Katia e dany in giro per il messico

KATIA E DANY IN GIRO PER IL MESSICO Quello che segue è il diario di viaggio in Messico fatto da me, Katia e da mio marito Daniele; è la prima volta che scrivo un diario, quindi spero di essere abbastanza ...

  • di Katia Casciola 1
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  • Viaggiatori: in coppia
 

KATIA E DANY IN GIRO PER IL MESSICO Quello che segue è il diario di viaggio in Messico fatto da me, Katia e da mio marito Daniele; è la prima volta che scrivo un diario, quindi spero di essere abbastanza chiara e precisa . In un primo momento abbiamo deciso di scrivere per non dimenticare col passare del tempo i particolari, avendo subito il furto, in albrego delle viodecassette del filmino girato, ma poi devo dire che forse non tutti i mali vengono per nuocere, infatti in un secondo momento abbiamo pensato di poter essere d’aiuto a chi come noi prima di partire per un viaggio va alla ricerca di più notizie possibile. E dove pubblicare un racconto di viaggio se non su “Turisti x caso”? LUNEDI‘ 18 agosto 2003 La sveglia è prima dell’alba, alle 3:45 per la precisione, l’aereo ALITALIA partirà alle 6:10 da Palermo, quindi calcolando 1 ora di strada e 1 ora di anticipo all’aeroporto non ci resta che la levataccia.

La partenza internazionale la facciamo a Roma, non avendo trovato niente di diretto per Città del Messico, optiamo per uno scalo a New York da dove poi proseguiremo con la CONTINENTAL AIRLINES.

