Yucatan, Chiapas: un mondo che non vi aspettavate

La nostra avventura ha avuto inizio (come al solito) in un aeroporto, La Malpensa di Milano. E come al solito eravamo sempre gli stessi, Daniela (la mamma), Giovanni (il papà), Lorenzo (mio fratello) ed io, Laura, ovvero 4 accaniti viaggiatori ...

  • di LauraB93
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

La nostra avventura ha avuto inizio (come al solito) in un aeroporto, La Malpensa di Milano. E come al solito eravamo sempre gli stessi, Daniela (la mamma), Giovanni (il papà), Lorenzo (mio fratello) ed io, Laura, ovvero 4 accaniti viaggiatori che ogni anno, come al solito, cambiano meta, riuscendo talvolta a stupire anche se stessi. Per quest’anno la nostra meta è stata il Messico e più precisamente la penisola dello Yucatan (estesa più o meno come l’Italia) che abbiamo raggiunto dopo 14 stressanti ore di volo, scalo a Roma compreso; più precisamente siamo giunti a Cancun, ora locale... Mezzanotte! Capirete dunque che dopo aver noleggiato la macchina il nostro primo pensiero è stato quello di raggiungere l’hotel e dedicarci a una sana dormita messicana.

Giorno 1 Causa fuso orario io e Lorenzo, che in queste due settimane “messicane “abbiamo sempre dormito per conto nostro, ci siamo alzati alle 6 e abbiamo avuto la prima meravigliosa sorpresa, ovvero l’alba sul mar dei Carabi. Lorenzo-artista si è subito cimentato con la macchina fotografica e io come modella... O almeno ci ho provato!! Il panorama era mozzafiato, sicuramente un buon inizio e un buon segno per la nostra vacanza. Alle sette la nostra guida Daniela ci ha messi in moto per iniziare fin da subito ad esplorare ogni singola meraviglia yucateca e soprattutto per mostrarci la cultura Maya, e non solo, su cui si era tanto documentata. Prima meta il sito archeologico di Tulum, la famosa città Maya sul mare. Questa antica città è l’unica di tutto il mondo Maya ad affacciarsi sul mare (i suoi abitanti si godevano la vita più degli altri direi!) e dalla scogliera su cui è posta si può osservare un mare azzurrissimo, anche se spesso mosso, in cui si può fare il bagno. Inoltre è presente una piccola spiaggia dove le tartarughe depongono le uova: mi sarebbe piaciuto parlare con loro che, essendo famose per la longevità, avrebbero sicuramente avuto tanto da dire su questo piccolo pezzo di mondo.

Dopo questo primo impatto molto positivo con il Messico ne è subito arrivato uno più negativo, a cui non eravamo preparati. Verso le 2 del pomeriggio ci siamo diretti con la nostra macchina verso l’entroterra e abbiamo attraversato la regione del Quintana Roo che abbiamo scoperto molto più povera del previsto. Le piccole cittadine che abbiamo incontrato infatti sono costituite da casette in legno colorate ma spesso non sono dotate di acqua o luce. Nonostante fosse il primo di luglio abbiamo visto molti bambini andare a scuola e questo ci ha enormemente rincuorati.

Vero le ore 5 siamo giunti a Chetumal una città un po’ più grande delle altre e decisamente caotica dove abbiamo visitato un bel museo Maya e sostato per la notte.

