Raid enduro della Mongolia

Tremila chilometri in moto alla scoperta di questo Paese sconfinato

  • di yellowstone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Oltre 3000 euro
 
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Questo è il resoconto del nostro raid in Mongolia dell’estate 2011. Ho avuto un sogno, un'idea, una fantasia, un tarlo che si è insinuato tra le sinapsi del mio cervello! Tornare in Mongolia, per fare un giro di enduro, con moto leggere e potenti e lasciarle laggiù per poter tornare altre due o tre volte. La fase successiva è stata pensare a come realizzare il progetto e, dato che comprare sei moto in Italia e spedirle fino in Mongolia sarebbe costato una follia, ho trovato una valida alternativa: ho (o meglio abbiamo) comprato 6 Pzf che sono delle repliche del Crf450 e le abbiamo importate in Mongolia. In effetti c'è stato qualche sforamento nel preventivo, perché è lievitata la spesa di spedizione e di sdoganamento, ma alla fine (come leggerete) ci sono riuscito! L'organizzazione è iniziata già due anni fa, poi è stata rinviata a quest'anno; a gennaio i contatti con il fornitore delle moto erano a buon punto, a febbraio marzo abbiamo acquistato i voli Milano – Ulaanbataar che in quel periodo avevano ancora un costo abbordabile e che, se presi a giugno, sarebbero costati €2000 a testa. Nel frattempo l'importatore francese della Pzf450 mi ha contattato e, ritenendo valida la mia fantasia e il mio sogno, si è aggiunto alla comitiva, per cui ci siamo trovati ad essere una decina, sei motociclisti e quattro accompagnatori sulle auto d'appoggio e per essere precisi: Aldo, Philippe, Gabriele, Valter, Clemente, Giulio e sull'auto Sandra, Loretta, Maurizio e Lorena. Nel frattempo ho trovato qualche ditta che ci ha offerto aiuto e sponsorizzazione: Bandve che ci ha fornito il loro fantastico intimo caldo e supertraspirante, Tucanourbano, che ha dato giacche, ma soprattutto impermeabili utilissimi, Liquid che mi ha proposto la videocamera integrata negli occhiali da motocross. A maggio abbiamo pagato le moto che purtroppo si sono arenate miseramente in qualche posto della dogana al confine della Mongolia e così, dopo aver pianificato e previsto quasi tutto, le nostre moto sono arrivate a destinazione dopo 50 giorni, solo 2 giorni prima del nostro arrivo ad UB.

23/7 Partenza!

Carichi di bagagli vestiti come dei “matti” con addosso stivali da enduro e pettorine, per non sforare i 20Kg di franchigia bagaglio, affrontiamo finalmente l’impresa. Tutto regolare atterriamo in questa stupenda terra… ma qui tutti i miei piani e le mie strategie subiscono un duro colpo quando in dogana tergiversano a lungo e solo dietro congrua mancia, al terzo giorno, le benedette moto lasciano la prigione della dogana di UB e finalmente alle 18 arrivano al deposito. Quella sera siamo impegnati nel montaggio delle stesse fino alle 22 e 30, per finire il tutto nella mattinata del giorno successivo. Alle 12 del 28 luglio, con due giorni di ritardo siamo pronti! Altro colpo di scena …. la persona che avrebbe dovuto accompagnarci per la terza volta ( dopo il 2006 e 2008), dopo averci estorto altro denaro, adduce scuse ma al volo, in 5 minuti, troviamo un' altra traduttrice. Abbiamo un pulmino Uaz guidato da Bimba, un bravissimo autista che con i suoi attrezzi e i sui tre master in meccanica riuscirà sempre ad aiutarci in qualsiasi situazione e un Toyota hdj80 guidato da Maurizio. Le moto già solo a prima vista sono meglio delle più rosee aspettative, molto belle esteticamente, con un motore potente, ma elastico, con una notevole progressione; quello che sarebbe il difetto, cioè il carburatore a membrana anziché quello a saracinesca, fa sì che la potenza non arrivi di colpo, ma progressivamente, facilitando la guida. La forcella anteriore è molto bella e robusta, anche se la molla probabilmente un po’ dura, ma è certo meglio avere la forcella lievemente rigida che non quelle forcelle mollicce che si trovano spesso sulle moto non racing

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