Motocentrati

Motoracconto: il nostro Centro Italia su due ruote

  • di antonella.p
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Siamo a luglio, in una settimana di caldo eccezionale, dopo il nostro primo Motoracconto, Mototoscana di primavera, ripartiamo in sella alla nostra moto per una nuova avventura che attraverserà Toscana, Umbria, Lazio, Marche e, in particolare, l’Abruzzo.

Partiamo pieni di dubbi sull’abbigliamento adatto, certo, raccomandate sarebbero le tute in pelle per ragioni di sicurezza ma a 40° come si fa? Indossiamo così giacca estiva traforata (anche troppo pesante), jeans da moto con protezioni, stivali in pelle (!), casco e via… sob… da subito ci accorgiamo che climaticamente sarà una settimana pesante ma… la valigia perfetta in moto è pura utopia!

1° TAPPA

Partiamo da Genova, un po’ di autostrada fino a Grosseto e poi decidiamo una prima deviazione dalla nostra meta serale. Facciamo una prima sosta per il pranzo a Porto Santo Stefano sull’Argentario per poi rientrare verso l’interno seguendo la zona del Viterbese (complice il solleone e l’annata secca il panorama è da film western) fino a Montefiascone e il Lago di Bolsena dove, ormai arrivati al pomeriggio, ci godiamo una fresca granita e un po’ di relax in riva al Lago. Completiamo la giornata con una serata ad Orvieto dove pernottiamo in un appartamento in centro. Dove avremmo dormito volentieri? In fondo al Pozzo di San Patrizio… bello frescooooo!

2° TAPPA

Si parte da Orvieto di buon mattino in direzione Abruzzo – zona del Gran Sasso. Una prima tappa ci porta con una bella strada che costeggia il Lago di Corbara a Todi ma, qualche difficoltà nel trovare un parcheggio comodo per la moto, il centro arroccato sulla collina, unito, purtroppo, al caldo ancora più insistente del giorno precedente, ci fanno desistere e così ci rimettiamo in marcia. Arriviamo a Spoleto un po’ prima di pranzo, ci facciamo forza e visitiamo il centro e pranziamo in un baretto in una delle vie pedonali. Tornati alla moto il termometro segna 44°! Ci buttiamo un po’ di acqua addosso e ripartiamo, dopo aver visitato l’Aquila, e giungiamo nel tardo pomeriggio in un borgo incantato dell’Abruzzo: Santo Stefano di Sessanio. Ci fermeremo due notti in una piccola e molto caratteristica casetta in pietra (http://www.residenza-latorre.it). Santo Stefano di Sessanio è interamente pedonale, ma circondato da alcuni piazzali dove parcheggiare auto/moto. Lungo le minuscole vie lastricate ci sono solo case in pietra, alcuni negozietti, alcuni ristoranti e un paio di alberghi diffusi… un incanto! Il borgo è stato colpito dal terremoto del 2009, ma la ricostruzione sta procedendo e i disagi sono minimi.

3° TAPPA

Lasciamo temporaneamente Santo Stefano di Sessanio e saliamo più in quota. Prima tappa la Rocca di Calascio... beh, qui hanno girato ‘Il nome della rosa’ e ‘Lady Hawke’…non servono altri dettagli: magico! Il panorama è molto particolare e ci ricorda un luogo lontano visitato un paio di anni fa, le Highlands Scozzesi. Con una bella strada panoramica, imperdibile per i motociclisti, proseguiamo per Castel del Monte, Campo Imperatore (soprannominato il Tibet d’Italia perché è un vasto altopiano), fino a raggiungere il rifugio Duca degli Abruzzi, dopo essere stati costretti prima a una breve sosta perché ci sono in corso le riprese di Top Gear America che prova la nuova Ferrari! Il vento a 2200 metri si fa sentire… finalmente un po’ di fresco!

L’itinerario prevedeva poi di prendere una deviazione in quota che, attraversando Fonte Cerreto, ci avrebbe portati fra pascoli e conifere fino al Lago di Campotosto. Purtroppo non avevamo percezione che questa zona, a differenza delle altre visitate, è stata colpita dal più recente terremoto (siamo vicinissimi ad Amatrice) e… prima una strada interrotta ci costringe ad una deviazione lunga che forse ha reso una sfacchinata eccessiva il viaggio e poi, arrivati a Campotosto, i cumuli di macerie, il bar del paese o di ciò che è rimasto del paese trasferitosi in un container, ci fanno rendere conto che toccare con mano i fatti è diverso che vederli in televisione. Siamo combattuti fra la volontà di lasciare il nostro piccolo contributo facendo comunque circolare un po’ di turismo in queste zone devastate e l’imbarazzo di spiare nelle disgrazie altrui e così… ci prendiamo un gelato e un caffè per poi fare ritorno a Santo Stefano di Sessanio e alla nostra casetta in pietra dove dormiremo per la seconda notte

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