Partenza il 21/10/2017 · Ritorno il 25/10/2017
Viaggiatori: 2 · Spesa: Fino a 500 euro

Melbourne e dintorni

di Silvia Avo - pubblicato il

DAY 1 - MELBOURNE

Arrivo all`aeroporto alle ore 6.30pm da Auckland con volo Jetstar leggermente in ritardo. Ci catapultiamo sul primo Airport Bus che per AUD18 pp. ci lascia alla stazione centrale di Melbourne, non esattamente in centro. Da qui camminiamo verso la fermata del bus che ci portera’ all`appartamento prenotato un mese prima tramite AirBnB e situato nel quartiere del Southbank a sud della città. Prima di salire su qualsiasi mezzo pubblico ricordatevi di comprare la tessera MyKi con AUD6 presso un qualsiasi SevenEleven (negozi aperti praticamente 7 giorni su 7, 24 ore al giorno). Le corse sui tram sono gratuite all`interno della Free Tram Zone che copre praticamente tutto il centro città. Noi ricarichiamo la tessera di AUD10 e saliamo sul nostro bus (ricordatevi di passare la tessera MyKi davanti a obliteratrici vicino alle porte del tram appena saliti per validare la corsa se viaggiate fuori dalla Free Tram Zone). Arrivati alla nostra fermata ci dirigiamo verso un palazzo residenziale e saliamo al 6° piano dove ci accoglie Eleanor che ci ospiterà per 2 notti nel suo bilocale di “lusso”. Per cenare ci consiglia Chinatown in centro. Dopo esserci sistemati nella nostra camera ordinata e pulita usciamo e prendiamo un tram per il centro. Ci dirigiamo subito verso China Town, tutta illuminata di notte, ed essendo sabato sera, molto affollata. Come consigliato da Eleanor ceniamo al Jin Dumpling & Noodle House (172-176 Little Bourke Street) con un piatto di dumplings a AUD10 a testa. Ottimi!

DAY 2 - MELBOURNE

Questa mattina facciamo colazione in casa e poi incominciamo a camminare verso il centro attraverso il parco dei Royal Botanic Gardens. Si respira il ritmo lento e tranquillo della domenica mattina, con diverse persone che corrono nel parco e qualche gruppo di amici/amiche che si dirigono verso il proprio caffè preferito. Lungo il tragitto assistiamo alle ultime remate di una competizione universitaria di canottaggio, con tanto di elicotteri che filmano il tutto e una folla colorata che accoglie le vincitrici. Passiamo il ponte di St Kilda Road e dalla piazza centrale della città prendiamo un tram fino alla State Library of Victoria, dove incontriamo la nostra guida di Free Tour (tour gratuiti – www.imfree.com.au) per la città, compagnia nata in Europa e poi esportata nel mondo. Non c’è un prezzo fisso da pagare e volendo si può lasciare il tour senza pagare un dollaro. Tuttavia, le guide chiedono un piccolo contributo da ognuno se il tour è piaciuto ed accettano qualsiasi somma. Effettivamente queste guide sono veramente brave, locali e conoscono tantissimi aneddoti della citta’ tanto che vengono ricompensate da laute mance da molti turisti. Tutti i tour durano circa 2 ore e mezzo o 3 e iniziano con una camminata lungo il perimetro esterno del CBD (Central Business District o centro città) per poi addentrarsi nei vicoli caratteristici del centro e concentrarsi sui murales cittadini.

