Kalliste, l’ile de beaute’: una montagna in mezzo

Quest’anno abbiamo saputo a fine maggio di poter fare le ferie nella seconda metà di giugno. In un primo momento abbiamo pensato alla Sicilia ma il costo del traghetto era veramente proibitivo. Per di più, avendo un carrello tenda un ...

  • di elenick2004
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest’anno abbiamo saputo a fine maggio di poter fare le ferie nella seconda metà di giugno. In un primo momento abbiamo pensato alla Sicilia ma il costo del traghetto era veramente proibitivo. Per di più, avendo un carrello tenda un po’ vecchiotto, che in passato ci ha dato un po’ di problemi con la stabilità delle gomme, non ci sentivamo sicuri di arrivarci in automobile. Quindi abbiamo optato per la Corsica quasi all’ultimo minuto! ... e non ci siamo per niente pentiti, anzi L’Ile de Beautè, come la chiamano i francesi, è stata una vera rivelazione.

Crocevia da 4000 anni di rotte e di popoli, l'isola che, secondo la leggenda, i Greci chiamarono Kallíste (la più bella), racchiude tutte le sfumature dei colori presenti sulla tavolozza di un pittore. L’azzurro del mare e degli stagni costieri si combina con il verde della macchia mediterranea (o maquis, in francese o mucchio, in corso), costituita da rosmarino, asfodelo, cardo, ginepro, mirto, ginestra, cisto, corbezzolo, erica, che in primavera si tinge di giallo, bianco, rosa. Nell’interno la macchia lascia il posto agli argentei ulivi ed agli agrumi. Più in alto si trova il verde chiaro dei castagni ed il verde scuro dei pini larici. Sulle alture il verde dei pascoli alpini si sposa con il blu dei laghetti di montagna. Tra le rocce regnano sovrani il rosso del granito ed il nero del basalto che lasciano il posto al bianco nelle falesie calcaree del sud e nelle spiagge caraibiche.

Per conservare queste bellezze naturali nel 1972 è stato creato il Parco Naturale Regionale Corso (PNRC) con lo scopo di favorire una migliore conoscenza ed una reale protezione della natura corsa. Il PNRC si estende per 33.0000 ettari, copre più di un terzo della superficie dell’isola e ne racchiude le sue meraviglie: le grandi foreste (Aitone, Valdo-Niello, Vizzavona, Bavella, l'Ospedale), le gole (Spelunca e Restonica), i laghi (Creno, Nino, Melo), i massicci (Monte Cinto, Monte Rotondo, Monte d'Oro, Monte Renoso, Monte Incudine, Col di Bavella) e le famosissime Calanches. L'attività del parco è indirizzata soprattutto a preservare la flora e la fauna (aquila pescatrice, gabbiano corso, muflone), a salvaguardare le costruzioni tradizionali (ovili o bergeries, mulini, vecchie case), a restaurare e valorizzare i monumenti (torri genovesi, cappelle) o i resti archeologici. Esistono poi cinque Riserve Naturali a tutela di ecosistemi unici e fragilissimi: le isole Cerbicales sono il santuario dei Cormorani con il ciuffo, l’ isola di Lavezzi ha fondali incontaminati dove vivono 68 specie di pesci, le isole Finocchiarola sono l’habitat di numerosi uccelli marini tra cui il gabbiano corso, la penisola di Scandola è la prima riserva naturale terrestre e marina francese, lo stagno di Biguglia è l’area dove nidificano 127 specie di uccelli acquatici. Per cercare di vedere la maggior parte di queste meraviglie abbiamo deciso di fermarci in due campeggi, uno a sud ed uno a nord, e di girare in automobile (abbiamo percorso circa 2350 Km in Corsica e 780 Km nel continente). La cosa migliore sarebbe stato spostarci ogni giorno con una tenda leggera e magari in moto. Ma con due figli ed il nostro carrello-tenda, un po’ arduo da montare, non potevamo permetterci di cambiare più di due campeggi.

Abbiamo prenotato per il 15 giugno il traghetto della Corsica Ferries, che doveva partire alle 8.30, per poter avere più tempo per scegliere il primo campeggio. Abbiamo quindi deciso di partire sabato 14 per andare a Marina di Pietrasanta a trovare mia madre e per essere più vicini al traghetto l’indomani mattina. Qualche giorno prima della partenza però ci è arriva un sms che ci informava che la partenza era spostata alle 10.30!!! DIMANCHE 15 JUIN 2008 Partenza: Bastia Arrivo: Baia di Asciaghju Alloggio: Camping Asciaghju, Baia di Asciaghju, Portivechju/Porto Vecchio Km tappa: 143 Km Appena svegli ci dirigiamo verso Livorno. Dopo aver posizionato l’auto nella stiva, cerchiamo un posto ponte ed attendiamo la partenza della nave prevista per le 10.30. Poco dopo la partenza, Sergio ed i bimbi vanno all’interno perché fuori c’è troppo vento mentre io rimango sul ponte. Per prima cosa vedo la Torre della Meloria situata presso le omonime Secche. In questo specchio d’acqua nel 1284 avvenne la celebre Battaglia della Meloria che sancì la fine di Pisa come potenza marinara ad opera della Repubblica di Genova. Proprio in seguito a questa battaglia la Corsica passò dal dominio pisano a quello genovese. Pian piano passiamo accanto all’isola Gorgona e poi alla Capraia. Dall’altra parte si vede in lontananza l’isola d’Elba avvolta da foschia. Alle 14.30 arriviamo a Bastia ed impieghiamo una buona mezz’ora per uscire dal porto. Ci dirigiamo verso Porto Vecchio e per la strada i bimbi dormono un pochino. Cominciamo a cercare un campeggio dove passare la prima settimana. Rileggendo i consigli trovati su internet, decidiamo di andare verso la zona della spiaggia della Palombaggia per cercare i camping U Pirellu ed Asciaghju. Arrivati in prossimità del primo vediamo che bisogna attraversare una strada trafficata per arrivare al mare. Noi preferiamo un campeggio dove i bimbi possono andare al mare anche da soli per cui proseguiamo verso il secondo. E’ un campeggio spartano (senza animazione, piscina, campi da tennis, market), pulito e molto tranquillo. Ci assegnano una piazzola piuttosto grande e scopriamo che ogni giorno si può prenotare dalla signora del campeggio baguettes e croissants per l’indomani. Purtroppo al campeggio non hanno bombole a gas per cui dobbiamo attendere il giorno successivo per affittarla da un benzinaio ... quindi niente gas per cena e colazione. Sergio comincia a costruire la tenda mentre noi scarichiamo un po’ di cose dall’auto. Verso le 20.00 andiamo in una vicina pizzeria a mangiare una pizza ammirando il panorama marino delle Isole Cerbicales. Sono 5 isolotti (Forana, Mestro-Maria, Piana, Pietricaggiosa, La Vacca) che fanno parte di una riserva naturale per cui vi è vietato lo sbarco nella stagione estiva. Sono coperti dalla macchia mediterranea e sono ricchi di fiori rari come il giglio ed il loto. Inoltre sono abitate da uccelli e mammiferi rari

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