YUCATAN y un poquito de Guatemala

I colori, gli odori, la gente, le rovine, il caldo e il mare dello Yucatan ce li ricorderemo sempre, nonostante il viaggio sia stato intrapreso nel 2003 e magari a distanza di 5 anni scrivere di questo piccolo grande viaggio ...

  • di StefanoBet
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

I colori, gli odori, la gente, le rovine, il caldo e il mare dello Yucatan ce li ricorderemo sempre, nonostante il viaggio sia stato intrapreso nel 2003 e magari a distanza di 5 anni scrivere di questo piccolo grande viaggio sia un po’ difficoltoso. Quello che posso dire brevemente è che il Messico è un paese stupendo, facile da girare e sempre accogliente e sicuramente è un paese nel quale tornerei più che volentieri.

Le tappe del nostro viaggio, completamente autonomo e “zaino in spalla”, di 2 settimane (dal 13 al 27 settembre 2003) sono state queste: - MILANO/MADRID/CANCUN (con Iberia) - CANCUN/CHICHEN ITZA - CHICHEN ITZA/ MERIDA/ SAN CRISTOBAL DEL LAS CASAS - SAN CRISTOBAL DEL LAS CASAS - SAN CRISTOBAL DEL LAS CASAS/CANON DEL SUMIDERO/PALENQUE - PALENQUE - PALENQUE/AGUA AZUL - PALENQUE/ FLORES (Guatemala) - FLORES/TIKAL - FLORES/TULUM (via Belize) - TULUM - TULUM/COZUMEL/PLAYA DEL CARMEN - TULUM/CANCUN - CANCUN/ISLA MUJERES - CANCUN/MADRID/MILANO 13 SETTEMBRE 2003 – MILANO/MADRID/CANCUN: siamo in partenza dall’aeroporto di Milano Malpensa diretti a Madrid e da lì a Cancun , che raggiungeremo dopo circa 10 ore di volo in serata. Dall’aeroporto ci dirigiamo verso il centro della cittadina con un pullman scassato che prendiamo al volo appena fuori. Cancun è una città ormai troppo caotica e nella zona residenziale è piena di alberghi-grattacieli. Il nostro hotel (l’unico prenotato dall’Italia) si trova invece nella zona vecchia di Cancun. Stanchi per il volo e per il fuso orario andiamo a letto abbastanza presto.

14 SETTEMBRE 2003 – CANCUN/CHICHEN ITZA: ci svegliamo di buon mattino e subito i colori vivaci delle casette messicane riempiono i nostri occhi, così come la tranquillità della cittadina che si sta svegliando. Appuntamento alla stazione dei bus dalla quale intraprendiamo il viaggio che in 4 ore ci porterà alle rovine di Chichen Itza. Decidiamo di dormire in una “posada” a Pistè, un minuscolo paesino che si trova ad un paio di chilometri dal sito. La posada è fatiscente ma lì intorno sono tutte così. Troviamo ad accoglierci in questo minuscolo paesino solo il caldo, “quattro gatti” e tanti cani (nel vero senso della parola...E randagi anche se docili). Una strada unica attraverso la città che pare fantasma. Posiamo gli zaini e ci incamminiamo a piedi lungo la strada solitaria costeggiata da una vegetazione lussureggiante che ci porta all’ingresso delle rovine. Chichen Itza è spettacolare, un sito ben curato, con l’erba tagliata e verdeggiante, e ci appare proprio come nelle immagini e le foto di qualsiasi catalogo. Il Castillo, il Juego de la Pelota, il tempio delle Mille Colonne e altri edifici del tempo maya sono ben conservati e sono molto affascinanti (al termine del viaggio però, gli altri siti ci appariranno più veri e selvaggi di questo). Sono le due del pomeriggio e il caldo umido comincia a diventare opprimente (non ho mai sudato così tanto nella mia vita come in questo viaggio in Messico).

Dopo una breve pausa nel ristorante del sito, a base di fajitas e di freschissima cerveza Corona, verso il tramonto ci incamminiamo nuovamente verso Pistè per poi ritornare al sito per assistere allo spettacolo notturno di luci alle rovine. La strada che già nel pomeriggio ci sembrava lunga e solitaria, nel buio della notte lo è ancor di più, circondati solo dal buio e dai rumori della jungla. Lo spettacolo di luci, nonostante sia molto turistico, non ci delude affatto e insieme a voci narranti in spagnolo di storie e di leggende dei maya, crea un’atmosfera davvero unica e sognante

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