Scoprendo la Repubblica di Moldova

In viaggio tra la capitale Chisinau, la strada dei vini, la Transnistria e la Moldova rurale

  • di Silvia
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In tutte queste visite il momento topico è sempre la degustazione finale che avviene di solito in ampie sale cerimoniali, con zelanti esperti che si impegnano molto a descrivere le caratteristiche di ogni vino e a suggerire gli abbinamenti. Dal secondo sorso in poi farete come vi pare, ma rimane un momento di grande soddisfazione. Soprattutto nella cantina di Purcari, che si trova quasi al confine con l’Ucraina nel sud del paese e dove infatti si sente nell’aria il salmastro del Mar Nero. Qui vi troverete davanti nove calici e saranno tutti quanti vostri! C’è anche il vino preferito dei reali inglesi, il Negro di Purcari. E il preferito mio, l’Ice Wine. Intorno una campagna verde e rigogliosa: vigneti a perdita d’occhio, letteralmente. E poi file e file di botti che sprigionano un aroma inteso. A Purcari è tutto così perfetto che ti viene voglia di fare qualcosa di trasgressivo, che ne so, togliere un tappo! Mediamente i vini moldavi stanno sui 13 gradi, bianchi compresi, va da sé che fermarsi per la notte è un’ottima idea. Infatti adiacente alle cantine c’è anche un bell’agriturismo accogliente dove vale la pena pernottare anche solo per godersi le stanzette con le travi in legno e aprire le finestre al mattino con vista vigna. Lo stesso ragionamento vale per un’altra cantina non distante da questa, Et Cetera Winery, dove oltre alle camere parecchio shabby chic ci dicono essere in corso la realizzazione di una piscina e di una SPA. Qui non perdete l’occasione di partecipare a una lezione di cucina della mamma del titolare, a lui invece chiedete di raccontare la storia della sua attività e della sua famiglia, è una bella storia di viaggi, sogni e imprenditorialità. Se pensate di approfittare di queste escursioni rurali vinicole per un po’ di digital detox cascate male, il wi-fi fila dappertutto più spedito del trenino!

Viaggio nel tempo in Transnistria

Adesso vi accompagnerò niente meno che in un viaggio nel tempo, seguitemi: prendete una macchina - una normale, non una DeLorean - e guidate per circa un’ora e mezzo da Chisinau verso l’Ucraina, fino a imbattervi nella dogana della Transnistria. Dogana non è un’iperbole: dovete veramente mostrare il passaporto e ricevere un visto di immigrazione turistica a tempo perché state entrando, appunto, in un altro stato! Uno stato de facto autoproclamato tale ai tempi dell’indipendenza della Repubblica di Moldova, non riconosciuto dalla comunità internazionale ad eccezione della Russia. Non sarà riconosciuto, ma autonomo lo è eccome: probabilmente l’ultimo baluardo del blocco comunista sovietico. Croda esiste veramente! In Transnistria si parla russo, si mangia russo, la moneta è un rublo di plastica e c’è un’amministrazione locale diversa per la politica e la sicurezza. Tiraspol, la capitale, ha l’aria dell’antica Stalingrado - per come la immagino io, almeno - con un memoriale della Seconda Guerra Mondiale che comprende anche un carro armato sovietico T34, la casa dei soviet e una statua di Lenin che definirei a dir poco imponente. Ora, non posso sbilanciarmi a promettervi le condizioni meteo ideali per la vostra gita, ma sappiate che un po’ di pioggia è tutt'altro che fuori contesto!

Paradossalmente se volete impressionare gli amici con dei souvenir moldavi di altissimo lignaggio, è qui che dovete venire! Potete tornare a casa con del pregiato caviale nero di beluga o con un cognac invecchiato 10 anni a prezzi ben diversi dai listini a cui siamo abituati. Tra le molte floride attività "nascoste" tra i palazzoni sovietici della Transnistria, infatti, ci sono anche Aquatir e Kvint che producono rispettivamente caviale di alta qualità e Divin (il nome locale del cognac che si può chiamare così soltanto in Francia nell’omonima località). La visita di entrambe le aziende è molto interessante per scoprire cose inimmaginabili sui processi produttivi - avete mai visto fare un’ecografia a uno storione? Appunto! - ma le degustazioni a conclusione dei tour rimangono i miei momenti catartici. Vorrei sapervi descrivere l’odore di una stanza di invecchiamento del Divin, così pungente e corposo che inebria ad ogni respiro. Ma temo sia una di quelle cose preziose che scoprirete davvero solamente andando sul posto. In compenso posso rivelarvi la mia scoperta del giorno: sappiate che il quantitativo giusto di liquore da bere è tale per cui rovesciando il bicchiere in orizzontale, il liquido non tracima. L’occhio inganna, vi sembrerà pochino, ma data l’intensità effettivamente è perfetto

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