In moto sulle Dolomiti e lungo le strade di Austria, Svizzera e Slovenia

Un viaggio tra i passi alpini per una vacanza senza stress

  • di Claudio del Gusto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sono le cinque del pomeriggio del 30 luglio 2011, quando decidiamo di partire evitando l’alzataccia del mattino seguente. La solita E45 fino a Ravenna e alle 21 sosta ad Alfonsine. L’albergo è al centro del paese e il prezzo è veramente competitivo cosi’ come la qualita’ della pizza.

Il mattino successivo arrivare a San Martino di Castrozza è quasi una passeggiata e si inizia subito con il passo Rolle (1989) poi nell’ombra della foresta di abeti rossi di Panaveggio si affrontano tutti i 47 tornanti del parco. Giriamo a destra per il passo di Valles(2032) si attraversa Falcade poi si costeggia il lago di Alleghe e dall’abitato di Caprile si inizia la salita per il Falzarego (2117) prima tra i boschi e poi sullo scoperto dove il panorama tende a distrarti dalla guida.

Anche se non è la prima volta che lo percorro mi dà ancora un senso di nuovo come se qualcosa avesse subito un mutamento, ma è solo la bellezza della montagna che ti affascina sempre.

Sul passo si svolta a sinistra e si percorre il Valparola (2192). Posteggiamo vicino al forte di guerra austriaco dove posteggiamo e approfittiamo per visitare il teatro storico delle trincee della grande guerra 15/18. Tra i camminamenti e le postazioni ti rattrista pensare a quelle persone che lì hanno sofferto senza avere avuto la possibilità, il tempo e lo spirito per gustare lo scenario che la natura offre.

Terminata la visita è ora di trovare un albergo e San Cassiano in val Badia è proprio il posto tranquillo per poter iniziare le vacanze e riposarsi (sono i primi 850km).

Nei quattro giorni di permanenza oltre alle escursioni a piedi nelle vicine montagne approfitto per percorrere la val Badia per arrivare a Longega dove si prende la strada per il passo Furcia. Qusta strada poco nominata sulle riviste e libri la ritengo veramente bella sia per il paesaggio sia per le caratteristiche che impegnano sulla guida, in alcuni punti la carreggiata si restringe e quindi va tenuta una velocita’ moderata. Incontriamo altre moto ma non sono italiane.

Mi è piaciuto molto tornarci il giorno successivo con Tania, il giorno prima aveva optato per una passeggiata nei sentieri fino a Corvara.

Una volta usciti ci troviamo nella periferia di Brunico dove trovi le indicazioni per la val di Tures. La percorri fino Campo Tures dove c’è la possibilità di visitare il maestoso castello che sovrasta la valle.

Il ritorno decidiamo di allungarlo passando per Brunico, Bressanone e Ortisei per visitare la Val Gardena e quindi percorrere il Passo Gardena (2137) che a mio avviso offre la migliore visione del paseggio montano del Trentino e Alto Adige.

Il 3 agosto, lo passiamo in montagna sostituendo la moto con la ovovia. Sdraiati sul terrazzo naturale di erba fresca del Piz Sorega. Attorniati dalle Dolomiti ci riposiamo gustandoci lo spettacolo meraviglioso.

La zona è attrezzata con ristoranti e confort per prendere il sole.

Dopo il pranzo a Corvara percorriamo il passo di Campolongo(1875) fino a scendere ad Arabba . la giornata è bella e una escursione in funivia sulla Porta del Vescovo è ricambiata dal panorama della Marmolada e da una famiglia di marmotte che gironzolano tranquillamente sotto i nostri piedi

Si parte dal sud Tirolo alla volta della Lombardia attraversando la val d’Ega poi Bolzano e da Lana il passo Palade(1518) ci dirigiamo verso il Tonale.

4 agosto: la nostra meta è il Gavia (2618)

Per quattro anni ho sempre dovuto rinunciare a questo tragitto a causa del tempo poco clemente, ma oggi è la giornata giusta. Le previsioni erano esatte e c’è il sole. Siamo a Ponte di Legno e cominciamo la scalata. Subito si fa difficoltosa per la carreggiata notevolmente ridotta, la segnalazione ci preannuncia che è limitata a mt 2.50, i tornanti stretti e ripidi sono la prima difficoltà che si incontra e la mancanza di protezione a valle non ti fa stare affatto tranquillo. All’uscita da un tornante sono completamente contromano e dato che c’è un auto che scende decido di fermarmi in modo che sia lei a rasentare il burrone. Il resto del percorso non mi comporta altri problemi anche se nel curve sono chiuse e quindi non sai cosa viene dal lato opposto pertanto procedo con cautela e lascio che gli altri mi sorpassino. Finalmente arriviamo al passa Gavia. Il parcheggio è quasi saturo dalle moto. Arrivano tre sidcar Zundapp cecoslovacchi, sono veramente degli autentici gioelli e pezzi di antiquariato. Durante la lunga sosta scarichiamo tutta la tensione accumulata. Dal cannocchiale del rifugio Bonetta si vedono i stambecchi pascolare sulle creste , fuori il via vai delle moto di tutte le nazioni. Dopo le foto di rito e la merendina si scende verso santa Caterina in Valfurva. Attratti dal cartello “benvenuti motociclisti” ci fermiamo all’albergo “Baita Fiorita” (quello di Debora Compagnoni). Il trattamento di prima classe, la camera la cena, sono ineccepibili. Ma in Austria, spendendo la stessa cifra, avrei dormito quattro notti. Non voglio polemizzare piu’ del dovuto, ma penso che i motociclisti dopo una giornata in sella, non desiderano la camera con i vari fronzoli e super accessori, ma un buon letto con il wc e la doccia, quindi questi albergatori piu’ che il benvenuto ai motociclisti e ciclisti dovrebbero esporre un cartello di benvenuto ai nababbi!

Dopo aver pagato l’eroica cifra di 224€ il mattino successivo piove e viaggiamo tutta la giornata quasi sempre sotto la pioggia

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