Diario del viaggio in Yucatan – Chapas 30 agosto / 20 settembre 2001 30 agosto ’01 Ore 18.40. Esco dal Pignone e mando subito un SMS a Francesco: “Sono in ferie!!”. Anche l’ultimo giorno di lavoro è stato massacrante, direi ...
Diario del viaggio in Yucatan – Chapas 30 agosto / 20 settembre 2001 30 agosto ’01 Ore 18.40. Esco dal Pignone e mando subito un SMS a Francesco: “Sono in ferie!!”. Anche l’ultimo giorno di lavoro è stato massacrante, direi fino agli ultimi 10 minuti.
Arrivo a MILANO sotto il diluvio che sono le 11 e mezzo di notte. Francesco arriva con “solo” qualche secondo di ritardo (il “solo” è a beneficio di quelli che conoscono Francesco!!). A casa sua ci sono anche la Serena e altri due amici. Rimango quindi sveglio fino verso le due trovando anche il tempo per farmi la barba e iniziare e rasarmi i capelli. Peccato che a metà si esaurisce la batteria e io non ho portato il caricabatteria. Devo finire quindi con il tagliabarba di Francesco ripromettendomi di raffinare il lavoro appena arriverò in Messico. Lui deve terminare ancora di preparare lo zaino e alla fine va a dormire dopo le 3.
31 agosto ’01 Alle 6 siamo già in piedi. Francesco non ha sentito la sveglia e siamo quindi parecchio sul frenetico. Prendiamo un taxi Fiat Multipla fino a LINATE.
Mentre aspettiamo l’imbarco dopo aver fatto il check-in, ci viene a chiedere una informazione IRENE, una messicana di CANCUN che è stata un mese a MILANO da uno che la doveva sposare. Invece è qui!! E’ una bella mora di 28 anni che si fa guardare moltissimo, per i capelli e gli occhi, ma soprattutto per il seno (porterà credo una 5° misura abbondante). In compenso ha anche una bella panciona e un culone non indifferente. A me non ispira molta simpatia mentre Francesco sembra molto colpito, ma non credo dai suoi occhi. Anche lei è diretta a CANCUN per cui farà tutto il viaggio insieme a noi.
A LINATE sul volo con noi ci sono anche due VIP: Wanna Marchi e la figlia (pensa che fortuna!!!).
Il volo fino a MADRID è uno spettacolo. Attraversiamo le Alpi, la Provenza, una grande città portuale che potrebbe essere MARSIGLIA. Una vista stupenda.
Arriviamo a MADRID puntualissimi verso le 10 e 30. Il volo transoceanico per MIAMI ci dovrebbe essere verso le 12 e 30. Ostentiamo entrambi sicurezza e tranquillità. Nessuno di noi due guarda con attenzione ora di imbarco e GATE. Giriamo per i negozi e ci riposiamo su una panchina. Verso le 11 e 45 decidiamo che è il momento di avviarci all’imbarco. Siccome siamo dei forti, e abbiamo ancora molta sicurezza, entriamo per sbaglio nella zona degli arrivi. Realizziamo quasi subito che non c’è nessuna via “regolare” per ritornare alle “partenze” e siamo così costretti a scavalcare un cancellino e a salire delle scale in senso vietato. Guardiamo il tabellone: “Volo Madrid-Miami ultima chiamata ore 12 imbarco GATE B e qualcosa. Sono le 11 e 55 e siamo nella zona D. Cominciamo a correre come matti ma qui a MADRID ogni zona è lunghissima e all’inizio della zona C io sono già stanchissimo e a corto di fiato. Con la forza della disperazione diamo fondo alle ultime energie: il nostro GATE sembra un miraggio. Finalmente lo raggiungiamo ansimanti e sudati fradici dopo la corsa a rompicollo per i corridoi dell’aeroporto. Per fortuna il volo è stato ritardato di 20 min per attendere una coincidenza; in realtà il vero orario di imbarco era le 11 e 40, ma di questo ce ne rendiamo conto solo adesso!! Il nostro stato d’animo è denso di sensazioni diverse; ci sentiamo un po’ miracolati, eccitati, spossati, sudati.
Siamo nel mitico JUMBO (Boing 747 Iberia). E’ enorme ma i nostri posti sono veramente stretti (siamo sulla coda). Il volo sull’oceano Atlantico si è rivelato lunghissimo. Ho trovato così il tempo per realizzare uno dei sogni che ogni uomo vorrebbe vedere un giorno esaudito: cacare a 10700 m di quota