Giorno 2 Il secondo giorno abbiamo visitato ben 2 siti archeologici. In realtà avrebbero dovuto essere 3 ma non ci siamo accorti di averlo saltato se non una 20 di km dopo la svolta e per il caldo non avevamo troppa voglia di tornare indietro. Ci siamo però accorti degli altri, meglio segnalati dalla guida e dai cartelli, ovvero Kohunlich e Xpujil. Il primo era in alcune parti in ristrutturazione, ma abbiamo ammirato il suo tempio delle maschere (che avremo ritrovato in altre occasioni) e la lussureggiante foresta circostante. Il secondo è stato interessante per il suo tempio principale, caratterizzato da tre entrate sormontate ognuna da un’altissima costruzione. Infine poco dopo pranzo siamo giunti a Chicana (altro piccolo sito archeologico con una magnifica rappresentazione del culto del serpente, animale sacro) e il nostro ecoresort molto bello e tranquillo, dove ci siamo concessi un bagno in piscina. Giorno 3 Questa è stata una giornata particolare, poiché la suerte ovvero la fortuna, ci ha assistito parecchio. Infatti abbiamo visitato il parco biosfera di Calakmul . In macchina abbiamo percorso circa 50 km in mezzo alla foresta incontrando solo animali: due cinghiali, grossi uccelli simili a pavoni, molto belli e colorati,. Poi ci siamo dovuti fermare perché un grosso ramo era caduto in mezzo alla strada e dunque i nostri uomini sono scesi per spostarlo. Pochi km più avanti... Un incontro ravvicinato con il giaguaro!!! Mentre Giovanni urlava: “Un felinoooooo!” lui ci ha attraversato la strada, ci ha guardati per un istante e poi è saltato fra la vegetazione. Si la suerte ci è stata vicina, poiché è un incontro rarissimo. Studiosi di tutto il mondo trascorrono qui mesi o anni per vederlo e magari non lo incrociano mai, mentre ha addirittura sfilato per noi! All’interno del sito archeologico abbiamo avvistato anche alcune scimmie, e abbiamo ammirato una piramide altissima che solo l’atletico Lorenzo ha avuto il coraggio di scalare. Usciti dalla biosfera, purtroppo senza altri incontri, abbiamo deciso di pranzare. Mentre eravamo seduti a tavola circa 15 militari armati fino ai denti sono entrati nel ristorante e dopo aver salutato il proprietario... Hanno pranzato ridendo di gusto. Noi eravamo un po’ scioccati dalle armi, ma almeno nessuno ci ha disturbati! Dopo circa 3 ore di macchina siamo giunti a Palenque, un’altra caotica città Messicana, dove io ho acquistato i primi souvenirs! Giorno 4 Appena svegliati abbiamo deciso di visitare l’antico sito di Palenque probabilmente il più bello di tutti. Grazie a una guida, conosciuta sul posto, abbiamo affrontato un’emozionante passeggiata nella giungla che ricopre l’antica città e abbiamo scoperto che i Maya abbandonarono questi edifici grandiosi poiché avevano distrutto l’ecosistema e dunque non avevano più la possibilità di coltivare. Inoltre abbiamo approfondito la nostra conoscenza della civiltà Maya, dei suoi riti spesso crudeli e delle sue usanze. La parte di città riportata alla luce è solo il 2% del totale ma è veramente grandiosa e impressionante: il bianco degli edifici, l’azzurro del cielo e il verde della giungla creano contrasti meravigliosi. Ci sono però moltissimi bambini che vagano per il sito cercando di vendere i loro prodotti e con grande dispiacere abbiamo appreso che molti di loro non frequentano la scuola poiché devono aiutare la famiglia. Nel primo pomeriggio siamo risaliti in auto per raggiungere le cascate di Mi-sol-Ha ovvero “acqua che cade” e Agua azul, molto diverse fra loro e molto belle

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Commenti
  1. chiaranu
    , 20/1/2011 14:42
    ciao laura! vorrei contattarti per alcune informazioni sul tuo viaggio in messico...
  2. cfrancy69
    , 19/1/2011 17:26
    ciao laura, potrei contattarti per avere alcune informazioni sul viaggio?
    riesci a darmi i nomi degli alberghi? grazie, francesca
  3. Grannys
    , 15/3/2010 12:21
    Ciao laura, sono Daniela Reggio Emilia, ho letto il tuo viaggio che sarà pari pari al nostro che faremo a maggio. Noi abbiamo noleggiato l'auto per girare in autonomia, avete trovato difficoltà oppure è tutto tranquillo come ci hanno detto?
    grazie, ciao daniela

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