In giro col Trenino Rosso del Bernina

Due giorni tra le montagne svizzere con il treno più famoso d'Europa

  • di us01234
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Dopo 2h e mezza arriviamo a St. Moritz, manco a dirlo puntualissimi. Giriamo per la famosissima località senza subirne minimamente il fascino. Strade piene di negozi grandi marche e vuote di persone. Decidiamo che mangeremo da un’altra parte. Scendiamo al lago che è totalmente ghiacciato. Talmente ghiacciato che per i mondiali di sci appena finiti ci avevano allestito i gazebo per non so cosa ed adesso li stanno smontando, caricandoli sui furgoni. Sempre sul lago! Decidiamo che la camminata sul ghiaccio può considerarsi sicura e ci facciamo un giro e foto di rito.

Risaliamo sul treno per il viaggio di ritorno con l’intento di fermarci a Morteratsch. La guida dice che qui c’è un ristorante. E infatti c’è. Quel che la guida non dice è quanto costa. Io ho preso una birra, uno spezzatino luganese, Laura una coca ed un hamburger di pollo, più due dolci. Ero pronto a spendere di più che in Italia: ci hanno letteralmente spennato. 41€ a testa! Va detto che bastava usare una qualunque app di conversione di valuta per capire di che morte si andava a morire. Ma a noi piacciono le sorprese. Un prezzo per tutti, hamburger di pollo: 17€!

Alleggeriti nel portafoglio, proviamo ad alleggerirci anche nel fisico: una camminata di circa 40 minuti ci porta alla fine del ghiacciaio che scende dal Piz Bernina. Affascinante. Alle origini della ferrovia, inizio ‘900 il ghiacciaio arrivava quasi vicino ai binari. Ora per raggiungere le pendici bisogna camminare più di 4km. Foto ricordo e si torna camminando sulla pista di fondo: è abbastanza tardi e non ci sono più sciatori a maledirci. Occhio che alcuni tratti sono ghiacciatissimi. Il mio sedere ve lo può confermare. Peccato per il poco pubblico che ha potuto assistere al volo fantozziano.

Risaliamo sul treno, evitando di far merenda laddove giacciono i miei soldi del pranzo, ed effettuiamo lo svenimento sincronizzato. Facendo poi sfoggio del nuovo numero del rinsavimento simultaneo, scendiamo discretamente rimbambiti dal treno e rinunciamo al secondo spennamento. Prendiamo un bellissimo 4 salti in padella e ci ritiriamo sul nostro eremo sul Mortirolo.

Una splendida giornata.

MONZA

L’ultimo giorno di gita volevo iniziarlo con l’ascesa al Mortirolo, ma c’è un tempo da lupi e desisto. Salutiamo Augusta, la simpatica padrona di casa al Castagneto, e scendiamo a valle. Ricordate la mia affinità ad un’insegnante d’italiano? Quindi non vi stupirete che alla sua proposta di visitare Monza abbia risposto: “Monza, ma perchè???” Nel duomo di questa città che immaginavo ospitasse solo il Gran Premio di F1 è custodita la Corona Ferrea. Si è posata in vari modi sulle teste dei Re d’Italia, a partire da Carlo Magno fino a Napoleone. La guida ci ha spiegato benissimo quel che in macchina Laura mi aveva già accennato. Molto interessante. La visita è solo a prenotazione (8€ l’ingresso). Ah, Monza ha un bel centro storico, oltre alla Villa Reale che, pfiuu, abbiamo saltato. E non ho neanche visto il circuito. Troppo pop. Ora la gita è finita, si torna a casa.

Considerazioni

Il giro in Trenino d’inverno è indicato a quelli che come me non sciano e non hanno possibilità di vedere le montagne innevate. L’esperienza è adatta a chi invece delle gambe preferisce usare mezzi meccanici per spostarsi. Occhio al portafogli in Svizzera! Un paio di bei panini italiani andranno benissimo!

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