Il mio primo viaggio fai da te: è subito amore

Ore 4 di mattina, la sveglia suona, il grande giorno è arrivato: MEXICO! Da Bologna si vola a Madrid e nell’avveniristico aeroporto spagnolo incontriamo già il primo imprevisto: l’aereo per Cancún è in ritardo di 5 ore! Cominciamo bene!!! Il ...

  • di La Redazione
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ore 4 di mattina, la sveglia suona, il grande giorno è arrivato: MEXICO! Da Bologna si vola a Madrid e nell’avveniristico aeroporto spagnolo incontriamo già il primo imprevisto: l’aereo per Cancún è in ritardo di 5 ore! Cominciamo bene!!! Il primo pensiero è ”Speriamo che l’Hostel dove dormiremo la prima notte faccia servizio 24 ore su 24!”. Con questo dubbio ci imbarchiamo e in un nonulla (solo una decina d’ore... sigh!) siamo a Cancún. Abbiamo preferito prendere un hostel nel centro e non nella zona Hotelera, la sfavillante (e falsa) parte turistica della città non ci attira molto e soprattutto non ci sembra mexico, piuttosto una fetta di Stati Uniti impiantata ai Caraibi. La evitiamo molto volentieri! Il piccolo e spartano Hostal dove alloggiamo (Hostal Laurel 41) è vicinissimo alla stazione dei bus e quindi molto comodo per gli spostamenti. Dopo una prima notte di riposo ci buttiamo subito di prima mattina verso le favolose spiaggie caraibiche: alla mattina ci tuffiamo nella calme acque riparate di Playa Tortugas, frequentata soprattutto dai messicani e dove ci troviamo molto a nostro agio. Nel pomeriggio ci spostiamo a Playa Marlyn: un mare tanto azzurro da non crederci ma con un vento e delle onde che scoraggiano la nostra permanenza in spiaggia.

Alla sera facciamo un giretto nel centro e riusciamo anche a prenderci la messa natalizia! Che strano passare il Natale al caldo! Il giorno di Natale ci spostiamo a Playa del Carmen, praticamente la Riccione del Quintana Roo, ricca di negozi, ristoranti e pub. Appena arrivato ricevo il mio “battesimo”, piove a dirotto e scivolo su un gradino finendo lungo disteso in una pozzanghera alta 10 cm! Tra le risate di Stefania e di un passante mi rialzo con un doppio carpiato (mah?!?!?) per proseguire la ricerca dell’hostal “el Palomar”. Purtroppo prendiamo una giornata piovosa e fredda, pranziamo con ottimo pesce in un caratteristico ristorantino vicino al mare (dove scopriamo quanto è piccante il peperoncino del Mexico!), facciamo un giro in spiaggia e più tardi nei negozi ma la pioggia e il fuso orario ci spingono verso il letto. Ci addormentiamo alle 18 e con nostra sorpresa apriamo gli occhi all’alba! Il portiere di notte mi porta sulla terrazza del tetto per vedere il sole nascente, uno spettacolo! Che colori...

Alle 7 siamo già in strada per aspettare un taxi colletivo (molto comodi e molto economici) per andare a Tulum e Cobá. La scelta di partire alla mattina presto si rivela azzeccatissima, fino alle 11 le rovine sono tutte per noi e godersele da soli non è cosa da poco! La bellezza delle rovine maya è coronata da una spiaggia incantevole, sabbia bianca, palme e iguane sono troppo invitanti: impossibile non farci una capatina!!! Verso l’una decidiamo di lasciare la spiaggia per andare verso Cobá. All’uscita dal sito archeologico ci giriamo per dare un’ultima occhiata e quello che prima era un immenso prato verde che coronava gli antichi edifici: ora è una marea umana... eh si... Alzarsi presto ne è valsa proprio la pena!!! Scopriamo di aver perso l’ultimo autobus per Cobá, quindi ci affidiamo ad un taxi per lo spostamento. Il taxista ci spaventa un po dicendoci che il bus per tornare a Playa del Carmen non sempre effettua il servizio. All’arrivo ci informiamo nel piccolo paesino (2 stradine sterrate) dove ci tranquillizzano e ci dicono che l’autobus passa sempre: speriamo bene! Salutiamo il taxista e ci addentriamo nella giungla tropicale alla scoperta di questo stupendo sito immerso tra gli alberi. Il “Templo de las Iglesias”, il “Juego de pelota”, il “Grupo Maranxoc”, il “Conjunto de las pinturas” e “Nohoch mul” dove si trova la GRANDE PIRAMIDE, che con i suoi 42 metri è l’edificio Maya più alto dello Yucatan. Dall’alto della piramide ho potuto amirare la giungla che si stendeva a perdita d’occhio (uno spettacolo della natura!), ma anche gli occhi sbarrati di Stefania che si era bloccata a metà altezza! Scendo “di corsa” (o meglio di sedere...) e la vado a prendere notando, mio malgrado, che di lassù le persone alla base sono davvero piccole!!! Alle 16.30 usciamo dalle rovine e aspettiamo il bus, 2 ore al buio su una stradina desolata senza neanche una luce non passano mai, per fortuna alle 18.30 facciamo conoscenza con un gruppetto di persone che devono prendere a loro volta il pullman e la cosa ci consola un po! Il bus arriva poco dopo e ci facciamo tutto il viaggio seduti per terra al buio su un “mezzo” pieno zeppo che assomigliava più ad una stalla che ad un servizio pubblico! In serata siamo a Playa, il tempo di una buona cena e la stanchezza dell’intensa giornata ci pervade..

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