Il nostro Messico on the road

Tour fai da te della confederazione messicana con visita di alcune città, siti archeologici e i tre mari.

  • di diabolikdaFraveggio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest'anno la meta che ci ha portato lontano dal gelo trentino per un mesetto è stata il Messico, come d’abitudine affrontato in versione on the road. Partenza con le pile davvero scariche il 2 febbraio da Verona destinazione Mexico City con scalo a Parigi. Volo operato da Airfrance in collaborazione con Aeromexico. All'arrivo, stanchi per le lunghe ore di volo, ci siamo concessi un taxi per giungere all'albergo "San Diego" in pieno centro storico e a due passi dalla metro, prenotato da casa, dribblando a piè pari la metro nell’ora di punta, investendo 200 pesos per il comodo trasferimento. Una doccia ristoratrice e poi via, in cerca di qualcosa da mettere sotto ai denti. Ecco quindi il primo incontro con i tacos accompagnati dalla locale cerveza fria. Alla sera, in attesa dei nostri compagni di viaggio bloccati causa gelo all'aeroporto parigino, ci siamo addormentati facendo il programma per l'indomani. Svegliati dai morsi della fame ci siamo lanciati alla ricerca di spremute d'arancia e panetterie locali, trovando il tutto a due passi dall'hotel. Quindi, saliti sulla metro alla vicina stazione Balderas, siamo scesi allo Zocalo. La visione della piazza ci ha lasciati a bocca aperta data la sua maestosità, con il tricolore messicano che sventolava sotto un cielo terso di un azzurro abbagliante. Quella mattina era in corso una manifestazione “sindacale” e per sfuggire alla folla ci siamo infilati dapprima nella cattedrale per ammirare l'altare dorato, l'immenso organo in legno e la statua di Papa Giovanni Paolo II°, dopodiché, all’interno del palazzo Nacional per ammirare i murales di Diego Rivera e gli uffici del Presidente messicano. Il tutto gratuitamente tranne qualche pesos per lasciare in custodia lo zainetto. Di seguito abbiamo proseguito verso calle Moneda, la faccia più popolare del centro storico, gremita di polizia, molto caratteristica, ottima per rinfrescarsi con della frutta a pezzi. Poi nuovamente alla scoperta delle bellezze del centro: due passi per l’elegante arteria pedonale calle Madero, un occhio alla straordinaria casa de Azulejos con le sue piastrelle azzurre e gli affreschi della scalinata interna, il tempio di San Francesco, la torre Latinoamericana salendo al 44^ piano approfittando della giornata tersa (55 pesos a boleto). La visione dall'alto della metropoli è uno spettacolo, un'emozione immensa, non si scorge la fine dell’area cementificata. Sotto di noi il palazzo delle Belle Arti nel suo candore e il parco Alameda Central, meta della nostra prima Enchilada. Con la pancia piena ed alleggeriti nell’abbigliamento (l’escursione termica tra il giorno e la notte ma anche tra il nuvoloso ed il sereno è davvero notevole), decidiamo di visitare il Palacio postal, dalla struttura architettonica affascinante ed il predominio di marmi. Visitiamo anche il museo navale allestito al primo piano. Proseguiamo a piedi verso Plaza de la Repubblica rimanendo impressionati sia dalla maestosità della piazza sia della statuaria presenza delle guardie vestite in alta uniforme sotto un sole cocente. Lasciamo per ultima piazza Garibaldi nella speranza di assistere ad una esibizione dei mariachi e in attesa, ci gustiamo un'altra spremuta d'arancia da mezzo litro per 7 peso cadauna. Alla sera, stanchi e con i piedi fumanti, in attesa dei nostri sfortunati compaesani, ci abbandoniamo a tacos e cerveza.

Teotihuacan

Al mattino, a gruppo riunito, si parte per Teotihuacan prendendo la metro fino alla stazione bus norte e proseguendo con una corriera di linea. Giornata afosa all’immenso sito archeologico del sole e della luna. Faticosissima la scalata della piramide del sole, ma da lassù la vista d'insieme è davvero appagante e la gioia di essere finalmente qui, a 2363 metri con il sole caliente sulla pelle è immensa. Evito l'ascesa alla piramide della luna: i gradini per me sono davvero proibitivi per la loro altezza. Terminata la visita, nel tardo pomeriggio ci portiamo verso la basilica della Madonna di Guadalupe. Esternamente bancarelle con i più strani oggetti a sfondo religioso, perfetta miscela tra sacro e profano. All'interno centinaia di fedeli da tutto il mondo, riuniti in preghiera ed in venerazione e una sequenza di riti matrimoniali e benedizioni. Giornata conclusa con una classica cena messicana.

Domenica

Al mattino presi i nostri 4 jugos de naranja approfittiamo dell'apertura domenicale gratuita della maggior parte dei musei metropolitani. Iniziamo subito con il museo mural Diego Rivera, un'opera maestosa che ci appassiona; l’immagine dei personaggi ritratti ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio. Proseguiamo con uno sguardo ai murales del palazzo delle Belles artes e per pranzo una cosa al volo in un fast food di calle Madero. Nel pomeriggio coppie separate, la nostra sete di cultura è inferiore a quella dei nostri compagni di viaggio. Optiamo per la partita di campionato allo stadio Azteca (capacita 114.000 persone), raggiunto con metro e tren ligero. Incontro tra Club America e Tigres di Monterrey. Lo spettacolo è dato dall’entusiasmo del pubblico che gremisce il mitico impianto di Italia –Germania 4-3 con colori, ritornelli e pacifici sfottò alla squadra avversaria. Il gioco lento e macchinoso lascia invece un po’ a desiderare. Qui siamo stati colti dal primo acquazzone messicano, breve ma intenso. Alla sera, salutati i nostri due compagni di viaggio che ritroveremo più avanti, partiamo alle 23:30 con bus di prima classe della compagnia Futura alla volta di Guadalajara. Arriviamo all'alba, riposati

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Commenti
  1. gianni gravante
    , 13/4/2012 17:38
    bravi, diabolici da Fraveggio, amena località tra le verdi valli del Trentino su cui, immagino, prima o poi leggeremo una fantastica recensione, no? O vogliamo decantare le meraviglie del mondo e non vedere il bello che ci circonda? Su, non fate gli egoisti, un po' di foto anche...

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