Micronesia, briciole di paradiso

Se mai c'è un angolo di paradiso in questo mondo, sta su queste isole in mezzo all'Oceano Pacifico

  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Micronesia, briciole di paradiso

Il titolo del diario, “briciole di paradiso”, è preso in prestito da un articolo pubblicato su una rivista di nautica una decina d’anni fa. Rende perfettamente l’idea di bellezza idilliaca che queste isole suscitano nell’anima del visitatore: se mai c’è un angolo di paradiso in questo mondo, sta qui in mezzo all’Oceano Pacifico. Il diario descrive un viaggio meraviglioso in 4 isole del Pacifico Occidentale che fanno parte della Micronesia: Guam, Palau, Yap e Pohnpei.

il viaggio

Raggiungere la Micronesia è lungo ma meno complicato di quanto si possa pensare. L’hub su cui programmare il viaggio è Guam, da dove partono i voli della United per tutte le isole micronesiane. Guam è facilmente raggiungibile da molti scali dell’Estremo Oriente: Manila, Seul, Hong Kong, Taipei, Tokio. Conteggiando i tempi di stop-over per gli scali, per raggiungere le isole della Micronesia ci vogliono circa 30 ore. Se la meta finale è solo Palau, si risparmi tempo perché ci si può arrivare direttamente senza passare da Guam.

I perseguimenti verso le isole della Micronesia sono realizzati con voli di collegamento della United. Sono quasi tutti voli notturni, a ore allucinanti tipo le 2 o le 3 di notte. Se vi capita una tratta diurna, per esempio una parte del mitico volo giornaliero UA 155 che parte ogni mattina da Guam e arriva a Honolulu saltarellando di isola in isola con scali a Chuuk, Pohnpei, Kosrae, Kwajalein e Majuro, scegliete assolutamente un posto di finestrino e tenete pronta la macchina fotografica o lo smartphone. Lo spettacolo degli atolli che scorrono sotto di voi, la visione delle lagune durante l’avvicinamento alle isole, è sublime in giornate di buona visibilità e dovete assolutamente immortalarlo.

Un’informazione importante sulla rete e le comunicazioni: a Palau e in Micronesia non sono stati stipulati accordi di roaming tra gli operatori telefonici italiani e quelli locali, per cui è impossibile fare telefonate regolari col cellulare. Skype e Whatsapp invece funzionano. Si possono comprare delle schede prepagate da 10 dollari, che consentono circa 40 minuti di telefonata in Italia da Palau e 30 minuti dalla Micronesia. Il Wi-Fi c’è dappertutto. Si può usare la connessione degli alberghi, che generalmente ha un segnale discreto nelle lobby ma insufficiente in camera. In alternativa, anche per internet ci sono delle schede prepagate che per 2 dollari consentono 1 ora di collegamento web. Ci sono degli internet points a 1 dollaro l’ora ma sono di una lentezza esasperante.

Il viaggio in Micronesia è stato pianificato personalmente da me e realizzato con il supporto della Pan Pacific Tours di Milano, www.panpacific.it.

micronesia

La parola “Micronesia”deriva dal greco (mikròs nésos) e vuol dire “isole piccole”. In totale sono 2141 schegge di terra, si cui solo 96 abitate, sparpagliate su quasi 20 milioni di kmq di acque, cioè il doppio dell’Europa. Ciò dà già l’idea delle distanze da percorrere.

Ne fanno parte gli arcipelaghi delle Marianne, le Caroline, le Marshall, Nauru, le Gilbert e le Sporadi Equatoriali. Politicamente alcuni territori sono stati indipendenti: Palau, Nauru, Kiribati, i Federated States of Micronesia, mentre altre isole sono controllate dagli USA come protettorato o con altre forme di giurisdizione territoriale.

GUAM – l’occhio di zio Tom sull’Estremo Oriente

Guam è la più meridionale delle isole Marianne e la più grande di tutta la Micronesia. Lunga 52 km e larga una decina, misura in totale 549 kmq (2 volte e mezzo l’isola d’Elba)

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