Alla scoperta dei Maya

Viaggio in completa autonomia tra spettacolari piramidi Maya, paesaggi mozzafiato, autentiche bellezze della natura, cenotes e tante persone, sempre sorridenti e disponibili

  • di dariaegiorgio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

23/12/2016

Quest’anno abbiamo deciso di cambiare completamente meta per le nostre vacanze. Non ci muoveremo più verso l’Oriente, come in passato, ma scegliamo di esplorare e conoscere nuovi luoghi. Per la prima volta atterreremo in America, precisamente in Messico, terra che da sempre ci ha incuriosito, in modo particolare per quanto riguarda le rovine Maya. Partiamo dall’aeroporto di Torino Caselle e facciamo uno scalo a Madrid. Poi finalmente l’imbarco per il volo intercontinentale! Trascorriamo le dodici lunghe ore di viaggio, mangiando e intrattenendoci con i film, ma purtroppo dormiamo poco. Un altro scalo a Città del Messico e con un breve volo raggiungiamo Cancun. Qui ci aspetta un piccolo aeroporto, dove troviamo senza difficoltà l’agenzia presso la quale avevamo prenotato via Internet, l’auto. Ci viene consegnata una signora macchina: una Hunday Elantra con il cambio automatico che ci accompagnerà in tutta la nostra avventura in Yucatan e Chiapas. Il contachilometri segna 31.280 km. Giors, mio marito, nell’arco di pochi chilometri prende la mano con il cambio automatico e riesce a guidare con disinvoltura! Eccoci giunti a Valladolid, la nostra prima meta del viaggio. Raggiungiamo a piedi il centro dove ceniamo in un locale tipico, a base di tacos. Gironzoliamo nella piazza centrale, ma alle 21.30 decidiamo di far rientro in camera, perché siamo veramente stanchissimi!

25/12/2016

Questa mattina partiamo per la nostra prima visita ad un sito Maya: Ek’ Balam. Per errore, anziché al sito archeologico, arriviamo nell’omonimo villaggio e scopriamo ben presto di essere gli unici turisti. La visita è interessante: intorno a noi abitazioni tradizionali, donne intente al lavoro al telaio e bimbetti che girovagano senza meta. Poco distante si trova il sito archeologico; iniziamo incuriositi la nostra visita. Immersa nella vegetazione, si trova l’Acropolis nella quale sorge l’imponente piramide. Con i suoi 114 scalini ripidissimi e faticosissimi, raggiunge i 32 metri d’altezza. Nella parte in alto sono riprodotte le immense fauci di un giaguaro: impressionanti! La nostra prima esperienza Maya ci entusiasma, ma viene interrotta da un piccolo acquazzone tropicale. Nel pomeriggio raggiungiamo i Cenotes di Dzitnup: un autentico prodigio della natura! Entrambi sono spettacolari e affollati di persone che vi fanno il bagno, ma a me personalmente incutono paura. Per raggiungerli si percorre una ripida scalinata. Il primo è una vera e propria piccola grotta con stalattiti e radici di piante che scendono fino al livello dell’acqua. Il secondo è più grande e più arioso, ma non m’invoglia comunque a tuffarmi. Continuiamo il nostro viaggio con meta Pistè, nei pressi di Chichen Itzà. Ci fermiamo subito presso il sito, per informarci sullo spettacolo “Suoni e luci” della serata. Dopo una coda lunghissima, otteniamo finalmente i due biglietti. Ormai si è fatto tardi e quindi decidiamo di restare nel sito. Gironzoliamo tra le numerosissime bancarelle per turisti, anche per ingannare il tempo. L’attesa per assistere allo spettacolo è interminabile; inspiegabilmente, pur avendo il posto prenotato, ci fanno mettere in coda e vi restiamo per oltre un’ora. Poi, finalmente, si può entrare; abbiamo ancora la possibilità di fare il giro completo intorno al El Castillo, unico monumento illuminato, da luci cangianti, nella notte buia. Ecco che il suggestivo spettacolo, di 45 minuti circa ha inizio: gli effetti di luci fanno incendiare le antiche pietre Maya, ipnotizzando noi spettatori con luci, suoni e colori che rievocano il mondo degli antichi abitanti della città. Stupefatti e meravigliati, ci avviamo verso l’uscita e veniamo assaliti dai venditori. Questi richiamano l’attenzione dei turisti con un particolare souvenir che riproduce alla perfezione il verso del giaguaro, ma incredibilmente riusciamo a non acquistare nulla. Raggiungiamo il nostro hotel e ci sistemiamo, facciamo una rinfrescante doccia e andiamo a dormire

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