggio si è svolto in appena 8 giorni effettivi, compresi fra il 20 ed il 27 agosto. In Mozambico, in questo periodo, è più o meno la fine dell’inverno, il che significa che di giorno ci sono circa 25°, di notte 10 di meno e che non ci sono particolari problemi con le piogge.

Voli e collegamenti.

Per raggiungere il Mozambico le soluzioni sono diverse. Tutte le principali compagnie collegano i rispettivi Paesi col vicino Sud Africa. TAP Portugal, invece, effettua voli direttamente fra Lisbona e Maputo, la capitale. Da lì, poi, è facile raggiungere Beira, la seconda città della nazione per importanza, tramite vettori interni fra cui è consigliabile, per i prezzi concorrenziali, AIR CORRIDOR. Le strade principali da me percorse sono in uno stato in fin dei conti accettabile, con asfalto e una sufficiente segnalazione orizzontale e verticale. La questione è però che le strade principali sono pochissime e non appena si decide di deviare dagli itinerari canonici, si finisce con il dover affrontare sterrati spesso molto accidentate. Ecco perché è assolutamente necessario, in questo caso, poter utilizzare un robusto mezzo fuoristrada 4X4. Valuta e costi.

La valuta locale è il Metical. Per fare 1€ ce ne vogliono circa 30, a seconda del momento. In media, gli stipendi locali si aggirano intorno ai 1.000-1.500 Meticais (cioè intorno a 40€...). Come tutti i Paesi del terzo mondo, il Mozambico è quindi di una povertà estrema: a ciò sono rapportati più o meno tutti i prezzi dei beni di prima necessità destinati più o meno a tutte le fasce di popolazione. Turismo. Il Mozambico è dotato di importanti bellezze naturali e di una storia abbastanza ricca, essendo stato fino a 32 anni fa la colonia portoghese di spicco sull’Oceano Indiano. Da un punto di vista paesaggistico, la costa è lunga quasi 2.500 chilometri ed offre dei luoghi incantevoli. Così come l’interno, con i suoi parchi in fase di riattivazione dopo il dramma della guerra intestina che ha dilaniato il Mozambico fino al 1992. Ma il mio viaggio, proprio perché concepito in un certo modo, non ha incluso nessuna di queste mete. Posso dire che all’aeroporto di Maputo, al ritorno, ho incontrato frotte di italiani che tornavano dai vari resort soddisfatti, abbronzati ed allegri come non mai. In pratica...Quasi come se provenissero da Milano Marittima o dalle Maldive. Indubbiamente, si può scegliere il Mozambico anche per andare fare snorkelling, prendere il sole e sperare di vedere i leoni dal vivo. Io non ho scelto il Mozambico: è lui che ha scelto me, dato che mia cugina è lì che si sta impegnando per tentare di dare un futuro ad un popolo che, a poche centinaia di chilometri dalle barriere coralline, letteralmente muore di AIDS e malaria, dopo essere almeno scampato alla fame...

