Trentino Alto Adige: Bolzano, Bressanone e il sole della Val di Fassa

Una settimana in Trentino con base a Pozza di Fassa a spasso per sentieri e portici affrontando l'incubo di ogni viaggiatore: le intemperie! Uno splendido viaggio alla scoperta di storia, cultura, architetture naturali e artificiali coccolati dalla bianca dolomite come ...

  • di Lisa&Riccardo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ed è così che dopo un semestre di studi universitari/fatiche generali/sfighe/ma anche momenti divertenti decidiamo di prenotare le nostre vacanze in Trentino Alto Adige.

Destinazione: Pera di Pozza di Fassa, uno dei pochi luoghi trentini con due complementi di specificazione che dicono tutto, perché il resto è indescrivibile.

Budget: ridottissimo per spese universitarie, abbonamenti treno da pendolari, mia dipendenza da gelati.

Durata del viaggio: 6 notti.

Lunedì 28 luglio 2014

Arrivo a Pera, frazione di Pozza di Fassa (Trento) verso le 11.00.

Arriviamo alla “Piccola Majon”, affittacamere del posto che subito ci affascina per il carattere caldo e familiare. Un po’ intimiditi dalla pioggia, decidiamo di dedicare la giornata a pianificare i giorni seguenti, e così visitiamo l’affollato centro di Pozza di Fassa percorrendo il sentiero CAI 543B che connette la frazioncina al centro del comune addentrandosi nel primo bosco della Val di Fassa. Dopo un gelato facciamo tappa all’immancabile ufficio informazioni e ne usciamo con bellissimi opuscoli rendendoci conto di quanto attrezzata e ben organizzata sia la zona dove passeremo la nostra preziosissima settimana! Gli opuscoli ci informano di concerti (tra cui la rassegna “Suoni delle Dolomiti” che però non riusciremo a seguire nei giorni seguenti a causa del maltempo), visite guidate, eventi, ogni giorno in ogni paese (e frazione) della Val di Fassa. Noi, però, subito ci orientiamo verso l’immancabile carta dei sentieri (che riporta nomi di valli, sentieri e picchi tutti in ladino!), e consultando anche l’ottima piantina Kompass, già adocchiamo i percorsi che più ci incuriosiscono.

Martedì 29 luglio 2014

Al risveglio, il disastro, l’inevitabile: piove, piove molto. Le nefaste profezie di ogni previsione meteorologica consultata e non, si avverano! Nella disperazione però ci rendiamo conto che la zona non offre solo grandi panorami e vedute: i paesi di Pozza e Vigo sono dei grandi centri in cui caffetterie e negozi caratteristici fanno da padroni. A noi però interessa di più visitare magari qualche museo, conoscere un po’ di storia di Trentino e Sud Tirolo: decidiamo di andare a Bolzano.

Dalla Val di Fassa si arriva a Bolzano lungo la strada del Passo Costalunga, strada bellissima, a tratti un po’ ripida e con qualche tornante ovviamente, ma con passaggi in gole e punti panoramici memorabili. In particolare si passa giusto a fianco del lago di Carezza, un lago dalle acque verdi/blu (assolutamente da vedere!) di cui parlerò più avanti.

Arriviamo a Bolzano verso le 11.00. Dalla Val di Fassa ci si arriva in un’ora e un quarto più o meno, con traffico medio. Noi abbiamo trovato un po’ di confusione all’ingresso della città, ma siamo riusciti comunque a lasciare la macchina in un parcheggio multipiano (10.50 euro di più o meno 7 ore). Subito ci dirigiamo al Museo Archeologico dell’Alto Adige (ingresso ridotto studenti credo fosse 7 euro, intero credo 9), dove ci aspetta una coda di un’ora almeno per entrare, durante la quale leggiamo notizie storiche e artistiche della città dall’immancabile guida del Touring Club. Non rimpiangiamo l’attesa: il museo è fantastico, ci rimaniamo oltre 2 ore. Il museo è interamente dedicato alla celeberrima mummia Otzi, il cosiddetto “Uomo del Similaun” vissuto 5000 anni fa, conservatosi tra i ghiacci fino al suo fortuito ritrovamento nel 1991. Il museo contiene moltissimi oggetti appartenuti ad Otzi, e fornisce spiegazioni in italiano, tedesco, e inglese che risultano interessanti ad ogni età. All’interno del museo sono presenti anche attività per i bambini e uno spazio per le famiglie

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