Messico fai da te (ma con le 'dritte' giuste)

- ORGANIZZAZIONE VIAGGIO La parola Messico da sempre evoca cactus e sombreri, gli stereotipi per eccellenza, ma ripensando al nostro viaggio ricordiamo la natura rigogliosa tipica dei climi tropicali, le bellissime e misteriose piramidi e rovine Maya, ed i tanti ...

  • di Fio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

- ORGANIZZAZIONE VIAGGIO La parola Messico da sempre evoca cactus e sombreri, gli stereotipi per eccellenza, ma ripensando al nostro viaggio ricordiamo la natura rigogliosa tipica dei climi tropicali, le bellissime e misteriose piramidi e rovine Maya, ed i tanti volti scuri e sorridenti degli indigeni che incontravamo nei villaggi e lungo le strade. Ebbene si anche quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di fare un viaggio speciale che ci ha lasciato dei ricordi bellissimi e... circa un 420 foto scattate fra la mia reflex e la digitale dello Ste! Sugli antenati di questo popolo purtroppo si sa molto poco dato che gli invasori religiosi bruciarono ogni loro scritto per non lasciare traccia dei loro riti pagani, probabilmente avendo capito la loro importanza e potenza. E il mistero che pervade questo popolo, i luoghi e le loro opere dà ancora più fascino a ciò che vedremo! Il viaggio ci è stato magistralmente organizzato dal nostro agente di viaggi Massimo, il quale, avendo un corrispondente in Messico ed essendoci egli stesso già stato più volte, ci ha dato parecchi consigli e soprattutto ci ha prenotato alberghi comodi ed economici sempre in zona centrale, nonostante fosse stata nostra intenzione il classico viaggio fai da te, volo e avventura. Massimo inoltre ci ha proposto uno stupendo eco-turismo ‘fuori circuito’ nello stato del Tabasco dove abbiamo trascorso due giorni incredibili e avventurosi nella giungla, tra i più belli del nostro soggiorno! Ma iniziamo a tracciare la rotta: volontariamente abbiamo deciso di evitare sia Cancun che Città del Messico, troppo grandi e caotiche, per immergerci meglio nelle realtà rurali più tipiche di questo Paese. Per chi ha intenzione di fare come noi, attraverso il bellissima regione del Chiapas fino alle azzurre acque dei Carabi, ecco qualche utile consiglio su come affrontare il viaggio: - lasciate perdere i viaggi organizzati ‘a pacchetto’, che vi costano un sacco di soldi e soprattutto vi fanno vedere quello che vogliono loro (cioè il minimo indispensabile per farvi poi dire ‘Siamo stati in Messico!’), anche se l’agenzia viaggi sicuramente vi dirà che solo così si viaggia tranquilli senza problemi di lingua e senza rischi (?!).

- meglio spostarsi in auto: anche se le strade non sono esattamente come le highway americane, sono tutte comunque poco affollate e ci si muove con molta più libertà. Con l’autobus si dovrebbe risparmiare, anche se dei ragazzi che abbiamo incontrato lì e che viaggiavano con i bus dicevano che comunque i biglietti per lunghe percorrenze non sono proprio ‘a buon mercato’! Viaggiando con l’auto inoltre non si han vincoli di sorta perché tante sono state le tappe non previste lungo ilo percorso, ma certi luoghi meritavano una sosta. Inoltre si possono visitare comodamente i siti all’apertura, generalmente alle otto di mattina (con una ‘puntatina’ anche la sera prima in quanto spesso ci sono gli spettacoli di luci e suoni serali, molto suggestivi), e dopo due/tre ore di visita si può tranquillamente tornare in albergo, farsi la doccia e belli puliti e profumati bearsi, con un pizzico di goliardico sadismo, le espressioni spesso sconvolte dal caldo, dei turisti che scendono dai pullmoni dei tour organizzati passando dai 15°C condizionati ai 35°C umidi col sole a picco (ovviamente nel periodo luglio/agosto) - in luglio e agosto infatti fa molto caldo, quello bello umido, che difficilmente si può stare all’aperto senza diventare in breve tempo una sorta di carta moschicida... A proposito, per quanto riguarda le zanzare, ne abbiamo incontrate poche, anche in mezzo alla giungla, e per fortuna sono molto più lente e meno ‘assetate’ di sangue delle nostre fameliche zanzare tigre! - per quanto riguarda i voli aerei è meglio arrivare già direttamente in Chiapas (a Tuxla Gutierrez o Villahermosa) per poi risalire con l’auto verso il Quintana Roo e le bellissime spiagge nel Mar dei Caraibi per ritornare in Italia dall’aeroporto di Cancun. Abbiamo sentito di molti che prenotano sia l’andata che il ritorno da Cancun, dove dormono la prima notte per partire verso il Chiapas la mattina seguente con un volo interno di due o tre scali, perdendo così un giorno e pagando la notte in più che si è costretti a fare a Cancun... Ha poco senso ma a voi l’ardua scelta! - possibilmente cercare di essere quasi sempre, per quanto possibile, sorridenti e specificare che si è italiani; i messicani infatti odiano gli americani (i ‘gringos’) e soprattutto il loro modo di fare da ‘conquistadores’ (militari con tanto di divisa e mitra ci hanno fermato a due posti di blocco intenzionati a rivoltarci l’auto, e per fortuna dopo la precisazione della nostra italica provenienza e due battute in italo-spagnolo erano tutti lì che ci spiegavano la strada e poi ci salutavano sorridenti con la manina alzata, e mitra a terra augurandoci buon viaggio!...) - L’auto: prenotatela pure quando arrivate. Lo sapevamo già ma il nostro agente di viaggio ha insistito per prenotarla comunque dall’Italia per cercare di non farci pagare il famigerato drop-off cioè la tassa che si paga quando si riconsegna l’auto in un altro stato (in questo caso da Tuxla-Guttierrez a Yucatan). Questa tassa poi abbiamo dovuto pagarla lo stesso, e pure bella salata (anche se al momento sono in corso procedure di recupero...); per il resto comunque quando atterrate ci sono tutti i banconi del noleggio auto (Hertz, Alamo, Executive, etc.) e si può fare tutto al momento

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