Un mese in Messico

Girovagando dalla costa del Pacifico alla penisola dello Yucatan

  • di pipa61
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Hola, siamo finalmente arrivati a Città del Messico! Dico finalmente, perché il volo è stato lunghissimo ed estenuante. Roma-Madrid in 2.45 ore su un aereo per carità puntuale, ma sembrava di viaggiare su un autobus per di più datato. Il secondo volo è stato veramente infinito, specialmente per il mio compagno che non ha neanche dormito. Io avevo una specie di sonnifero e per gran parte del volo sono stata mezza rimbambita dal sonno. Ci aspettavamo un aereo più moderno per una tratta di ben 12 ore e invece non c'erano schermi singoli sui sedili ma solo pochi schermini minuscoli dai quali si poteva, ahimè, vedere soltanto vecchi film in inglese. Bene o male, anche senza nicotina e ingozzandoci di schifezze, siamo arrivati in orario al Distrito Federal (Città del Messico). All’arrivo ce la siamo presa comoda e abbiamo per fortuna trovato le ns.valigie belle e pronte ad attenderci in terra nel bel mezzo di un’enorme sala vuota. Ci siamo messi alla ricerca di un taxi autorizado (avevamo letto della pericolosità di viaggiare su taxi non certificati per via delle rapine a danno dei turisti) e ci siamo fatti portare in centro per la cifra di 235 pesos(15 euro).

Prime impressioni: 1) l'aeroporto è vicinissimo al centro, 5/10 minuti senza traffico e il doppio, ci dicono, alle 19.00 all’ora di punta, ma tutto questo traffico non sembra esserci, 2) al d.f. mi aspettavo un bagliore e un frastuono incredibili, e invece l'illuminazione è bassissima se non inesistente e si ha l'impressione di essere nella periferia di Cuba. Persino lo zocalo è così, abbastanza deserto e buio. 3) avevamo letto che Città del Messico era una città, se non la città più inquinata del mondo, eppure questa cappa di smog non l’abbiamo né vista né avvertita durante i quattro giorni che siamo rimasti. Ammettiamo pure che all’arrivo ero bella stralunata, ma non mi ha fatto l'impressione di una città vitale e caotica di 22 milioni di persone. Nel nostro albergo Holiday Inn Zocalo, prenotato dall’Italia, abbiamo preso possesso di una camera graziosa ma con un letto davvero “ristretto “ da lillipuziani, e abbiamo pensato di cenare sulla terrazza panoramica. Che dire, il panorama da lassù era stupendo, avevamo scelto questo hotel non proprio economico per questo motivo, eravamo praticamente sospesi sopra la piazza principale, solo che era tutto talmente buio e silenzioso da ricordare l’ora di coprifuoco. Ma sarebbe stato così ancora per poco, perché come avremmo scoperto l’indomani, i messicani si sarebbero scatenati a più non posso per i festeggiamenti del Dia de los Muertos, una specie di Halloween non allegra, ma allegrissima.

Ma ritorniamo all’atmosfera del ristorante del Holiday Inn Zocalo. Praticamente ci siamo seduti al tavolo immersi in una oscurità quasi totale. Quando, presi dal panico, ci siamo chiesti, cosa mai avremmo potuto ordinare al buio (come se con la luce potessimo capire qualcosa del menù in spagnolo), ecco che arrivava il cameriere con le pile. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, poi però siamo di nuovo piombati nello sconforto alla scoperta che la pila era minuscola e che ce ne doveva bastare una in due. Vi lascio immaginare che schifezza ho ordinato. Il mio compagno se l’è cavata con una cosa semplice simile a bistecca e insalata, mentre io che non volevo fare la turista, ho ordinato qualcosa che sembrava etnico e mi è arrivata una enchilada con mole, piatto che odierò per tutta la vacanza e che purtroppo assaggerò per sbaglio in un altro ristorante bio di San Cristobal de las Casas. Praticamente degli involtini fritti di pollo (la carne sembrava stoppacciosa e veramente pensavo che fosse piccione?), il tutto immerso in una quantità inverosimile di sugo rosso/marroncino dal sapore indefinibile. Non paga, ho ordinato un altro piatto, pensando che quello che mi avevano fatto passare per entrantes, fosse nella quantità, un semplice antipasto. Niente di più falso! Con la panza che scoppiava ho poi dovuto ingoiare dei camarones alla Nueva Orleans, che altro non erano che gamberoni affogati nella salsa Worcester. Superato questo iniziale impatto catastrofico con il cibo, siamo poi tornati in camera e ci siamo fiondati nel letto stravolti dalla stanchezza. Improvvisamente, quella notte, ci siamo alzati simultaneamente alle 3 e siamo rimasti svegli sino a quando non hanno aperto il ristorante per la colazione (7.00 a.m.) Sarà per il fuso, sarà che non riuscivo a digerire le schifezze della cena, ho approfittato dell’alba per navigare su internet, ma ecco la prima nota dolente: non riuscivamo a collegarci con la password fornitaci dal hotel. Il giorno dopo avremmo scoperto che l’impiegato non ricordandosi che entravamo nel mese di novembre, ci aveva dato una password vecchia. Comunque, sorpresa gradita, l’Holiday Inn Zocalo ci avrebbe offerto una buona colazione abbondante e varia che ci sarebbe bastata come pranzo

  • 16916 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social