In Tirolo col pancione

Giro in dolce attesa tra le montagne, partendo dalla Val Pusteria fino alle Dolomiti, passando per Innsbruck fino ai piedi del Grossglockner

  • di Sergio C.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

In attesa del nostro primo figlio abbiamo voluto riscoprire una parte d’Italia che tutto il mondo ci invidia: le nostre Dolomiti. Per anni siamo stati attratti dal mare o da mete lontane, dimenticandoci che per raggiungere le montagne più belle non occorre volare dall’altro capo del mondo. Abbiamo voluto inoltre visitare il Tirolo austriaco che ha molto da offrire.

Come base abbiamo scelto San Candido – Innichen – in Val Pusteria, in quanto la zona è ben collegata sia con il resto delle Dolomiti come Cortina d’Ampezzo e la Val Badia, sia con l’Austria.

Come B&B abbiamo scelto il Garni Senfter di Rosemarie e Luisa, situato all’ingresso di San Candido, entrando dal lato che porta a Sesto, a pochi isolati dalla piazzetta del centro in una zona decisamente tranquilla e collegata direttamente con la statale della Val Pusteria, ottima base di partenza per tutte le escursioni in zona. Rosemarie e Luisa ci hanno trattato con il calore di due “mamme”, e ci siamo sentiti come a casa. Ci hanno dato una bella camera con balcone con vista sulle cime del Baranci, il monte che domina il panorama di San Candido, e dobbiamo ammettere ogni mattina tale colpo d’occhio ci ha proprio fatto sentire in vacanza, lontani dalla solita routine.

Viaggiare col pancione quasi al settimo mese di gravidanza, vuol dire avere particolari attenzioni, evitare sforzi e dislivelli elevati e cercare di affrontare ogni percorso con tempi più lenti e tranquilli. Ciò non toglie che si possono affrontare tanti itinerari indicati come semplici o per famiglie, in mezzo a panorami da favola. Fortunatamente si è trattato di una gravidanza tranquilla e priva di complicazioni lungo tutto il periodo, quindi sotto consiglio medico abbiamo affrontato il viaggio. Tutto è stato reso più gradevole dalle temperature fresche e dalle lunghe giornate soleggiate che abbiamo avuto le fortuna di trovare. Seguendo carte e indicazioni fornite dal Consorzio Turistico Alta Pusteria (Tourismusverband Hochpustertal - www.altapusteria.info - info@altapusteria.info) che su richiesta via email ci ha inviato molto materiale per posta, abbiamo potuto selezionare giorno dopo giorno itinerari semplici ed a quote non elevatissime, adatti a chiunque. Gli operatori turistici della zona sono veramente efficienti, c’è un servizio bus che ti porta in tutte le mete più importanti, impianti di risalita aperti fino a tarda ora, e il giovedì sera abbiamo trovato tanta ospitalità (…e ottime pietanze) nella sagra di paese.

Siamo partiti sabato 20 luglio, una di quelle giornate da “bollino rosso” e abbiamo trovato un gran traffico di tedeschi in via di ritorno sull’autostrada tra Verona e Bolzano in direzione Brennero. Spaventati dall’idea di passare altro tempo in coda in autostrada, siamo usciti a Chiusa – Valgardena e siamo risaliti per la Val di Funes. Si tratta di una delle vallate più caratteristiche e fotografate dell’Alto Adige. La chiesa a Santa Maddalena in Val di Funes sullo sfondo delle cime frastagliate delle Odle è assolutamente da non perdere. Abbiamo proseguito per il Passo delle Erbe, meta di tanti motociclisti, si passa sotto le cime del Sass de Putia, in uno scenario alpino decisamente intatto e si scende in Val Badia…è stata una bella allungatoia panoramica. La sera abbiamo cenato benissimo da Zim Klaus, sulla strada che va da San Candido a Sesto e, tra gulasch, crauti e canederli.

Domenica 21 luglio

Volevamo trascorrere una giornata tranquilla in Val Pusteria, e l’abbiamo dedicata alla valle laterale di Braies. Le attrazioni principali della vallata sono il lago omonimo e l’altopiano di Prato Piazza. Il lago di Braies si trova in fondo alla strada, preceduto da tre parcheggi che costano 5 euro al giorno. L’ultimo parcheggio si trova sotto l’hotel in riva al lago dove amava soggiornare l’arciduca Francesco Ferdinando D'Asburgo o il compositore Gustav Mahler, e il motivo per cui tali personaggi sceglievano questa località è semplice: il lago è stupendo, le cime imponenti della Croda del Becco e del Sasso del Signore si specchiano sulla superficie, tutto intorno i boschi di abete regalano un senso di pace al paesaggio, l’acqua bassa del sotto riva ha colori cristallini e passa al verde smeraldo nelle zone più profonde. Si può percorre il giro del lago su un comodo stradello con pochi dislivelli, passando vicino a cascatelle e spiaggette dove volendo si può fare il bagno, circondati da trote in acqua e mucche al pascolo sull’erba a terra

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