Yucatan in auto: Tacos y Topes

Qualche consiglio per chi vuole visitare il Messico sulle "proprie ruote"

  • di Siusanna&Marco
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Mamma pilota, papà navigatore e nostra figlia di nove anni “eroica” passeggera dato che spesso ha sofferto il mal d’auto: questo l’equipaggio che ha percorso più di 3000 Km nel sud del Messico per scoprire spiagge incantevoli e visitare affascinanti rovine Maya. Il tour che è durato 17 giorni ed è partito da Cancun ha toccato gli stati di Yucatan, Campeche, Tabasco, Chiapas e Quintana Roo. Questa recensione, invece di dare impressioni sui luoghi visitati ha l’intento di far conoscere a chi voglia affrontare il viaggio in automobile possibili insidie e contrattempi cosi come quelli che abbiamo sperimentato noi. Come doverosa premessa va detto che le aree visitate non sono ritenute pericolose come quelle del nord del paese, che i centri abitati più importanti forniscono, in termini di servizi gli stessi standard europei e che i messicani sono persone simpatiche e disponibili.

In Messico le “carreteras” di grande comunicazione sono molto larghe e rettilinee, spesso hanno due corsie per ogni senso di marcia oppure una sola ampia più una sorta di corsia di emergenza che viene utilizzata dai mezzi pesanti o lenti per accostare e facilitare il sorpasso di chi sopraggiunge. Sebbene questo tipo di strade inviterebbero ad una guida “sportiva” bisogna prestare attenzione al fondo stradale che quasi mai è regolare; spesso sono munite di una aiuola spartitraffico che per mezzo di una corsia di canalizzazione permette sporadicamente di invertire il senso di marcia: attenzione pertanto a chi potrebbe spuntare sulla corsia di sorpasso da sinistra. Frequentemente ci è capitato di affrontare tratti caratterizzati da un susseguirsi di lunghi e profondi dossi che possono creare l’ansia di vedersi spuntare il “matto” che sta sorpassando. Le strade a pedaggio o “autopistas” sono segnalate dalla dicitura “Cuota”; come struttura sono sostanzialmente uguali alle carreteras precedentemente descritte, compresa la possibilità di invertire il senso di marcia! Il pedaggio a volte si paga all’ingresso e terminano senza che ve ne accorgiate diventando improvvisamente strade normali ! Tuttavia, quando vi capiterà l’occasione consigliamo di preferirle alle altre perché non attraversano i centri abitati ed in certe zone impervie vi permettono di risparmiare un sacco di tempo. La segnaletica di prescrizione e di pericolo è ridotta all’essenziale e spesso è poco visibile perché i pannelli sono un po’ piccoli. Quella di direzione invece è ben visibile con grandi pannelli a cavallo della carreggiata o a lato della stessa, tuttavia a volte possono essere fuorvianti perché indicano città molto distanti dalle zone che state esplorando o che non sono esattamente su quella direttiva di marcia: è come se procedendo da Bologna verso Firenze vi trovaste improvvisamente l’indicazione del chilometraggio per Lecce !

Quasi del tutto assente la cartellonistica pubblicitaria, salvo per alcun tratti della carretera che congiunge Cancun e Tulum che è molto frequentata dai turisti.

Tutte le altre strade, cioè quelle secondarie, sono alquanto malandate; possono attraversare sequele di piccoli centri abitati incontrando bimbi che giocano sul ciglio, venditori ambulanti, lenti motocarri o mezzi a pedali, cani magri e tristi fermi sulla mezzeria oppure decine di chilometri di foresta completamente disabitata.

Ma per tutti i tipi di strada sopra descritti, ad eccezione delle autopistas, l’inconveniente più grande è costituito dalla presenza di infiniti “topes” che sono dissuasori di velocità costituti principalmente da cordoli di asfalto di altezza e profondità variabili o raramente da grosse borchie d’acciaio; posti in prossimità di attraversamenti pedonali, incroci ma anche in posizioni casuali obbligano quasi a fermarsi per poterli scavalcare; il pericolo è costituito dal fatto che sono pressoché invisibili perché quasi mai tinteggiati: solo cartelli verticali gialli simili alle nostre “cunette” li segnalano ma capita che questi vengano posti proprio a ridosso dell’ostacolo quando è ormai troppo tardi. Basta sapere che esistono ed in breve tempo imparerete a prevedere la loro presenza ed a rivedere i tempi della vostra tabella di marcia

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