Il primo tratto è stato davvero ottimo, infatti mi aspettavo un completo disastro da parte dell’ALITALIA avendone sentito parlare male da molti, ma invece siamo partiti in orario, cioè alle 9:30 circa; il servizio a bordo è stato buono e l’aereo che non aveva neanche due anni di vita, era davvero confortevole, pensate che aveva un televisorino per ogni passeggero, il quale poteva decidere se giocare, ascoltare musica vedere un film. Dopo otto ore di volo eccoci a NEW YORK; i controlli che fanno sono pazzeschi, ci hanno fatto togliere perfino le scarpe e i sandali a Daniele. Comunque dopo estenuanti peripezie per farci e per capirli siamo riusciti ad imbarcarci con la CONTINENTAL e dopo circa 4 ore di volo siamo arrivati al grande D.F., questo è il modo con cui i messicani chiamano CITTA’ DEL MESSICO che sta x Distretto Federale. Ad aspettarci abbiamo trovato ALVARO DOMINGUEZ, quello che poi sarebbe stato la guida x l’intero tour, un ragazzo molto simpatico con i tipici tratti somatici che sono delle popolazioni maya, infatti lui era originario dello stato del TABASCO a sud del MESSICO in quella zona chiamata appunto la “zona maya”. In aeroporto abbiamo cambiato l’euro con il nuovo pesos che vale circa 12 centesimi. Arrivati in albergo verso le 10 di sera siamo andati a letto distrutti in quanto con il nostro orario erano le 5 del mattino, ah dimenticavo i cellulari non funzionano se non trial-band e le prese tipo americano con corrente 110v, per fortuna eravamo provvisti di presa e il carica batterie funzionava anche a 110v. MARTEDI’ 19 agosto 2003 La sveglia è alle 7 dopo un’abbondante colazione, usciamo x telefonare a casa e riaccorgiamo che fuori fa freddo, infatti non facendo caso che Città del Messico è a 2200 m, quindi fa freddino, non ci siamo premuniti di pesanti indumenti, ma comunque, soffrendo un po’ abbiamo cominciato quello che sarebbe stato il nostro tour. Per prima cosa siamo andati a vedere il grande “ZOCALO”, ovvero l’immensa piazza dove si affaccia il palazzo NAZIONALE eretto dal conquistatore CORTES nel 1524. E’ la piu’ grande piazza al mondo dopo quella di Pechino e al centro ospita la piu’ grande bandiera al mondo delle dimensioni di circa 110mx60m che viene issata ogni mattina con tanta di cerimonia. Ci spostiamo poi all’interno del palazzo del governatore dove possiamo ammirare gli stupendi murales di DIEGO RIVERA “PANZON” ovvero il marito di FRIDA la pittrice. Rimaniamo affascinati difronte a questi, forse perché in aereo abbiamo visto il film “FRIDA” e conosciamo la storia di questi due personaggi cosi strani. Nei murales Rivera racconta del Messico, delle sue origini, quando vi vivevano solo indigeni, fino ai suoi tempi, toccando anche temi molto delicati come la politica socialista che è stata poi motivo di problemi x lui. Una delle cose piu’ interessanti è la storia di come stata fondata Città del Messico. Si racconta che un gruppo di ATZECHI guidati dal sacerdote Tenoch andarono in cerca del posto ideale dove fondare la loro città e prima di partire un indovino disse loro che per capire il posto giusto, avrebbero avuto un segnale ,cioè avrebbero visto un’aquila mangiare un serpente su un pianta di ficodindia. E’ cosi’ dopo tanto girare arrivarono in una vallata circondata da montagne e fu li che videro il segnale ed eressero la loro citta’ “TENOCHTIUACAN”. Ma c’era un problema, l’aquila si era posata su un ficodindia che era al centro di un grande lago. Dapprima costruirono sugli isolotti esistenti e crearono una serie di collegamenti tra di loro, poi col passare dei secoli riempirono il lago x arrivare all’odierna Citta’ del Messico. Ai nostri giorni i risultati di quella follia soni ben visibili ,infatti essendo un terreno molto instabile x la presenza d’acqua, alla prima grande prova ovvero il terremoto del 1986, i danni furono disastrosi, molti palazzi crollarono, molti sprofondarono e quelli rimasti in piedi vennero letteralmente accorciati di parecchi piani. Oggi passeggiando per la citta’ sembrera’ di avere disturbi visivi, ma è proprio vero quello che si vede, una grande Pisa, con migliaia di palazzi pendenti di qua’ e di la’ come la cattedrale che siamo andati a visitare. Al centro di essa era posto un filo a piombo che mostrava il movimento che aveva fatto da quando era stata costruita e il restauro, che aveva subito e vi assicuro che era davvero impressionante, per non parlare che a camminarci dentro veniva il mal di mare per la forte pendenza del suo pavimento e non tralasciando il fatto che era sprofondata di circa 1,50 cm a causa della sua pesantezza. Sempre nei paraggi abbiamo visto delle rovine di templi, ovvero il tempio Mayor che era stato scoperto negli anni 80 x caso mentre si scavava x la costruzione di un edificio. Il tempio era costruito con pietra lavica,quindi nero, grazie alla presenza nei dintorni di 2 vulcani il Popocatepati e il Ixsccihvati. Fatta la pausa pranzo, con angolo folcloristico, siamo diretti al centro archeologico di TEOTIHUACAN “la città dove nascono gli dei”. All’ingresso quello che si presenta alla nostra vista è un grande viale in fondo al quale si trova un grande piazza sulla quale si affaccia il tempio della LUNA, sul quale possiamo salire solo in parte in quanto stavano facendo lavori di restauro. Alvaro ci racconta che ogni 55 anni si faceva una gran festa per celebrare un nuovo