Un altro messico

Quest’anno tornero’ per la seconda volta in Messico, Paese dei miei sogni e del mio cuore, ripercorrero’ parte dei sentieri gia’ battuti e mi dedichero’ all’esplorazione di luoghi nuovi, che mi affascinano da sempre. Partiro’ con Roberto, il mio fidanzato, ...

  • di gatita
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest’anno tornero’ per la seconda volta in Messico, Paese dei miei sogni e del mio cuore, ripercorrero’ parte dei sentieri gia’ battuti e mi dedichero’ all’esplorazione di luoghi nuovi, che mi affascinano da sempre. Partiro’ con Roberto, il mio fidanzato, e trascorrero’ 18 giorni tra citta’ coloniali dalla forte identita’ messicana, siti archeologici maya sepolti nella selva Lacandona ed una puntata veloce a Oaxaca negli altipiani centrali. Nostre fedeli compagne di viaggio saranno la mitica Lonely Planet e la Nikon D-70S, che inaugura in Messico la sua gloriosa carriera di macchina fotografica.

22/07/06 MILANO-CITTA’ DEL MESSICO.Partiamo da Malpensa per raggiungere Mexico DF via Miami, Alitalia per il Milano-Miami e Aeromexico per il Miami-Mexico City. Il viaggio scorre senza intoppi, a Miami passiamo rapidamente il check point dell’immigrazione e ci rimane tempo per un hot dog ed un po’ di shopping. Dopo 4 ore di volo Aeromexico siamo catapultati nella metropoli piu’ grande del mondo, Citta’ del Messico, il Distrito Federal o D.F., come lo chiamano comunemente i messicani. Sono gia’ le 21.30, coi nostri zaini saliamo su di un taxi autorizzato, che ci porta all’***NO PUBBLICITà*** in pieno centro storico. La pioggia battente ci ha dato il suo benvenuto, ma non e’ una presenza inattesa, dopotutto questa e’ la stagione delle piogge.

23.07.06 CITTA’ DEL MESSICO. Sveglia alle 7.30, e’ domenica e la citta’ dorme ancora. Il cielo plumbeo e la temperatura fresca ed umida non spronano certo alle visite turistiche, ma non tengono neppure a freno la mia voglia di partire alla scoperta della capitale. Dopo qualche isolato siamo nello Zocalo, una delle piazze piu’ grandi al mondo, coi suoi palazzi antichi, i portici ordinati ed un’immensa bandiera messicana, che pende floscia nel bel mezzo della piazza. Visitiamo la Cattedrale, ancora semideserta, e ci aggiriamo come fantasmi tra i pochi messicani sonnolenti, che cominciano ad affluire verso la chiesa. Tra un po’ apriranno i cancelli del sito archeologico del Templo Mayor, superbe rovine dell’antico teocalli, il recinto sacro della grandiosa Tenoctitlan azteca. Citta’ del Messico sorge infatti sulle rovine dell’antica capitale azteca, distrutta senza troppi riguardi dai conquistadores spagnoli; Tenoctitlan era costruita sul lago Texcoco ed era una meravigliosa citta’ di canali e di templi, una sorta di Venezia mesoamericana, della quale rimangono solo le pregiatissime vestigia del Templo Mayor. Mi rattrista che tanta bellezza sia stata rasa al suolo per far spazio ad una citta’ inquinata e caotica, anche se questa megalopoli densa di contrasti ha comunque fascino e carattere. Finalmente posso coronare il mio sogno di aggirarmi estasiata tra maschere, bassorilievi affrescati e tra le opere incredibili custodite nel museo del sito. La mattina e’ gia’ fuggita, il pomeriggio ci rechiamo alla Torre Latinoamericana e dall’alto possiamo renderci conto della maestosa mostruosita’ della megalopoli. Siamo stremati, ceniamo in albergo, domani sveglia presto per iniziare la visita delle citta’ coloniali, culla della Guerra per l’Indipendenza dalla madrepatria Spagna.

24.07.06 CITTA’ DEL MESSICO-SAN MIGUEL DE ALLENDE. Alle 6.30 del mattino il Terminal Norte degli autobus e’ gia’ un brulicare di gente. Lasciamo uno zaino in un hotel accanto alla stazione dei bus, ****, dove pernotteremo di ritorno dalla prima parte del viaggio. Mi mischio allegramente alla folla di messicani insonnoliti in fila al mini market e compro qualcosa per la colazione. Il bus Primera Plus delle 7.15 ci portera’ in circa 3 ore a San Miguel de Allende, in compagnia di una variegata umanita’ messicana: siamo infatti gli unici turisti. Il viaggio trascorre velocemente, gli occhi ed il naso incollati al finestrino per assorbire ogni istante di questa terra magica. A San Miguel splende il sole, la nostra posada Casa de Huespedes e’ deliziosa, col patio coloratissimo e fiorito e la stanza inondata di luce. Ci mettiamo in fila in banca per cambiare i dollari , e’ lunedi’ ed una folla di gente attende per poter depositare il denaro: ci sono madri con nugoli di figlioletti educati e silenziosi e questo la dice lunga sulla proverbiale pazienza messicana. Dopo un’ora di attesa, scopriamo che in questa banca non cambiano il denaro: c’e’ un ufficio apposito proprio di fianco, non c’e’ nemmeno fila! Temo che, per sopravvivere senza stressarci, dovremo imparare pazienza e rassegnazione dalla popolazione locale. Rapido pranzo a base di pollo con salsa di mole, una speciale salsa al cioccolato e peperoncino, poi approfittiamo degli scampoli di sole per ammirare la coloratissima e tranquilla piazza centrale, lo Zocalo, nome comune a tutte le piazze principali delle citta’ sudamericane. La cattedrale in pietra rosa si colora alla calda luce dei tropici, gli alberi quasi cesellati da una sapiente potatura rinfrescano la pausa delle famigliole, i giochi dei bambini, le chiacchere delle comari e dei gringos in villeggiatura. Un improvviso acquazzone ci fa’ fuggire tutti sotto i portici, ma dura poco, e la vita riprende il suo lento scorrere tra le strade variopinte. Arriviamo al mirador per godere della vista dall’alto e poi ci smarriamo piacevolmente tra stradine tranquille, con nuvoloni bianchi che si riflettono sul selciato. Cena al ristorante e poi churros con cioccolata, che ci ristora dal freddo umido e dalla pioggia, che riprende a scrosciare

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