Il nostro tour incomincia dall`entrata della biblioteca centrale, edificio costruito grazie al volere di due personalità simbolo della città, il governatore Charles La Trobe e il giudice Redmond Barry. Visitate la sala di lettura ottagonale della biblioteca in onore di La Trobe - prendete l`ascensore per viste dall`alto e per ammirare l`armatura del famoso fuorilegge Ned Kelly, condannato proprio dal giudice Barry. La storia di Ned Kelly è affascinante, tanto che molte persone non sanno se condannarlo per i suoi crimini o ammirarlo per i suoi atti alla “Robin Hood”, come bruciare tutti i mutui ipotecari in diverse banche durante varie rapine. La seconda tappa del tour è proprio la Old Melbourne Gaol, la vecchia prigione della città dove Ned Kelly fu imprigionato e condannato a morte. Imbocchiamo poi brevemente Drummon Street, dove ancora si possono ammirare esempi di case vittoriane, caratterizzate da balconi di ghisa molto elaborati e costruite durante gli anni della corsa all`oro. Dopo altre brevi fermate raggiungiamo il Royal Exhibition Building al centro del parco di Carlton Gardens, costruito nel 1880 per ospitare la fiera mondiale tenuta in città. Scherzando, la guida compara l`Opera House di Sydney a questo edificio, giocando continuamente sulla rivalità tra le due città. Ci spostiamo poi ai Parliament Gardens dove vennero tenute le prime sedute del governo australiano quando Melbourne divenne per un breve periodo capitale dell`Australia, in attesa che Canberra fosse costruita come da accordi con la rivale Sydney. Curiosa è la presenza di diversi “brothels” o bordelli nelle vie perdendicolari al parlament. Si dice anche che alcuni bordelli avessero una linea telefonica diretta con il parlamento. Interessante anche la storia del Princess Theatre, sul lato opposto del Parlamento, dove ancora alcuni credono che vaghi il fantasma del famoso attore Frederick Federici, morto d’infarto proprio quando Mefistofele, il suo personaggio, venne calato nella botola in preda alle fiamme dell’inferno nella scena finale di Faust. Da allora venne riservato per il suo fantasma per diversi anni un posto nelle file centrali della platea.

Dal parlamento ci spostiamo a Chinatown con le sue arcate che ne delimitano il perimetro. Poco distante su Albert Street si trova anche il Greek Precint, dove si possono trovare diversi ristoranti greci – Melbourne vanta la più vasta popolazione di origine greca al di fuori della stessa Grecia. La nostra guida consiglia il ristorante “Stalactites”, aperto 24 ore 7 giorni alla settimana.

In centro visitiamo anche la Bourke Street Mall, un area pedonabile contornata da diversi negozi di marca e centri commerciali – qui si trovano diversi artisti di strada che devono passare un audizione nel comune di Melbourne prima di ottenere il permesso di esibirsi in questa via cittadina. Ci infiliamo nella Royal Arcade, una galleria di negozi di marca costruita intorno al 1870. A seguire entriamo nella Block Arcade che ancora conserva un bellissimo pavimento in mosaico – questa galleria è stata costruita sul modello della galleria Vittorio Emanuele di Milano, solo molto più piccola. Fermatevi per uno spuntino pomeridiano o semplicemente per una foto della bellissima e golosissima vetrina alle Hopetoun Tea Rooms. Eccoci nella via chiamata Centre Place, una sfilata di murales e bar/caffè/piccoli ristoranti super caratteristici dove ci fermeremo al Jungle Juice Bar per un pranzo a base di bagel con menu originali – ottimi! Anche la via di fronte a Centre Place (Degrave Street) è diventata negli anni famosa per i suoi ristoranti e locali grazie principalmente ai murales che hanno attirato sempre più persone, turisti e soprattutto locali, nell`area.

Arriviamo così a Federation Square, per molti un patchwork di edifici costruiti senza un apparente criterio architettonico che li leghi uno all`altro. Tuttavia, questa piazza è diventata un simbolo della citta’ e un luogo di incontro per guardare eventi sportivi, concerti o per proteste.

Ultima tappa del nostro giro è la Hamer Hall, la principale sala concerti cittadina - saliamo le gradinate e ci spostiamo sul lato che si affaccia al fiume per un’ampia vista sul centro città contornato da grattacieli di diversi colori. Qui salutiamo e ricompensiamo la nostra guida e da Federation Square prendiamo un tram fino al Queen Victoria Market che chiude alle 4 di pomeriggio la domenica. Questo mercato è veramente vasto, con banchi di tutti i tipi, dai banchi coperti dove vendono carne e pesce di tutti i tipi, a quelli sotto un enorme tendone con mercanzia di ogni genere; da vestiti a prezzi bassissimi, a piccola oggettistica e giocattoli vari.

Dopo il mercato andiamo a visitare la famosa via dedicata agli AC/DC, dove entriamo brevemente al Cherry Bar. Secondo la nostra guida i proprietari hanno rifiutato una performance di Lady Gaga perché’ quella sera si esibiva un altro gruppo locale e non volevano cancellarne la performance. I murales molto colorati e originali in questa via sono un inno alla musica rock del famoso omonimo gruppo rock australiano e all`arte di strada.

Questa sera decidiamo di goderci un’autentica pizza italiana che, vivendo all`estero, non abbiamo sempre modo di assaporare. Siccome Melbourne ha un`ampia comunità italiana, sappiamo di trovare un pizzaiolo italiano dietro ai fornelli al “Ristorante DOC” vicino a Lygon Street, la Little Italy della città.

