Vacanze taglia premaman: San Candido e la Val Pusteria

Vacanza con vista sulle Dolomiti all'insegna del relax e del buon cibo

  • di lauracassinelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Chi l'ha detto che non si può viaggiare con il pancione? Certo, ci vuole sicuramente qualche accortezza in più, ed in primis bisogna sentirsela e non avere una gravidanza a rischio o problematica, ma visto che Luca è in arrivo in agosto ed io ero a casa da metà giugno, mi sembrava un peccato non approfittarne e fare qualche giorno di vacanza al fresco.

Dopo un'attenta valutazione delle possibili mete, abbiamo scelto San Candido in Val Pusteria per la qualità dei servizi offerti (ci sono diversi hotel con piscina coperta e centro benessere, la valle ha un'andatura dolce che permette alcune passeggiate non impegnative, Brunico e Lienz sono facilmente raggiungibili anche in treno) e per la presenza di un ospedale - non si sa mai.

Contattando direttamente i vari hotel, abbiamo ottenuto delle offerte più vantaggiose rispetto a quelle pubblicate sui principali siti di prenotazione: nel mese di giugno ad esempio l'Hotel Villa Stefania proponeva una promozione 4 notti al prezzo di 3 (da domenica a giovedì) in camera Superior con accesso al centro benessere e trattamento di mezza pensione alla "modica cifra" di 570 euro. Bevande e tassa di soggiorno escluse, ovviamente. Vista sulle Dolomiti, tempo permettendo, inclusa.

E così domenica 15 giugno raggiungiamo San Candido in macchina attraversando Cortina e il Parco delle Dolomiti. Il confine tra Alto Adige e Veneto è percepibile in maniera netta sia per la cura quasi maniacale delle strade, sia per il marcato accento tedesco con cui la gente parla in italiano, in quel modo vagamente incerto con cui ci si esprime in una lingua che non ci appartiene del tutto.

Una volta effettuato il check in albergo, facciamo una passeggiata a San Candido e ne approfittiamo per vedere il mercatino dell'antiquariato e mangiare un panino con lo speck nell'Enoteca dell'Orologiaio (12 euro in due). Il pomeriggio è dedicato al riposo fino a quando il sole non decide di far capolino tra le nuvole: ci incamminiamo lungo la pista ciclabile in direzione di Lienz e ci godiamo il verde dei prati punteggiati di fiori e masi. Di sera nei paesi di montagna non ci sono molte occasioni di vita mondana, oltre alla classica passeggiata fino al centro del paese, quindi le nostre serate scorrono tranquille.

Visto che da tempo immemore non facciamo una vacanza con trattamento di mezza pensione, il lunedi' mattina a colazione infrangiamo subito le seguenti regole non scritte:

- sedersi ad un tavolo qualunque libero per la colazione, anzichè utilizzare quello assegnato la sera prima a cena;

- andarsene senza comunicare la scelta del menù per la cena. Un cartellino giallo non ce lo leva nessuno. Rimediamo in corner per non turbare troppo l'ordine e la precisione, su cui veglia Vesna la ragazza tuttofare.

Ci dirigiamo verso la stazione, io compro un biglietto andata e ritorno per Lienz (19 euro, solo ritorno 9 euro) mentre Dario noleggia una bicicletta, con la possibilità di restituirla direttamente a Lienz ed effettuare il ritorno in treno (noleggio per una giornata 16 euro). Percorrere la pista ciclabile fino a Lienz (circa 40 km in leggera discesa) è una delle attività più gettonate per chi è in vacanza in zona e forse è un percorso un po' sopravvalutato: superato il confine con l'Austria la valle si stringe, il panorama perde un po' in fascino e la pista ciclabile è decisamente meno curata. Lienz incarna lo stereotipo della cittadina di montagna teutonica con le sue case linde e colorate, le pasticcerie, i negozi di articoli sportivi, il centro storico rigorosamente pedonale, un fiume che la lambisce

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