L'Altopiano di Asiago tra storia e natura

Sette comuni, piccoli borghi montani, aria pulita, natura silenziosa, cime innevate, testimonianze della Grande Guerra

  • di Illy&Andy13
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un'Altopiano da vivere e quattro giorni per scoprirlo, tra bellezze naturalistiche e riferimenti storici alla Prima Guerra Mondiale.

PRIMO GIORNO

Partiamo da Gallio, che abbiamo visitato con il classico "tempo da neve. Qui visitiamo la Chiesa di San Bartolomeo, risalente alla metà del 1100, dedicata al patrono San Bartolomeo. Solo la facciata si è salvata dalla distruzione della prima guerra mondiale.

Poi più avanti troviamo una splendida chiesetta, l'Oratorio di Santa Maria delle Grazie del 1400, in origine dedicata a San Rocco,personaggio di culto venerato in tutto l'Altopiano. Successivamente venne invece dedicata alla Madonna delle Grazie. Venne distrutto e ricostruito più volte, anche in seguito alla prima guerra mondiale. Sulle facciata esterna sono posizionate delle lastre in cui sono stati inseriti i nomi dei caduti della prima e seconda guerra e l'ingresso è preceduto da un braciere con raffigurate delle statue della Vittoria. L’ultimo paese dell’Altopiano a circa 45 minuti d’auto da Asiago è Enego. Uno dei principali luoghi di interesse del paese è la Chiesa di Santa Giustina, il duomo dal 1963. Le origini di questa chiesa imponente, a cui si può accedere attraverso una lunghissima e bianchissima scalinata, sono antichissime, anche se è stata più volte rimaneggiata e l'edificio attuale risale alla fine del 1700.

L'interno è riccamente decorato: l'affresco più famoso è la pala raffigurante Santa Giustina in trono con i santi Rocco, Sebastiano e Antonio Abate realizzata da Jacopo da Ponte. L'altare è cinto da un bellissima cancellata.

Nel centro del paese oggi è giornata di mercato: ci troviamo in Piazza San Marco, dove è possibile ammirare il secondo punto di interesse del paese: la Torre scaligera, un torrione in pietra a testimonianza del dominio scaligero. E' ciò che resta di 4 fortificazioni che furono fatte costruire da Cangrande della Scala verso il 1330 come dimora estiva e difesa del paese.

Dal centro del paese ci siamo spostati di qualche chilometro per andare a visitare il Forte Lisser, un'ex fortezza militare a poco più di 1.600 metri di altitudine, costruita per difendere il territorio italiano dagli attacchi dell'impero austro-ungarico durante la prima guerra mondiale.

Abbiamo provato a raggiungerlo in macchina, ma siamo rimasti bloccati da neve e ghiaccio; così abbiamo provato a proseguire a piedi, ma tra i cumuli di neve non siamo riusciti a trovare indicazioni per continuare il percorso.

Da qui abbiamo proseguito per la località Valmaron, famosa per il comprensorio sciistico di Enego 2000, famoso per gli impianti di risalita per lo sci alpino e un centro attrezzato per lo sci da fondo.

A noi però è apparso completamente disabitato. Lo skilift era chiuso e il centro per lo sci da fondo sembrava aperto, ma senza la possibilità di noleggiare sci e scarponi (di cui non eravamo provvisti).

SECONDO GIORNO

La prima meta di oggi è Roana. Lasciando la macchina nei pressi della piazza principale, visitiamo la sua chiesa.

Anche questo centro appare disabitato. Camminando per il centro notiamo la deviazione per il laghetto di Roana, un laghetto artificiale poco distante, in località Spilleck, e pensiamo di raggiungerlo sperando di trovare un pò di vita. Anche qui non si vede anima viva e l'unico bar è chiuso. A parte questo spiacevole inconveniente, la natura incontaminata ci chiama e noi rispondiamo rimanendo in silenzio a contemplarla.

Ritornando verso Asiago, ci fermiamo per un photo-stop al ponte di Roana, un ponte in cemento armato e pietra inaugurato all'inizio del 1900 . Anche questo ponte è legato alla guerra perchè venne fatto saltare in aria e reso di nuovo agibile dopo il 1919

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