DAY 3 – PHILLIP ISLAND

Questa mattina ci dirigiamo in centro città lungo Collins Street per ritirare la nostra auto a noleggio. Prima tappa della giornata: Truman Cafe’ nel quartiere di Albert Park per un cappuccino servito nella buccia di un avocado. Particolari anche le decorazioni interne, da visitare. Dopo 10 minuti di macchina raggiungiamo il quartiere di St Kilda sul mare. Parcheggiamo gratuitamente davanti al supermercato Woolsworth (il parcheggio vicino alla spiaggia è molto costoso) e camminiamo fino al famoso pontile di St Kilda – in cima si trova la ricostruzione di un chiosco in legno bianco e verde, e subito dietro si può avvistare fra le rocce qualche pinguino blu (Blue Penguin), il più piccolo pinguino al mondo. Ne vedremo a centinaia più tardi quella sera. Da St Kilda ci spostiamo su Phillip Island in due ore di macchina – i paesaggi lungo questa strada non sono particolarmente suggestivi e c’è abbastanza traffico siccome è lunedì. Phillip Island è particolarmente famosa per il circuito del moto GP (che si è tenuto proprio il weekend prima) e per la più grande colonia di Blue Penguins in Australia. Scopriremo in questi giorni che quest`isola offre molto di più`. Come prima cosa visitiamo Churchill Island, una piccola isola collegata solo da un brevissimo ponte a Phillip Island. Qui incontriamo le nostre prime Cape Barren geese, oche di colore grigio con pois neri dal becco giallo fluorescente. L`unico cottage sull`isola è stata anche la prima fattoria in tutto lo stato di Victoria. Il menù del piccolo ristorante non offre molti piatti, ma comunque rimaniamo soddisfatti. Intorno al cottage ci si può avvicinare alle pecore, alle vacche Highlander (una specie originaria dalla Scozia) e ai Galah, uccelli chiamati cockatoos, simili a pappagalli di colore rosa e grigio, fantastici!

Ci spostiamo a Cape Woolamai dove una passeggiata di circa 3 ore ci porta intorno a questa penisola, immersa nella natura in compagnia di canguri, echidna e serpenti (solo uno in realtà ed innocuo). La passeggiata inizia lungo la spiaggia per poi spostarsi sulle colline lungo il perimetro della penisola con viste meravigliose della costa a precipizio e delle calette sottostanti.

Dopo la passeggiata ci spostiamo in centro paese dove dormiremo in un AirBnB – la padrona di casa non ha risposto ai nostri messaggi e telefonate e dopo mezzora di attesa troviamo le chiavi di casa in un vaso davanti alla porta e decidiamo di entrare – nessuno in casa, solo una simpatica micia che ci accoglie con le sue fusa. Almeno possiamo andare tranquillamente alla Penguin Parade sapendo che avremo un posto dove dormire stasera. Alle 6.30pm siamo a Nobbies centre, la punta occidentale dell`isola che si protende verso il mare – qui una passeggiata di circa 1 ora ritorno porta alla colonia più grande di otarie in Australia. Purtroppo non abbiamo tempo per questa passeggiata perché ci hanno consigliato di andare il prima possibile a prendere un posto in prima fila sugli spalti davanti alla spiaggia dove vedremo arrivare dal mare i piccoli pinguini blu al tramonto. Siccome il sole tramonta alle 8pm in ottobre, ci hanno consigliato di andare alla Penguin Parade alle 7pm. Ci sediamo direttamente sulla spiaggia, abbastanza vicino al cordone che delimita la platea. Stasera la marea è bassa e i piccoli pinguini, alti non piu` di 30 cm, sono molto più lenti ad uscire dal mare per paura di essere cacciati dai loro predatori, fra cui i falchi. Solitamente i Blue Penguins arrivano in “Raft”, piccoli gruppi di circa 20 individui, dopo 2 o 3 settimane in mare a caccia di cibo, e attraversano in gruppo la spiaggia - sono veramente buffi a vedersi. Alcuni si perdono e si separano dal gruppo e cercano di confondersi fra le rocce sulla spiaggia. Appena i primi “raft” di pinguini escono dal mare, la gente in platea si sposta sulla spiaggia, dove siamo anche noi, e toglie la visuale a molti spettatori – immagino in alta stagione non si riesca a vedere molto nonostante gli organizzatori cerchino di rimandare la gente al proprio posto. La parte più bella della serata è senza dubbio la camminata lungo le passarelle di legno che si snodano tra i nidi dei pinguini. L`area tra la spiaggia e il centro visitatori è, infatti, l`habitat naturale di questi pinguini, dove trovano riparo, si accoppiano e si riposano dopo le settimane in mare. I nidi sono per la maggior parte artificiali, costruiti dall`uomo e prima di entrare in “casa”, i pinguini si asciugano ed emettono suoni molto acuti o gorgheggi strani. Dalla passerella si possono vedere sfilare questi buffi animali a neanche un metro di distanza. Soddisfatti della parata, torniamo al nostro AirBnB, cuciniamo una cena veloce e ci infiliamo a letto per ricaricare le pile per l`indomani.

