Mexico e Guatemala tra Maya e realtà

MEXICO 28 Dicembre 2004 Dopo quasi nove noiosissime ore di volo sul Milano - New York e altre quattro e trenta, dormite quasi per intero, ecco Mexico City! La città si stende sotto di noi con tutta la sua grandezza, ...

  • di DanieleSSL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

MEXICO

28 Dicembre 2004 Dopo quasi nove noiosissime ore di volo sul Milano - New York e altre quattro e trenta, dormite quasi per intero, ecco Mexico City! La città si stende sotto di noi con tutta la sua grandezza, un brulicare di luci a tratti ordinate e a tratti disordinate come un enorme tappeto ci attende immobile ma vivo e pulsante.

Il nostro primo impatto con questa città lascia a bocca aperta, e forse ancor di più perché qui inizia il nostro sogno messicano!! Dopo aver ritirato i bagagli e sbrigato le pratiche per l’immigrazione, seguendo il consiglio delle guide, soprattutto se si giunge qui di notte, prendiamo un taxi autorizzato, questo non senza incappare subito nella prima gaffe con il portaborse alcolizzato che ci carica la valigia sull’auto, e che io avevo scambiato per l’autista! Mentre ci dirigiamo verso l’Hotel Metropol, con un misto di gioia e timore nel cuore, i finestrini del taxi ci offrono un primo fugace assaggio della città, che per quanto se ne dica, di notte non ha poi un aria così sporca e caotica come ci si potrebbe aspettare. Dopo una quindicina di minuti arriviamo davanti all’ingresso del Metropol e nell’aria fresca della sera ci infiliamo in hotel per recuperare le forze psico-fisiche perse nel lungo viaggio di trasferimento dall’Italia.

29 Dicembre 2004 Un po’ il fuso orario, un po’ la voglia di scoprire questo nuovo mondo, ma alle sette e trenta del mattino siamo già in piedi e pronti a vivere il nostro primo giorno messicano. L’aria del mattino è ancora parecchio frizzante, prendiamo subito un taxi e ci dirigiamo verso il terminal TAPO, dove prenotiamo 2 posti per Oaxaca sul bus di prima classe delle ore 17.00.

Facciamo una breve colazione a base di caffè nero americano e qualche dolcetto da panetteria, da qui al volo sul metrò che in poche fermate e soprattutto in pochi minuti ci porta al Terminal Norte, arriviamo giusto in tempo per salire su di un bus in partenza per il sito archeologico di Teotihuacan. Solo in seguito scopriremo che tutto questo correre e fare indigestione di luoghi, suoni e colori, sarà la caratteristica principale del nostro viaggio, forse anche per questo le emozioni nel ripensarlo e scriverlo sono quasi più forti che nell’istante stesso in cui sono state vissute. In circa cinquanta minuti ci troviamo davanti all’ingresso di questo magnifico luogo che a lungo abbiamo sognato e immaginato, il sole comincia a fare sul serio e dopo una fugace occhiata al tempio di Quetzalcoatl ci incamminiamo sulla “Calzada de los muertos” che ci porterà ai piedi della piramide del Sole prima e di quella della Luna poi.

Giunti ai piedi della prima alziamo lo sguardo; il colpo d’occhio è impressionante, quest’ opera persa nel tempo che si staglia contro il cielo terso lascia a bocca aperta. Ai suoi piedi venditori di souvenir messicani si mescolano con i turisti e con persone in meditazione, trasportati da questo brulicare di gente iniziamo a salire. Fortunatamente il calore del sole è mitigato dall’aria, che qui a quasi 2500 metri di altitudine è ancora fresca, a dire la verità il fatto di essere in quota si fa sentire e il nostro respiro si fa sempre più affannoso a mano a mano che saliamo i gradini. La salita è talmente colma di persone che sembra di vedere un unico grande serpente colorato fatto di donne, uomini, bambini, e che pulsa da terra fino alla vetta. Dopo qualche sosta per ammirare il paesaggio e per riprendere fiato arriviamo finalmente in vetta, ci sediamo per riposare e per meditare sulla grandezza di questa opera, sugli eventi accaduti in un lontano passato e che ormai solo le pietre di questi monumenti con il loro eterno silenzio possono raccontarci stimolando la nostra immaginazione e rendendo tangibile la sensazione di essere solo un granello di sabbia nella infinita linea del tempo e della storia! La discesa risulta molto più rapida della salita e non sembra eccessivamente pericolosa così in pochi minuti siamo pronti per riprendere il cammino sulla Calzada e dirigerci verso la piramide della Luna. Il cammino è pieno di venditori ambulanti e scopriamo ben preso che se non vengono evitati subito, con cortesia ma anche fermezza, è poi molto difficile scrollarseli di dosso! I prezzi di partenza sono sull’ordine dei 300-350 Pesos per le cose più semplici, anche se poi scendono in fretta quando vedono che non mostriamo molto interesse per la loro merce. Arrivati ai piedi del monumento iniziamo subito la salita, a differenza dell’altra è più breve ma molto più ripida. La vista dalla vetta è veramente spettacolare, essendo posizionati perpendicolarmente alla Calzada da qui la si può ammirare in tutta la sua lunghezza

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