Messico, tour di Yucatan e Chiapas, immersioni in Belize e nord del Guatemala

Viaggio on the road (con autobus e colectivi) zaino in spalla in Messico, Belize e Guatemala. I siti Maya di Palenque e Tikal, le cittadine coloniali e gli incredibili fondali del Belize con l’immersione nel Blue Hole a 40 metri

  • di Saretta080
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

MESSICO

Dopo alcuni anni di Sud-est asiatico, e un assaggio di Africa, decidiamo di tornare in Centro America; abbiamo a disposizione 26 giorni di ferie, che suddivideremo tra Messico, Belize e Guatemala.

Essendoci attardati troppo, fatichiamo a trovare un volo per luglio al di sotto dei 1000€ e alla fine ci rassegniamo a spendere 1150€ di un volo Alitalia/Delta per Cancun.

La prima settimana di vacanza la dedicheremo alla riviera Maya, da Isla Mujeres a Tulum, per poi spingerci a sud fino al confine con il Belize.

ISLA MUJERES: 26 luglio - 27 luglio

Atterrati a Cancun ci dirigiamo a Puerto Juarez per prendere il catamarano Ultramar per Isla Mujeres. E’ già tarda sera, ma fortunatamente le barche partono fino alle h 23. La traversata è breve, 30 minuti, sbarchiamo a Isla Mujeres e prendiamo un taxi per andare alla ricerca della nostra sistemazione. Dall’Italia mi ero annotata i nomi di qualche hotels, ma purtroppo la mia prima scelta, Casa Ixchel, ma anche tutte le altre, non hanno camere disponibili. Ci affidiamo al taxista e dopo un’ora di tentativi troviamo una stanza da Cabañas Maria del Mar. La struttura è un po’ vecchiotta, ma i bungalows sono molto carini e la posizione è ottima, direttamente su Playa Norte e all’interno del paesino. Isla Mujeres è lunga appena qualche chilometro, la maggior parte degli hotels (molti dei quali purtroppo sono antiestetiche palazzine a più piani) sono concentrati nei dintorni di Playa Norte, un’incantevole spiaggia bianca di fronte ad una laguna azzurrissima. Allontanandosi dal paesino si trovano strutture molto carine e caratteristiche, ma affacciate sulla scogliera e senza spiaggia. Staremo a Isla un paio di giorni per riprenderci dal fuso orario. Trascorriamo il nostro tempo in spiaggia, a mollo nella laguna, un vero paradiso, fino all’ora di pranzo: a partire da quel momento in avanti si scatena l’inferno; arrivano diversi yachts carichi di messicani, si ancorano a pochi metri da riva, sparano musica disco a tutto volume e bevono tequila. La situazione rimane invariata fino al tramonto, quando i turisti messicani rientrano a Cancun e cala nuovamente la quiete. Con il motorino facciamo il giro dell’isola e vagliamo le possibili attività da svolgere, tra le quali nuotare con i delfini e con gli squali nutrice, ma non abbiamo nessuna intenzione di incentivare questo tipo di turismo; l’unica escursione davvero allettante è la giornata di snorkeling alla ricerca degli squali balena, di passaggio in questo periodo dell’anno nelle acque fronte Isla. Il costo elevato dell’escursione però ci frena e decidiamo di risparmiare per le immersioni che faremo nei giorni seguenti. Il paesino la sera si anima, ristoranti, locali e negozietti di artigianato locale si susseguono e l’atmosfera è molto piacevole.

Lasciamo questo angolo di Messico, sicuramente il più turistico, e proseguiamo per Tulum. Ritorniamo a Cancun, ma prima di prendere l’autobus per Tulum, trascino Enri in un estenuante giro per centri commerciali alla ricerca di un obiettivo per lo scafandro subacqueo della nostra macchina fotografica, che aimè abbiamo dimenticato a casa. Purtroppo non riusciamo a trovarlo e così dovremo rinunciare alle foto subacquee…cerco di farmene una ragione.

TULUM: 28 luglio - 30 luglio

Sperimentiamo il primo degli innumerevoli autobus che prenderemo in questo viaggio, Cancun - Tulum, della compagnia ADO. Sono stupita dalla puntualità e pulizia del mezzo e in poco più di 2 ore siamo a Tulum. Ci facciamo portare in taxi a Playa Paraiso, la paradisiaca spiaggia bianca che entrambi ricordavamo da un precedente viaggio in Messico. Fortunatamente, a differenza di Isla Mujeres, a Tulum non hanno costruito ecomostri, ma deliziose strutture di bungalows perfettamente intonate con l’ambiente circostante. Scegliamo di soggiornare da Zazil Kin, ex Don Armando, e ci ritroviamo in un’incantevole capanna rotonda con il tetto di foglie di palma, estremamente spartana all’interno, con solo un letto, un tavolino, un lavandino e il bagno all’interno dell’armadio, ma pulita. Il resortino è molto carino, i bungalows sono costruiti sulla sabbia in mezzo alle palme, come anche il tipicissimo ristorante, il baretto in spiaggia con le amache e le altalene e qualche lettino e ombrellone a disposizione degli ospiti. Senza dubbio il costo delle camere è un po’ eccessivo per il servizio offerto, a partire dall’elettricità garantita solo la notte, ma siamo su Playa Paraiso, una delle spiagge più belle del Messico, forse la più bella. Purtroppo nei nostri 3 giorni di permanenza a Tulum, Playa Paraiso non è al massimo del suo splendore, una fitta coltre di alghe rossicce la invade; ci spiegano che si tratta di un fenomeno stagionale causato, forse, dall’innalzamento delle temperature oceaniche. Nonostante lo sforzo dei locali per ripulire la costa, le alghe continuano ad arrivare dal mare, depositandosi a riva, rendendo l’acqua marrone e impedendo ai turisti di ammirare i fantastici colori del mar dei Caraibi; purtroppo non si riesce nemmeno a fare il bagno. A Tulum solitamente si sta in spiaggia e si vanno a visitare le famose rovine Maya che si affacciano sul mare; ma dato che non è possibile fare il bagno e le rovine le avevamo già visitate anni fa, affittiamo il motorino e andiamo ad esplorare altri tratti di costa, nella vana speranza di trovare almeno un pezzetto di mare libero dalle alghe. Niente da fare: le alghe sono ovunque

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