DAY 4 – THE TWELVE APOSTOLES

Ci alziamo presto e ci dirigiamo verso la parte nord-est dell`isola per una breve passeggiata nella Rhyll Wetland. E’ un luogo molto rigenerante ed è anche una riserva per volatili – ne vediamo diversi e ci godiamo la pace assoluta di questa area naturale a bordo del mare. Da Philip Island oggi ci spostiamo fino ai 12 Apostoli sulla Great Ocean Road, ma invece di seguire questa strada percorriamo la highway nell`entroterra che è un po’ più veloce. 4 ore e mezza attraverso i quartieri a sud della città di Melbourne, campi, campi e ancora campi e qualche piccola cittadina. Finalmente, troviamo una cittadina con un supermercato di medie dimensioni e compriamo il pranzo che divoriamo in macchina nel parcheggio, purtroppo, osservando l’età media della popolazione che è senz’altro oltre i 60 anni.

Raggiungiamo il prima possibile i Dodici Apostoli, enormi pilastri di roccia calcarea gialla e rossa che spuntano dalle acque azzurre dell`oceano, erosi dall`azione continua di onde, vento e pioggia nell`arco di millenni. Un tempo questi pilastri facevano parte dell`alta costa calcarea che scende a picco su isolate spiagge sabbiose – gli elementi naturali hanno scavato caverne sempre più ampie fino a che questi pilastri si sono staccati dalla costa, dando vita ai 12 apostoli. Questi pilastri non sono esattamente 12 in numero (12 si riferisce più alla parola “apostoli” che altro) ma ci sono molte altre formazioni rocciose di uguale bellezza lungo la costa. Noi percorriamo il sentiero che porta a Gibston Steps, una scalinata che raggiunge la spiaggia sottostante. Bellissima la visuale dal basso dell`altissimo muro calcareo a picco sulla spiaggia – percorriamo un po` di spiaggia in solitudine poiché’ tutti i visitatori si fermano giusto sotto la scalinata senza muoversi. Raggiungiamo verso le 6pm il nostro ostello, chiamato The Thirteenth Apostole, molto pulito e gestito da una giovane coppia che sta dipingendo le pareti quando arriviamo. Nei bagni troviamo vasi di fiori appena colti e ci godiamo una doccia calda prima dell`arrivo di un gruppo di turisti. Facciamo una passeggiata nel piccolissimo paesino, con un solo pub e un negozio – siamo contenti di aver fatto la spesa durante il giorno cosí possiamo cucinare i nostri ravioli con salsa stasera (purtroppo i fornelli rimangono sul balcone, esterni alla cucina, ma immagino non sia un problema in piena estate). La proprietaria dell`ostello ci da qualche consiglio su passeggiate nei dintorni e decidiamo di raggiungere un prato abitato da numerosi canguri la mattina seguente.

Lasciamo la cena a metà appena vediamo i colori del cielo al tramonto – corriamo alla nostra macchina, guidiamo fino ai 12 apostoli e arriviamo in tempo per scatti fantastici del tramonto sul mare, ne è valsa la pena!

DAY 5 – GREAT OCEAN ROAD

Ultimo giorno, il sole splende e dopo colazione (inclusa nel prezzo della camera ma molto semplice: pane bianco, marmellata e cereali) guidiamo fino al prato di canguri indicato dalla proprietaria il giorno precedente. Basta imboccare la prima strada che gira a sinistra se si percorre la strada principale in direzione dei 12 apostoli, passare il piccolo ponte e parcheggiare al primo campeggio che incontrate. Da qui scavalcate la staccionata in fondo al campeggio e vi ritroverete in una prateria con diversi canguri che spuntano qua e là e tengono d`occhio ogni vostra mossa. Ci sono anche simpatici pappagalli Galah che volano da un cespuglio all`altro.

