Messico? Claro que sì

Eccoci pronti a partire! Serena, Silvia e Patrizio, a testa spesa di: 620 euro per il volo da Verona a Città del Messico con scalo a Parigi (da Milano o Roma costava meno ma noi siamo da Verona), 285euro noleggio ...

  • di gondorm23pl
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

LUNEDI’ 18 DIC Partiamo per il sito di Cobà. Arrivati noleggiamo una bici in quanto il sito è molto vasto e le rovine sono distanti fra loro. Il sito non ha nulla di particolare, è ben tenuto, si può salire sulle piramidi e dalla cima la vista spazia a perdita d’occhio nella pianura. Arriviamo a Chiken Iza il sito più turistico in assoluto. L’entrata sembra un parco divertimenti e l’interno è zeppo di turisti e di messicani che ti vendono di tutto. La bellezza del sito sta nell’accurato restauro, nella numerosità degli edifici, e ci si fa un’idea della grandezza delle città maya prima che la giungla le seppellisse completamente. Arrivo a Merida e fortunatamente al nostro Hotel era “l’ora feliz” cioè il 2x1 sulle bibite e così abbiamo fatto un giro di tutte (corona, sol, modelo, modelo especial) e poi un giro per la città che era presa dalla frenesia dei regali di Natale. L’hotel era il Dolores Alba assolutamente consigliato, una stanza 40 euro (camera spaziosa con 2 letti king size, ci si starebbe in 4) pulito e curato, piscina, giardino interno tipo “merlose place”, vicinissimo allo zocalo e parcheggio gratuito, categoria ufficiale 2 stelle MARTEDI’ 19 DIC Il giorno dopo siamo ancora a Merida per vedere se c’è qualche bella ceramica, ma non trovo niente (quando mai non ci siamo fermati sulla strada tra Tulum e Chiken Iza dove c’erano per strada delle fabbriche artigiane che le esponevano). Dopo un po’ di shopping deludente partiamo per il sito di Labna. Poche strutture ma ben conservate nei particolari. L’attrazione è una porta dove si narra che da Orione siano arrivate le 9 razze del mondo dove da li si sono disseminate per la terra (abbiamo trovato un santone new age in preghiera, che ci ha spiegato tutto). Ritorno inframezzato da una tappa tutta da ridere, infatti passando da un paese industriale e essendo molto stanchi ci fermiamo nel primo (e probabilmente unico) hotel ma poi scopriamo che è un motel a ore e oltre alla situazione ridicola (accolta con mille nostri sghignazzamenti, soprattutto dopo che avevamo visto cosa offriva il menu e che ci avevano chiuso dentro a una specie di casa a schiera) ci tocca anche contrattare sul prezzo in quanto il massimo previsto era una sosta di 8 ore ma noi volevamo starne10.

MERCOLEDI’ 20 DIC partenza dal motel e arrivo a Città del Messico al nostro solito hotel.

GIOVEDI’ 21 DIC Visita al museo di antropologia IMPERDIBILE (se avete solo due ore come noi consigliamo di partire dalla fine a sinistra dove c’è la parte Azteca e Maya), e teorico ritorno in Italia.

Leggiamo male il biglietto pensando che l’ora di imbarco sia quella di inizio imbarco invece è quella di fine imbarco. Così nonostante rimaniamo 20 minuti alla gate pregando le hostess di farci imbarcare con l’aereo lì fermo a 10 metri, non ci fanno salire. Torniamo al nostro hotel. Il nostro biglietto era standard airfrance-meromexico-alitalia e così il giorno dopo ci imbarchiamo con la lista d’attesa senza supplementi. E al ritorno l’Air France è riuscita a perderci ancora 2 valige. Il Messico visto dall’auto è stupendo i paesaggi selvaggi, gli indios che vivono in capanne lungo la strada, il cielo blu con le nuvolette “cotonate”, kilometri di strada dritta con giungla parte per parte, le macchine da museo anni 70-80 e la benzina 0,48 euro al litro facilita il tutto. La cucina italiana non ha confronti nel mondo come bontà e varietà, e partendo da questo principio il cibo messicano non era male ma solo negli hotel c’è un po’ di pulizia e di presentazione della tavola. (in giro non ti danno mai il bicchiere e le tovaglie non esistono, infatti nella maggior parte dei posti ti appoggiano il piatto classicamente “sbeccato” direttamente sul tavolo e il tovagliolo consiste nelle salviette che noi troviamo nel dispenser quando beviamo il caffè al bar in italia) Il Chiapas, dal quale le guide turistiche ci hanno tanto messo in guardia, a noi è sembrato tranquillissimo, anche i bambini indios che vivono nei villaggi ai margini della giungla ti vengono incontro sorridenti e ti salutano. In generale di delinquenza ne abbiamo vista poca, nessuno ti avvicina se non per venderti qualcosa (e vendono veramente di tutto per strada dalle arancie sbucciate al succo di ananas fresco e ad un sacco di dolci e varia frutta). Nella zona fra il Chiapas e lo Yucatan ci sono un sacco di cantieri stradali e difficilmente in giro si vedono persone con le mani in mano. Tutti stanno lavorando o andando da qualche parte, e visto così sembra un paese produttivo e in via di sviluppo. Un viaggio da rifare! ma prima dobbiamo vedere il resto del mondo!

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