Messico e Guatemala: la nostra prima volta in Mesoamerica

Mesoamerica, quasi per caso…

  • di maururu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ci sono viaggi, luoghi, che irrompono nel cuore e nella mente. Subito. In maniera quasi violenta. Buona parte dell’Asia rientra, per noi, in questa categoria. Altri viaggi lasciano un seme che lentamente matura, cresce e si trasforma in un ricordo unico. Un’emozione che viene progressivamente assimilata e metabolizzata, risultando in un mix quasi malinconico di sensazioni e immagini. Qualcosa che si ha voglia di provare un’altra volta. Un esempio, per noi, è l’India.

Nel caso del Mesoamerica non c’è stato amore a prima vista. E’ stato interessante, abbiamo ammirato alcune bellezze uniche e vissuto esperienze che ci rimarranno dentro, ma non abbiamo avvertito quella chimica viscerale che ci pervade quando respiriamo l’aria di altri luoghi. Non escludiamo, anzi speriamo, che Messico e (con maggior probabilità) Guatemala, abbiano lasciato il proprio seme… e chissà che in futuro non si manifesti la voglia di tornare in questa parte di mondo.

Ma procediamo con ordine e iniziamo a raccontare la nostra esperienza di viaggio…

Mesoamerica, quasi per caso…

Gennaio. Appena rientrati dalla Thailandia.

Volete che non inizi già la ricerca dei voli estivi!?

Ci piacerebbe tornare in Indonesia: Flores e Komodo. Purtroppo però i prezzi dei voli sono inaspettatamente alti (se paragonati a quanto spendiamo normalmente per andare in Asia). Così decidiamo di rimandare l’Indonesia e di cambiare completamente meta. La ricerca è breve, l’occhio cade subito sui voli per il Messico! Partiamo il pomeriggio del 2 agosto da Torino con volo AirFrance. Abbiamo 2 scali (Parigi e NY) e il primo è molto breve, quindi, onde evitare perdite di bagagli (cosa molto probabile) partiamo con i soli zaini come bagaglio a mano. Alle 5 del mattino del 3 agosto atterriamo a Città del Messico. Inizia il nostro vagabondare!

3-4 agosto: Città del Messico

Città del Messico è smisuratamente enorme, ce ne rendiamo conto già dall’aereo. Sorvoliamo le luci metropolitane per una buona mezzora, prima di atterrare…senza comunque riuscire a vedere la fine della città!

Cambiati pochi euro, prendiamo un taxi che ci lascia in hotel, nei pressi dello Zocalo. Comodo ma non particolarmente carino.

E’ mattino presto, ancora buio, le strade sono deserte e non trasmettono certo una sensazione di sicurezza. Ci accomodiamo quindi in terrazza, sul tetto, dove passiamo qualche ora, mentre il sole sorge e la città inizia a svegliarsi in un’alba piuttosto fredda e umida.

Il nostro giro mattutino parte dallo Zocalo, l’enorme piazza principale, che sorge sopra i resti dell’antica capitale azteca Tenochtitlan. La piazza è quasi interamente occupata da alcuni tendoni e dall’accampamento di alcuni insegnanti che protestano contro il governo.

La città si presenta con il suo tipico caos già dal mattino!

Visitiamo la Cattedrale e il Templo Mayor. Purtroppo il Palacio National è chiuso e quindi non potremo vedere i murales di Diego Rivera.

Il Templo Mayor (con il suo piccolo museo) è un sito interessante, un primo assaggio di storia antica nel pieno centro cittadino. La posizione è quasi simbolica, un grande scavo accanto all’imponente cattedrale, al confine con la grande piazza dalla forte (inevitabile) influenza spagnola. Come a dire: la riscoperta di un’antica e affascinante cultura, accanto all’imponenza di un colonialismo a cui, in passato, aveva dovuto soccombere.

Passeggiamo un po’ tra le vie limitrofe allo Zocalo, senza innamorarcene, fino al primo pomeriggio, quando decidiamo di sperimentare la metropolitana per andare al Museo di Antropologia

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