Dopo questo incontro ravvicinato raggiungiamo Loch Ard Gorge, che prende il nome dalla nave Loch Ard che naufragò nel 1818 al largo di questa gola di roccia come molte altri navi che incontravano questa costa alta e frastagliata durante tempeste di mare. Camminiamo sotto il sole caldo verso la punta di un promontorio da cui avvistiamo la spiaggia di Loch Ard Gorge che raggiungiamo piu` tardi attraverso una scalinata in pietra. Decidiamo di guidare fino al prossimo parcheggio e seguire il sentiero che porta lungo il promontorio e fino a la Thunder Cave, una caverna scavata dalle onde dell`oceano che si frantumano con tutta la loro forza contro le pareti rocciose provocando un rimbombo continuo all`interno della caverna. Da qui il sentiero prosegue fino ad un'altra spiaggia che non raggiungiamo per il poco tempo a disposizione.

Eccoci dunque ad imboccare la Great Ocean Road da Loch Ard Gorge fino a Torquay. Purtroppo il tempo si è guastato. Capiamo anche subito perché’ tutti consigliano la guida da Melbourne verso i Dodici Apostoli e non il ritorno. Guidando verso sud si sta dalla parte sinistra della strada, spesso a precipizio sull`alta costa e dopo ogni curva si gode dei meravigliosi scorci di spiagge e baie fino alla vista spettacolare dei dodici apostoli. Guidando verso nord ci dobbiamo spesso fermare nelle piazzole di sosta per poter fotografare il paesaggio che ci lasciamo dietro. Decidiamo di prendere una deviazione verso Cape Otway, siccome abbiamo visto diverse foto di questo faro. La guida è molto bella, tra foreste di eucalipto con occasionali koala appollaiati sugli alberi a bordo strada. Purtroppo l`entrata nell`area dove si trova il faro è a pagamento (costa circa AUD19 a testa) – decidiamo di non entrare. Una volta ritornati sulla Great Ocean Road ci fermiamo per pranzo a Apollo Bay, una cittadina molto turistica dove sostano molti bus turistici. Troviamo un bar molto carino e ci godiamo una zuppa e un’insalata fresca. La prossima fermata e’ a Lorne, paesino più carino di Apollo Bay con un bar vicino alla spiaggia con pouf colorati e con a fianco una piscina all`aperto e una zona con trampolini elastici. Tutto è chiuso e deserto essendo ancora bassa stagione a metà ottobre, immaginiamo d`estate come questa zona si popoli con una bella giornata di sole.

Ultima tappa prima di cena è a Torquay, cittadina che più ci è piaciuta lungo la Great Ocean Road. Qui facciamo una passeggiata di circa 2ore ritorno dal punto panoramico di Jean Luc a Rocky Point Lookout, passando per la spiaggia dove si allenano tantissimi bambini e ragazzini per salvamento. Proprio vicino a Rocky Point vediamo il nostro secondo echidna lungo il sentiero oltre a diversi uccellini.

Per cena abbiamo deciso di fermarci a Geelong, solo a un`ora dall`aeroporto. Troviamo parcheggio di fronte al molo principale. Stasera si tiene in città la Geelong Cup, una versione ridotta della corsa di cavalli della famosa Melbourne Cup e così i pochi ristoranti e pub nella cittadina si riempiono di gente vestita di tutto punto, insomma un`occasione per festeggiare e molto spesso alzare un po` il gomito. Passeggiamo lungo mare tra le buffe sculture cittadine, prevalentemente statue di legno rappresentanti marinai, cuochi, controllori di biglietti, etc. Affamati decidiamo di cenare con pizza e insalatona al The City Quarter Bar posizionato alla fine del molo di Geelong – si tratta, come indica il nome, più di un bar che di un ristorante, ma rimaniamo soddisfatti.

Verso le 9 di sera ci dirigiamo verso l`aeroporto di Melbourne. Lo raggiungiamo in un`ora e il traffico è ancora intenso alle dieci di domenica sera! Dopo aver riconsegnato la macchina a noleggio e aver eseguito il check in, eccoci a mezzanotte sul volo di ritorno per Auckland.

Bye bye Melbourne – To next time!

di Silvia Avo - pubblicato il