Montenegro in bici

Prima della partenza i commenti variavano dal: "Tu sei un pazzo!" al: "Ti deprimerai a star solo!". Il migliore è senz'altro di mia nonna che, come sempre, è una spanna sopra la massa (non dei panzerotti...)e dall'alto della sua saggezza ...

  • di mikelee
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Prima della partenza i commenti variavano dal: "Tu sei un pazzo!" al: "Ti deprimerai a star solo!". Il migliore è senz'altro di mia nonna che, come sempre, è una spanna sopra la massa (non dei panzerotti...)e dall'alto della sua saggezza mi dice soltanto: "Mi raccomando se c'è traffico, fermati!".

Parto per il Montenegro completamente solo, senza aver prenotato altro che il traghetto di andato e ritorno, senza aver mai fatto un viaggio in bici prima d'ora, senza aver mai sperimentato cosa vuol dire pedalare con 2 borsoni da 6 kg l'uno e dulcis in fundo senza aver mai cambiato nemmeno una camera d'aria in vita mia e sapendo solo marginalmente come si fa.

Fatto sta che è un viaggio che ho fortemente voluto ed inseguito negli anni. Ed ora, eccomi qua, al porto di Bari in attesa dell'imbarco.

Salito sulla nave mi sistemo su una sedia sdraio, sul ponte. All'una partiamo. Mi infilo nel sacco a pelo per dormire. Tutto bene sino alle 3 del mattino quando vengo svegliato da alcune goccioline d'acqua. Sta iniziando a piovere e mi sposto sottocoperta in mezzo a un gruppo di vastasi baresi che rompono i coglioni sino alle 6:00 del mattina ora in cui mi alzo. Totale ore di sonno 2 ore e 1/2.

12.08.07 Sbarco a Cattaro ribattezzata subito dai baresi di cui sopra Noi-Cattaro alle ore 12.00. Non sono nella pelle e voglio subito affrontare la mia prima tappa Kotor-Budva, 24km.

Il paesaggio mi si rivela subito come il nostro Gargano. Partendo a mezzogiorno il caldo si fa sentire e soprattutto testo sulla mia pelle alcune cose.

Primo: pedalare con 12 kg di bagaglio è pesante, veramente dura. Secondo: quando stacco una mano per usare la leva del cambio devo smettere di pedalare perchè non riesco a reggere la bici che sbanda per il peso. Terzo: anche guardare dietro noto che mi sbilancia parecchio, quindi evito se non per veloci sguardi. Quarto: i cartelli stradali in Montenegro sono rari come le mamme ancora vergini.

Mi rendo conto solo ora che la bici da corsa ha dei copertoni troppo stretti per l'uso che ne voglio fare, ma ora non si può tornare indietro. Ad un certo punto alzo lo sguardo e vedo un bivio. A sinistra c'è una salita da paura, a destra una strada in discesa. Mentre pedalo chiedo al volo la direzione per Budva augurandomi in cuor mio di non dover proseguire a sinistra. Purtroppo così è, e quella che affronto è una delle salite più lunghe e pesanti che mi sia mai capitato di fare in bicicletta. Sono allenato abbastanza, ma mi fermo 2-3 volte per riprendere fiato perchè le gambe non reggono.

Mentre la percorro mi chiedo chi me l'ha fatto fare, e giuro a me stesso che se raggiungo Budva intero mi fermerò almeno 2 notti. Come se non bastasse mi becco anche 2 gallerie. Nel primo tunnel respiro lo scarico di diversi tir, ma quando entro nella seconda galleria, completamente buia, ho un attimo di paura. Non ho luci con me, eccetto i catarifrangenti e una lucina segnaletica sul manubrio. Ne esco indenne.

Arrivo a Budva distrutto dopo 1h e 25min sui pedali, e la sola cosa che voglio è una stanza, un letto e una doccia. Passeranno altre 2 ore prima di trovarne una, perchè le stanze singole sono rare come i quadrifogli e quando ci sono, se le fanno pagare care.

Il primo mi chiede 50€ per due notti ma per il mio budget è troppo alto. Il secondo lo fermo per strada. Mi dice essere un allenatore di una squadra di calcio locale e per dimostrarmelo mi fa vedere un giornale del posto con la sua foto. Me ne frego altamente, io voglio la stanza.

Mi porta al 5° piano di una palazzina senza ascensore e sento le gambe bestemmiarmi in serbo-croato

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