Mongolia, con Istanbul e Pechino fai da te

Respirare libertà assoluta

  • di Morak14
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

1 Agosto. Bologna-Istanbul

Abbiamo passato 3gg in questa storica città visitando la Moschea Blu, Aya Sofya, l’incredibile Gran Bazar, Solemanik Moscov (dove si gode di un panorama pazzesco), il Palazzo Topkapi, l’antica Cisterna Basilica e assaggiando alcune delle loro specialità culinarie quali Cus Cus, Borek, il famoso Kebap, pesce, senza dimenticare il buonissimo caffè al pistacchio. Ci siamo persi nei vialetti osservando i famosi giocolieri/gelatai turchi. Passeggiare per questa metropoli dai suoni e dall’atmosfera contrastanti ha reso il week end davvero interessante.

3 Agosto. Partenza per la Mongolia

Tanto spirito di avventura e una buona dose d’intesa ci ha permesso di formare una “famiglia” con le 2 persone che ci hanno accompagnato per 20gg alla scoperta di questo paese ricco di storia, tradizioni, natura ancora integra e dove le nuvole galleggiano: Amaraa e Tsogo, relativamente la nostra Guida e il nostro Driver. Con loro abbiamo pianificato il nostro itinerario di oltre 4000Km passati a bordo di un Van Russo partendo dal Centro della Mongolia arrivando al Nord, passando dal Sud del Gobi per poi rientrare alla moderna capitale Ulaanbaatar (dove i giovani sono completamente occidentalizzati). Abbiamo visitato i monasteri più importati e antichi come l’Amarbaysgalant Khiid, Erdene Zuu e Ongiin khiid attraversando alcune delle città più importanti come Erdenet e Dalanzadgad.

Appena fuori dalla capitale la natura è ovunque, provocando una forte sensazione di libertà. Qui regnano gli animali: mandrie di Cavalli, Yak, Mucche, Capre, Asini, Renne, Cammelli, ma anche il cielo è vivo con le sue Aquile, Falchi, Damigelle di numidia e tanti altri.

Percorrevamo circa 300km al giorno e, tappa dopo tappa siamo arrivati allo spettacolare Khövsgöl Nuur, il lago più grande del paese. Qui è iniziata la nostra vera avventura. Le scarse piogge ci hanno permesso di raggiungere Tsagaan Nuur tagliando per una “scorciatoia” a Nord del lago (se il terreno è bagnato è impossibile farlo, se non a cavallo). Abbiamo oltrepassato il bosco quasi strofinando le portiere del van sulla corteccia dei grossi alberi. Abbiamo guadato fiumi con l’acqua che ricopriva completamente le ruote in un terreno interamente sabbioso. Anche per il nostro autista è stata la sua prima (ed emozionante) esperienza. Con una Jeep non avremo mai potuto farlo. Qui ci siamo diretti alla Fattoria della famiglia Oko per noleggiare i cavalli e in 4gg raggiungere i famosi pastori delle Renne. Il nostro primo incontro con questi ultimi è stato tra i più fortunati: una famiglia si stava muovendo in cerca di nuovi pascoli per le loro renne. È stata un’emozione davvero forte e incredibile.

Abbiamo attraversato la taiga, poi appena il bosco si è diradato abbiamo iniziato a vedere le prime tende coniche e le mandrie di renne al pascolo. Il caldo che ci accompagnava durante le giornate qui a 3000mt si è trasformato in freddo, soprattutto durante la notte. Abbiamo vissuto solo un paio di gg in questa terra meravigliosa, assistendo alla mungitura, alla preparazione del Suutei Chai, (il famoso thè e sale con latte fresco), alla preparazione dell’airag, dei noodle con carne di Renna, alla pulitura della pelle. Abbiamo cavalcato in queste vallate che sembrano infinite e abbiamo persino assistito ad una cerimonia di un famoso sciamano. Qui è stata una delle rare volte che non abbiamo campeggiato ma dormito in tenda con loro. Fuori era troppo freddo e il vento molto forte. I mongoli sono un popolo molto ospitale e ogni qualvolta si entra in tenda (o gher) si viene accolti con il tradizionale thè e i loro cibi “bianchi”: formaggio, burro fresco e il pane appena fatto. Tutto squisito. La carne è di ottima qualità. Abbiamo imparato che i nomadi hanno una vita scandita dai ritmi della natura, amica e spietata contemporaneamente, e che il loro sostentamento è dovuto da ciò che hanno. Si sfrutta tutto dell’animale: dal latte alla carne, la pelle e persino lo sterco utilizzato come combustibile. E proprio quando cominci a stare bene è ora di andarsene.

Ricominciano le ininterrotte ore sul Van su strada tutta sterrata. Viaggiare qui è scomodo e per nulla semplice, ma questo si può trasformare in un vantaggio per chi desidera godersi al massimo tutto lo spazio che desidera. Durante l’arco della giornata incrociavamo davvero poche jeep. Un giorno il nostro autista ci regala una serata a sorpresa: vede una gher dispersa nella prateria e chiede se per un gg possiamo vivere con loro, mangiando e aiutandoli nei lavori di vita da nomade. Cosi ci rimbocchiamo le maniche e via di mungitura alle capre, cavalli e mucche, raggruppamento pecore, pulizia sterco, preparazione del burro e dello yogurt ed essicazione della carne. Che esperienza! Dormiremo dentro alla Gher con loro, per terra

  • 4247 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social