Da Tijuana a Los Cabos

27 Febbraio - 14 Marzo 2007 “Vedere il mondo in un granello di sabbia ed il cielo in un fiore selvatico. Tenere l’infinito sul palmo della mano e cogliere l’eternità in un’ora” - William Blake Prima di raccontare il nostro ...

  • di stefano04
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

27 Febbraio - 14 Marzo 2007 “Vedere il mondo in un granello di sabbia ed il cielo in un fiore selvatico. Tenere l’infinito sul palmo della mano e cogliere l’eternità in un’ora” - William Blake Prima di raccontare il nostro viaggio mi sembra opportuna una premessa che illustri alcuni aspetti, della parte di Messico visitata. Certamente sapete che l’unica strada asfaltata è la “TRANSPENINSULAR” o “Mexico 1” che, partendo da Tijuana arriva a Cabo San Lucas ma altre tratte, sempre asfaltate, sono da Cabo San Lucas a La Paz attraversando Todos Santos, da CD Constitution a Puerto San Carlos e da Parador Punta Pietra a Bahia de los Angeles. Anche sull’asfalto c’è da fare attenzione alle buche ma il fondo è generalmente buono. Il pericolo maggiore è costituito da vari sistemi adottati per far ridurre la velocità attraversando anche piccolissimi agglomerati sperduti o in prossimità di curve ritenute pericolose. Trattasi di cordoli in cemento, semisfere in metallo, dossi ( chiamati “Topes”, il singolare, in tutti i sensi, è “Tope”) talvolta segnalati, talvolta no, che se affrontati in velocità possono procurare seri danni alla macchina. Ne consegue che si riesce a percorrere poco più di 60 chilometri in un’ora anche se il traffico è scarso; fuori città il limite di velocità è 80 km/ora e nessuno, fra i “locali” lo rispetta, corrono tutti come matti anche se, per contro, molto rispettosi delle altre regole di guida. Il parco macchine è formato per 1/3 da nuovissimi, fiammanti pick-up 4x4 e per 2/3 da scassatissime, vecchissime auto che sembrano cadere a pezzi da un momento all’altri.

Un cartello stradale che ci ha colpito porta la scritta “ No tire basura” tradotto in “non gettare la spazzatura”. Mai invito è rimasto così inascoltato : tutta la strada è delimitata da bottiglie di plastica, di vetro, lattine, cartacce varie, scagliate fuori bordo dagli automobilisti di passaggio. A proposito di spazzatura esiste uno strano sistema per lo smaltimento dei rifiuti nei piccoli e medi paesi : vengono raccolti e depositati, a cielo aperto, a qualche chilometro di distanza dall’abitato, non lontano dalla strada, per cui ben visibili ed inoltre il vento, che a giorni soffia vigoroso, li disperde nell’ambiente. Sempre ai lati della strada carcasse di auto e camion non sono infrequenti così come case abbandonate e diroccate.

Nessun problema con la benzina, la distanza massima fra un distributore ed il successivo non supera i 250km., certo non è consentito dimenticarsi di fare il pieno. Il costo del carburante “verde” è musica per le nostre orecchie : circa Euro 0,47 al litro.

La costa è molto bella, con alcune punti incantevoli, e il mare cristallino sia sul versante del Pacifico che su quello del Mar di Cortez, i paesaggi dell’interno, sia che si tratti di deserti, che di montagne, che di oasi sono inconsueti e affascinanti. Particolarmente splendida la vegetazione fra El Rosario e Punta Prieta e fra Guerriero Negro e Santa Rosalia, un unico immenso giardino di piante grasse.

Il tempo è stato sempre bello. La temperatura, ovviamente, è salita man mano che scendevamo a sud raggiungendo un massimo di 32°. L’acqua è fredda, non solo quella dell’oceano, ed una “muta” aiuta molto a fare bagni più lunghi per ammirare un numero ed una varietà incredibile di pesci. I fondali sono di sabbia o di rocce, rara la presenza di coralli.

Per quanto riguarda la telefonia non abbiamo sperimentato quella locale. Avevamo un cellulare “triband” che ci ha serviti egregiamente. La “copertura” non è totale ma sufficiente, se non siete troppo ansiosi

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