Minsk, il fascino sovietico

Una città che non rinnega il suo passato, con grandi strade ed edifici molto grigi e molto sovietici, ma alcuni angoli unici al mondo ed emozionanti

  • di Elle67
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

È bella Minsk? Difficile rispondere a questa domanda con un sì o con un no. Da un paio d’anni sto girando diversi paesi ex URSS. Un po’ perché del resto dell’Europa ho già visto molto, un po’ perché li ho sempre evitati ritenendoli freddi e grigi e un po’ perché credo che inevitabilmente questi paesi saranno diversi tra 5/10/15 anni, e vanno visti al più presto.

La Bielorussia si è da poco aperta al turismo, fino a un anno fa era obbligatorio il visto e oggi non lo è più, era giusto premiare la loro buona volontà, e quindi si prenota e si va!

Il primo impatto è difficile. L’ufficio turistico dove comprare la mitica “Minks Card” è imboscato nel cortile interno di una stradina secondaria e l’unico dipendente è un ragazzino, sulla cui maggiore età non scommetterei, che per attivare la carta deve cercare le istruzioni e spacchettare un telefono che, è evidente, non ha mai usato. Ma è gentile, disponibile e non si ferma davanti alle difficoltà, alla fine ci consegna le nostre Minsk Card. Le cartine cartacee che ci mette in mano sono tante ma in nessuna sono segnati i trasporti pubblici, neanche le stazioni della metro, e la cartina degli autobus non esiste. Internet è inaccessibile per noi italiani se non si vuole spendere una cifra assurda. Le scritte sono in russo e bielorusso, in pochissimi parlano inglese e la città è grande, le strade sono lunghissime e larghissime, anche attraversarle è un’impresa. La prima mezza giornata è abbastanza sconcertante. Fortunatamente la sera ci riprendiamo mangiando un filetto eccezionale (scelto perché praticamente tutto il resto del menù era esaurito) con un sottofondo di musica dal vivo che poteva essere meglio, ma era oltre le nostre aspettative.

Il giorno dopo iniziamo con un free walking tour (trovato su facebook) organizzato da giovani ragazzi volontari che in un paio d’ore ti fanno vedere la parte vecchia della città (quello che hanno ricostruito dopo incendi e bombardamenti) e ti raccontano molte cose sulla storia e su quello che c’è da fare e vedere. Facciamo un giretto nella Trinity Hill, la piccola collina su cui si trova il Municipio (il tour parte ogni giorno alle 11 proprio davanti alla statua dell’uomo con la chiave della città), andiamo all’Island of Tears (un memorial per i soldati caduti in Afghanistan), passiamo dal Teatro Bolshoi (peccato non sia stagione…), dal Ministero della Difesa (non avremmo dovuto fotografarlo ma non doveva dircelo…) e poco più avanti la casa di Lee Oswald (io proprio non lo sapevo che avesse vissuto qui). Il tour finisce al Monumento della Vittoria con la fiamma eterna che immagino debba essere ottima per scaldarsi in inverno (un’ulteriore parte del monumento è nel sottopassaggio sotto alla piazza) e se c’è ancora bisogno di conforto basta entrare in quel fantastico negozio di alimentari (Karavai) in uno degli angoli della piazza; vende prodotti da forno tipici e vale la pena fare un giro per provare qualche specialità.

Davvero ottima esperienza, non solo vediamo già una buona parte di cose ma capiamo anche come muoverci! Li raccomando assolutamente, ti danno anche tanti consigli per ristoranti e shopping e ti parlano della gente, di come la pensano, di come vedono la storia. Anche una piccola lezione di russo e bielorusso è inclusa nel tour!

La nostra Minsk Card include anche i trasporti pubblici e li sfruttiamo alla grande, soprattutto gli autobus che sono illimitati. Purtroppo abbiamo solo 10 viaggi in metro, ma riusciamo a vedere le stazioni principali, alcune vanno viste, ne vale la pena, sono una versione un po’ più modesta (e molto più recente) di quella meravigliosa di Mosca. La metro è stata costruita negli anni ’80 ma sembra che abbia qualche decennio in più, l’hanno disegnata già vintage. Fa un certo effetto vedere un enorme fregio in bronzo con falce e martello circondato da due schermi piatti che trasmettono pubblicità… Non abbiamo una cartina degli autobus quindi li prendiamo un po’ a caso e quando vediamo che cambiano strada scendiamo e ne prendiamo un altro. Un metodo scientifico!

Un’enorme statua di Lenin si erge nella piazza omonima e devo dire che a me queste grandi statue comuniste piacciono, vado sempre a cercarle quando sono nell’Europa dell’Est. Non per motivi ideologici o politici, ma perché quando mi trovo lì davanti io inizio a sentire l’inno sovietico (senza dubbio uno dei più belli al mondo), percepisco l’orgoglio di quella che fu la grande URSS, la credenza in un’ideologia che per me in teoria è perfetta, ma ha fatto grandi danni quando hanno tentato di applicarla

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