Messico: tra le rovine nascoste e il mare

Un viaggio dell'anima... on the road: tra le rovine e i colori dello Yucatan e del Chiapas

  • di Luna2018
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

25-29/03/2018

Viaggio perfetto da Roma Fiumicino con Alitalia e diretto (partenza 10.25 arrivo ora locale 15.45).

26/03/2018

Alloggiamo a “Casa San Ildefonso”: un piacevole ostello, un’oasi di pace in mezzo a una città abbastanza caotica, popolato da giovani di tutte le nazionalità eccetto italiana (ah!ah!). Città del Messico è una metropoli con tutte le sue bellezze, le sue contraddizioni, il suo caos. Lo Zocalo è bellissimo, una piazza enorme (Plaza de la Constitution) e pulitissima di fronte alla maestosa e un po’ cupa Cattedral Metropolitana, contornato dal Palacio National immenso e austero e poco distante le rovine maestose del Templo Mayor, unica testimonianza del passato azteco della Ciudad. Gli spagnoli infatti, dopo la conquista, hanno ricostruito interamente la città distruggendo l’antica città azteca di Mexico-Tenochtitlan nel 1521 e nell’aria si respira ancora la sua antica forma.

Abbiamo girovagato percorrendo la strada pedonale di Avenida Madero fino alla Torre Latina con una piacevole sosta per ammirare le opere di Dalì. Nel percorso abbiamo casualmente incontrato La Casa de Los Azuleyos un palazzo molto bello impreziosito da mattonelle colorate. Ci siamo spinti fino al Parco dell’Alameda con il Museo delle Belles Artes. Un salto al centro artigianale de la Ciudadela e Piazza San Domingo con le bancarelle… degli scrivani pubblici! Ancora un po’ di energie per arrivare a Piazza Garibaldi un tempo nella parte malfamata del centro storico oggi riqualificata con tanto di musica dei mariachi con i loro abiti tradizionali (bianchi o neri a seconda della provenienza regionale). Il nostro primo pranzo messicano è stato a Los Cocoyos, una tacheria all’aperto dove si mangia, in piedi naturalmente, una tacos di carne molto unta ma molto buona. Altra sosta al Cafè de Pavo (tacchino selvatico) con vari panini sempre di volatili. Ottima cena all’osteria di Santo Domingo con il piatto forte (Chile en nogado): un enorme peperoncino ripieno di carne macinata, frutta secca, e affogato di salsa di noci. Eccoci in Messico!

27/03/2018

Sveglia presto e con la metro al Museo Antropologico: bellissimo. Ci sono reperti aztechi, maya e le culture pre-ispaniche (le grandi teste Olmeche) e i ritrovamenti nel sito di Teotihuacan che visiteremo nei prossimi giorni. Insomma, 5 ore di pura bellezza! Al rientro una sosta al Templo Mayor con annesso il Museo che si integra nella piazza… anzi ne fa da padrone. Cena al Cafè Popular nato come pasticceria dalle enormi paste ma con cucina annessa.

28/03/2018

Giornata strana: bella e impegnativa. Con un piccolo gruppo organizzato abbiamo fatto la gita trovata nel nostro ostello al sito di Teotihuacan con le piramidi del Sole e della Luna: stupende e maestose nella loro sfida al cielo. Dall’alto della Piramide del Sole con i suoi 248 scalini e… un’ora di fila per arrivarci (sob!) un panorama mozzafiato sulla Calzada des mortes, sulla ciutadela e sulla Piramide della Luna (un po’ più bassa e non scalabile fino alla cima). La nostra guida è un antropologo, anarchico, socialista e massone, molto particolare e anticlericale. Bella esperienza la chiacchierata con lui… in spagnolo! Prima di arrivare al sito ci ha portato a vedere La Piazza delle tre culture (azteca, ispanica e moderna) e una cooperativa di artigianato nota per la lavorazione dell’ossidiana (bellissima pietra nera) e la produzione di Tequila estratta dalla pianta dell’agave che viene utilizzata anche per creare tessuti e carta… le piante sono incredibili! Bevuta di Tequila bum bum con il sale e il lime… a stomaco vuoto! Dopo il sito sulla via del ritorno siamo arrivati alla Basilica di Nuestra Senora de Guadalupe. In una stessa area convivono l’antica basilica che sta’ sprofondando e la nuova: un edificio assurdo che accoglie un numero impressionante di fedeli tanto da mettere al suo interno… un tapirulan per velocizzare il passaggio dei fedeli di fronte alla effigie della Madonna… incredibile!

La sera volevamo andare a vedere uno spettacolo al teatro che si trova all’interno del Palacio de Bellas Artes ma non c’era posto. Peccato! In compenso però abbiamo visitato il Museo gratis. Molto bella la sua struttura liberty e il murales che Diego Rivera produsse per il Rockfeller centre di New York e che venne distrutto in quanto lui non volle eliminare il viso di Lenin al suo interno. Tornato in patria lo rifece: ”l’uomo nel crocevia dei cammini”… bello ma inquietante. Cena con caffè latte e pan dulce al Cafè popular

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