Forse esiste il Paradiso: tra relax e avventura

Scrivo una piccola premessa prima di raccontarvi il mio viaggio…Era da quasi due anni che io e il mio ragazzo non ci concedevamo una bella vacanza, per motivi di lavoro! Quindi, quando a marzo si è presentata l’occasione di partire, ...

  • di Barbara Zoffoli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

E, infatti, sabato, dopo aver preparato le valigie e trascorso una giornata fantastica fatta di solo mare, sole e risposo... a pomeriggio, con zaino in spalla, e qualche sintomo di bruciatura (“cotta”), abbiamo preso un pullman di prima classe ADO da PLAYA DEL CARMEN per SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS. Il viaggio è stato un po’ lungo (19 ore di autobus!!!), però mettendoci nelle prime file, avvolti in una comoda coperta (per evitare di ammalarsi per colpa dell’aria condizionata!), ascoltando musica e guardando film...È passato abbastanza bene! Nel tragitto, abbiamo iniziato a vedere gli inequivocabili segni di una civiltà segnata dalla rivoluzione zapatista, dalla resistenza contro una possibile occidentalizzazione. Ai bordi delle strade si vedono animali (cani randagi, polli, maiali, capre...), insieme ai bambini che lavorano nei campi, mentre nelle cittadine, madri e figli vendono ai turisti i loro prodotti artigianali. In contrasto con questi segni di evidente povertà, la pubblicità della Coca-Cola è appesa ovunque e, per di più, il popolo messicano stesso ne fa un uso spropositato...Mah!? E così, domenica mattina siamo arrivati nel cuore del Chiapas, a SAN CRISTOBAL, la cui popolazione locale è composta principalmente da indios, diretti discendenti degli antichi Maya. In pullman, avevamo letto nella guida e nei vostri racconti, che si poteva alloggiare comodamente presso un piccolo hotel “La Noria” al costo di 15 dollari a notte.

Quindi, dopo aver lasciato gli zaini, essendo ancora un po’ frastornati e indolenziti dal viaggio, abbiamo visitato la città, e, quindi la Plaza Central, il mercato locale (ricco di prodotti artigianali, che si possono acquistare a basso prezzo...Dopo aver contrattato un po’), la Chiesa di Santo Domingo e la Cattedrale. La città è affascinante, perché unisce paesaggi montani (si trova a 2100m circa) ad aspetti tipicamente coloniali. Abbiamo trovato facilmente anche ristoranti semplici e puliti, dove mangiare, spendendo veramente poco (ovviamente le zone turistiche dello Yucatan erano più care).

Per lunedì, tramite una agenzia turistica locale, avevamo prenotato una visita, con una guida in inglese alle comunità indigene di SAN JUAN CHAMULA e ZINANCATAN. Quindi con un “collectivos”, insieme ad un gruppetto di altri turisti, olandesi, danesi, italiani..., siamo arrivati al primo di questi paeselli. La guida ci ha raccontato alcune consuetudini locali, in particolare ci ha parlato della loro religione...Mista...Tra antica ritualità locale e cristianesimo. Gli abitanti lo salutavano con fratellanza, parlando in una lingua strana (il totzil), non utilizzata fuori da questi villaggi. Ma il bello doveva ancora arrivare...La guida ci ha accompagnato nella chiesa principale, dove il pavimento era ricoperto di aghi di pino, con incenso e candele colorate ovunque. Passeggiando per la chiesa, si alternavano immagini pagane a statue di santi (tra cui anche Sant’Antonio o Santa Lucia...) con specchietti legati al collo. Sopra all’altare principale c’era San Giovanni, al posto di Gesù! Di fronte all’altare alcune donne pregavano con galline in mano, pronte ad essere sgozzate in onore di qualche divinità protettrice o per ottenere qualche miracolo. Per di più, è consuetudine del luogo, bere, all’interno della chiesa, bottiglie di Coca-Cola, Pepsi, Fanta, Sprite...Per poi ruttare liberamente, purificando così il proprio spirito... sì, ehm... Ovviamente, dentro questa chiesa è vietatissimo fotografare (non fatelo, altrimenti se vi vedono, vi sequestrano la macchina fotografica e ve la rompono immediatamente!)

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