Milano... mai vista!

Tour circolare dalla stazione Cadorna: il cuore della metropoli lombarda, tra palazzi, chiese e musei. Ingegno, innovazione e arte in una città (sorprendentemente) ad alta vocazione turistica…

  • di Syusy
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Così i materiali venivano scaricati nel porto proprio dietro il Duomo. Infatti da quelle parti c’è una via che ancora oggi si chiama via Laghetto, perché lì c’era il porticciolo per scaricare i marmi. Si è parlato tanto della costruzione delle cattedrali gotiche, ma la domanda è: perché fare delle cattedrali così grandi e imponenti? In questo caso lo sponsor, se così lo possiamo chiamare, era un signore, tal Galeazzo Visconti, che faceva il mecenate con l’intento di magnificare se stesso e il proprio casato.

Pomeriggio in Galleria

Bicicletta alla mano, attraverso la Galleria appena restaurata e d’un tratto mi ritrovo nel 1865: perché quando venne costruita era stata appena proclamata l’Unità d’Italia. L’architetto Mengoni propose una parte in stile neo rinascimentale con la volta superiore in ferro e vetro. In anticipo di un bel po’ rispetto al-la stessa Tour Eiffel, il geniale progettista utilizzò anche il ferro per modellare la sua opera. La sua intuizione fu quella di celebrare l’Italia unita con una soluzione che richiamasse l’idea dei mercati e, più in generale, delle architetture funzionali. Non poteva mancare la celebrazione del re Vittorio Emanuele II, a cui viene intitolata l’intera galleria, con lo stemma dei Savoia, compreso quello di Torino, diventato una vera attrazione. Sembra, ma non si sa chi abbia messo in giro la voce, che per avere un po’ di fortuna si debba calpestare lo scroto del toro: lo fanno in tanti, coreani, cinesi, indiani... chissà se funziona. Non si sa mai, così lo faccio anch’io... anche se è difficile riconoscere le parti intime, perché il via vai degli ultimi 150 anni ha prodotto una notevole usura. Adesso la galleria è piena di grandi marche di moda e ci sono tutti: Gucci, Armani, Vuitton e Versace. Avere uno show room qui è indice di grande prestigio, ma ricordiamo cos’era veramente la Galleria per i milanesi: è il posto dove si veniva a prendere il caffè e conversare. La Galleria nasce come collegamento ideale tra il Teatro alla Scala e la cattedrale. Ognuno di questi locali storici aveva il suo gruppo: intellettuali, politici e artisti, insomma, era il salotto culturale della città.

Un’istantanea del tempo ce la regala un quadro futurista di Umberto Boccioni, Rissa in Galleria, che “ferma” in un’immagine il fervore milanese prima della Grande Guerra. Naturalmente è qui che ci si dà appuntamento e io ne ho uno per un caffè con Massimiliano Taveggia, che di Milano riesce a interpretare lo spirito profondo e che deve suggerirmi una serie di idee e spunti per il mio giro. L’incontro non poteva che avvenire in Galleria, al famoso bar Camparino. Un luogo storico, dove si incontravano intellettuali e pittori. Venne aperto da Gaspare Campari quando fu inaugurata la galleria, nel 1867. Nacque in quel momento l’idea dell’aperitivo, ovvero che si potesse stuzzicare l’appetito prima di cena: è rimasto un rito tipicamente milanese, forse addirittura un brand della città. Dopo la merenda/aperitivo esco dalla Galleria in Piazza della Scala, dove trovo il monumento a Leonardo Da Vinci. Sarà un incontro ricorrente in questi giorni milanesi, ma anche l’obiettivo di una “caccia al tesoro”. Perché Milano è Leonardo e Leonardo a Milano è ovunque. Basta saperlo cercare!

La Chiesa di San Maurizio

Arrivata all’angolo fra Via Luini e Corso Magenta, eccomi alla Chiesa di San Maurizio. È stata ricostruita nel 1500, sopra un’antica chiesa paleocristiana

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