ESMABAMA. ESMABAMA è il nome dell’associazione per cui Alessandra sta lavorando. E’ costituito da un acronimo che raggruppa le iniziali delle 4 missioni di Estaquinha, Machanga, Barada e Mangunde. La centrale è a Beira. In questi uffici è concentrata l’attività quotidiana di chi si occupa di coordinare la vita delle missioni, in tutto e per tutto, a partire dagli approvvigionamenti e dalla relativa logistica per arrivare all’amministrazione e alla burocrazia collegate alle tante persone che vi prestano la loro opera. L’ideatore di ESMABAMA è Padre Ottorino Poletto che, dopo una lunga esperienza in Ecuador, da 17 anni vive in Mozambico, si occupa in prima persona dei vari aspetti organizzativi e pratici che ne permettono la sopravvivenza. Il suo staff è formato da personale volontaristico (ma non solo) straniero e in maggior parte da “professionisti” locali, mozambicani cioè che grazie ad ESMABAMA hanno uno stipendio assicurato. L’obbiettivo primario dell’associazione è provare a fornire alle popolazioni rurali del Mozambico in primo luogo un’istruzione attraverso cui acquisire competenze da riversare nel futuro del Paese. In altre parole, in questa nazione (come d’altronde in quasi tutte le realtà africane) mancano totalmente i presupposti perché gli “indigeni” possano crescere culturalmente e, quindi, di riflesso far crescere la comunità. Ciò accade, nella migliore delle ipotesi (cioè quando non ci sono guerre...) perché le difficoltà quotidiane legate all’esistenza ordinaria sono talmente tante, ed impellenti, che tutto il “superfluo” viene sacrificato in nome della sopravvivenza. ESMABAMA, formando prima il personale docente e poi riversando il “sapere” sui giovani e giovanissimi proveniente dai villaggi e dalle foreste vicine alle missioni, è perciò in grado di rappresentare una speranza per un domani migliore e, sicuramente, più responsabile e consapevole. In una delle quattro missioni, precisamente a Mangunde (quella, oltretutto, peggio servita dal punto di vista della viabilità, essendo raggiungibile solo tramite una strada di 25 km tra pietraie e avvallamenti), esiste anche un vero e proprio ospedale che, nei pochi anni dai quali è attivo, è già diventato un punto di riferimento per la regione costituendo di fatto l’unico avamposto cui la popolazione può fare affidamento per ricevere le prime cure dei malati (anche se sarebbe più preciso definirli i “malati eletti”, dato che, spesso, chi ha la sfortuna di contrarre problemi di salute più o meno gravi, viene abbandonato dalla comunità di appartenenza che “deve” concentrare le sue attenzioni sui soggetti più forti secondo una sorta di principio di “selezione naturale” che a noi occidentali, nel 2007, mette i brividi addosso...). L’ospedale, inoltre, è capace di effettuare con tempestività i test per AIDS e malaria e attualmente vi prestano servizio due giovani medici austriaci. ESMABAMA è in grado di svolgere con grande efficienza il suo ruolo grazie all’organizzazione logistica che si è data. Oltre alla creazione di una sorta di “magazzino / stazione di rifornimento” posizionato in maniera baricentrica alle 4 missioni sulla strada principale che collega Beira e Maputo, ogni località è dotata di una sua specificità: ad esempio, Barada si occupa della produzione del Cocco e Mangunde è, come detto, il centro salutistico dell’Associazione e, allo stesso tempo, il gustosissimo pane cotto nei forni delle due viaggia quasi quotidianamente fra un centro e l’altro. Gli spostamenti sono garantiti da un continuo movimento di veicoli, ognuno dei quali è guidato esclusivamente da autisti incaricati ed esperti delle zone. Uno degli aspetti più curiosi è proprio legato alla mobilità sia degli operatori di ESMABAMA e dei volontari che dei vari ospiti: una fitta rete di fuoristrada è in perenne movimento per trasportare carburante, merce, cibo e, soprattutto, persone. A proposito di volontari e ospiti: mentre i primi prestano a vari livelli la loro opera nelle missioni, per periodi più o meno lunghi, gli ospiti in genere sono coloro che desiderano avere un primo approccio con l’Africa e con le associazioni umanitarie. E ‘ facilissimo, in questo modo, fare delle straordinarie conoscenze, come nel caso del “marciatore” angolano che sostiene di aver fatto a piedi il perimetro del Continente o del giovanissimo brasiliano che, con scarso successo (considerata anche la sua anomala “povertà” tecnica nonostante le nobili origini...) tenta da mesi di trasferire la sua scienza calcistica agli entusiasti ragazzi del posto, super dotati fisicamente ma tatticamente davvero “sprovveduti”... Chi dovesse decidere di voler vivere questa esperienza indimenticabile, può provare a contattare Padre Ottorino Poletto o qualche altro operatore di ESMABAMA. Una cosa è certa: ne vale la pena! Nel dettaglio delle Missioni ES.MA.BA.MA. Cioè Estaquinha, Machanga, Barada e Mangunde: il poker d’assi di missioni dell’Associazione, che prende il nome proprio dalle loro iniziali, calato sul tavolo del Mozambico, con l’intento di aiutare a migliorare il futuro del poverissimo Paese africano

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