periodo e si rompevano tutti i suppelletti x rifarsi tutto nuovo e ricominciare; lungo il viale a terra si può notare oltre a sassolini neri anche pezzetti di terra cotta frutto appunto di questi riti. Proseguiamo poi verso la piramide del sole che è la più grande è alta circa 64 mt e vista da sotto è davvero gigantesca. Ci mettiamo d’impegno e cominciamo la scalata, non senza difficoltà, in quando i gradini sono stretti e alti senza poi contare che siamo a 2200 mt e che non siamo abituati a queste altitudini con l’aria cosi’ rarefatta. Alvaro ci spiega che i gradini sono fatti cosi ripidi x un motivo ben preciso ovvero: salendo viene comodo zigzzagare non a caso come un serpente “sacralità”, e a scendere sempre zigzagando si evita di dare le spalle al DIO che stava in cima. Infatti all’epoca in cima a queste due piramidi si trovavano dei tempi, ma siccome erano di legno col tempo sono andati distrutti, cosa che invece non è successo nei siti di PALENQUE,CAMPECE e CHICHEN ITZA perché in pietra. Al rientro in città ci troviamo intasati in un traffico anomalo x l’ora, solo l’indomani scopriremo che era causato dall’allagamento di alcuni sottopassaggi, e che la notizia era stata data dai TG italiani come Città del Messico allagata. Prima di rientrare in albergo facciamo tappa al santuario della Madonna di Guadalupe, un sorta di San Giovanni Rotondo Messicano. Sull’enorme piazza fatta x raccogliere la massa di fedeli si affacciano la vecchia basilica e la nuova realizzata negli anni 70 x sopperire alla mancanza di spazio e ai cedimenti strutturali della vecchia. Alvaro racconta la storia, dice che il 9 dicembre 1533 la vergine appare ai piedi di una collina ad un indio di nome Juan e gli chiese di andare dal vescovo perchè fosse edificata una cappella in suo nome. Cosi Juan andò ma non fù creduto e gli furono chieste delle prove, allora la Madonna il 12 dicembre gli disse di salire sulla collina e di raccogliere un fascio di rose, cosa impossibbile x il periodo, cosi Juan andò le raccolse e le mise nel suo poncio. Arrivato dal vescovo lasciò il poncio e fece cadere le rose x terra come prova, ma quello che si presentò alla vista del vescovo fù ben + impressionante di quelle rose, infatti sul poncio bianco di Juan comparve l’immaggine della Madonna bella + che mai, cosi la chiesa dovette riconoscere il miracolo e fu eretta una chiesa in suo onore. Il poncio con l’immaggine della madonna l’abbiamo visto all’interno della nuova basilica, incorniciato e posto sull’altare in posizione centrale, era stupendo, sembrava un quadro dipinto da un pittore. Per vederlo da vicino siamo scesi al piano interrato dove 4 tapis roulant evitavano l’ammassarsi della gente facendole scorrere ininterrottamente. Veramente molto bello, Alvaro ci ha anche detto che il 12 dicembre x l’oro è la festa + importante dell’anno dura circa 2 settimane non si va a scuola e praticamente nessuno lavora. Ritornati in albergo essendo troppo stanchi x andare in giro, piovendo e facendo decisamente freddino, decidiamo di prendere dei panini nel chiosco sotto l’albergo, devo dire che io non ne ero tanto convinta ma poi ho ceduto e in realtà non sono stati poi cosi male. MERCOLEDI’ 20 agosto 2003 Chiuse le valigie si parte con volo AIR CARIBE alla volta di TUXTLA GUTIERREZ e dopo circa 1 ora si arriva nella capitale del Chiapas. Ci dirigiamo spediti verso il CANYO DEL SUMITERO dove ad aspettarci c’è una motolancia x fare una traversata del fiume che solca il canyon. E veramente molto bello, le pareti rocciose cadono a strapiombo sul fiume, l’ungo il tragitto, riusciamo a vedere diversi coccodrilli che appollaiati sulle rive quasi fossero finti, imbalsamati, prendono il sole. Riusciamo a vedere tra l’altro scimmie, avvoltoi, pellicani, aquile ecc. Da incanto alla fine del percorso una cascatella che con le sue rocce macchiate di verde “alghe” gli dava la forma come di un abete e x questo chiamata la cascata dell’albero di natale, dove passandoci sotto ci siamo piacevolmente bagnati visto il caldo che faceva. Siamo passati dal freddo del D.F. Al caldo pazzesco di qui e stasera torneremo di nuovo al freddo andando a SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS che si trova a 2000 mt. Alvaro continuava a dirci di goderci il fresco perché dopo SAN CRISTOBAL avrebbe fatto veramente caldo, e fù cosi’. Facciamo la pausa pranzo in un ristorante carinissimo a CHIAPA DE GORZO dove all’uscita ci sorprende un forte acquazzone, ma che dura non più di 10 minuti, del resto è normale x questo periodo. Quindi ripartiamo e dopo circa 3 ore di salita fra la Sierra Madre arriviamo a SAN CRISTOBAL, una cittadina coloniale, troppo carina, con le stradine strette sulle quali si affacciano le coloratissime casette e la stupenda cattedrale color ocra. Scesi dall’autobus, ad aspettarci c’erano schiere di donne nei l’oro vestiti tipici, gonne di lana nera, provenienti da greggi di pecore quasi tutte nere, e golfini colorati, che tentano in tutti i modi di venderci braccialettini, cinture, foulard tutti fatti a mano e coloratissimi e ai quali non riesco a resistere. L’albergo è proprio incentro, su una strada pedonale, è molto bello e rispecchia l’architettura tipica del luogo; il freddo si fa sentire anche perché a piovuto, in fatti la notte abbiamo dormito con le coperte

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